martedì 18 settembre 2018

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Medea

Teatro

Dal 23 febbraio al 4 marzo Franco Branciaroli torna in scena nella storica edizione diretta da Luca Ronconi


Franco Branciaroli è di nuovo protagonista della storica edizione della Medea di Euripide diretta da Luca Ronconi nel 1996, che debutta al Teatro Biondo di Palermo venerdì 23 febbraio alle 21.00 nel riallestimento di Daniele Salvo prodotto dal Centro Teatrale Bresciano insieme al Teatro de Gli Incamminati e al Piccolo Teatro di Milano. Al fianco di Branciaroli-Medea recitano Alfonso Veneroso (Giasone), Antonio Zanoletti (Creonte), Tommaso Cardarelli (Pedagogo, Nunzio), Elena Polic Greco (Nutrice), Livio Remuzzi (Egeo), Francesca Mària, Serena Mattace Raso, Odette Piscitelli, Alessandra Salamida, Elisabetta Scarano, Arianna Di Stefano, Matteo Bisegna, Raffaele Bisegna. Le scene originali di Francesco Calcagnini sono riprese da Antonella Conte, i costumi di Jacques Reynaud sono ripresi da Gianluca Sbicca, mentre Cesare Agoni ha riprodotto le luci di Sergio Rossi. Repliche fino al 4 marzo.

Franco Branciaroli in Medea - ph Umberto Favretto

Il riallestimento della Medea di Ronconi è un omaggio al grande maestro, scomparso nel 2015, da parte di uno degli artisti che ha lavorato con lui più a lungo e in maggiore vicinanza e un’occasione imperdibile di rivedere una delle pietre miliari della storia registica ed interpretativa del secondo Novecento, che vede Branciaroli nei panni femminili di Medea. Se le letture in chiave psicologica di Medea portano a considerare questo personaggio il prototipo dell’eroina combattuta tra il rancore per il proprio uomo e l’amore per i propri figli, e le analisi sociologiche tendono a trasformare la principessa della Colchide in una sorta di precorritrice del movimento femminista, in realtà Medea – per Ronconi – è il prototipo del minaccioso impersonato da uno straniero, che approda in una terra che si vanta di avere il primato della civiltà. La sua esclusione è dovuta a paura di questa minaccia.
«Medea – leggiamo nelle note di regia di Ronconi – è una “minaccia”, una “minaccia” che incombe imminente anche sul pubblico». La sua non è una tragedia della femminilità, ma della diversità. «Io non interpreto una donna – spiega Branciaroli – sono nei panni di un uomo che recita una parte femminile, è molto diverso. Medea è un mito: rappresenta la ferocia della forza distruttrice. Rimettiamoci nei panni del pubblico greco: vedendo la tragedia, saprà che arriverà ad Atene una forza che si accanisce sulle nuove generazioni, i suoi figli: “Medea dallo sguardo di toro”, come viene definita all'inizio. Lei è una smisurata, dotata di un potere sinistro, che usa la femminilità come maschera, per commettere una serie mostruosa di delitti: non è un caso che la prima a cadere sia una donna, la regina, la nuova sposa di Giasone».

Dalle note di regia per il riallestimento di Medea

«In questo riallestimento di Medea, assolutamente filologico, ho voluto riproporre nei dettagli la regia di Luca Ronconi, senza nessuna intromissione e nessuna aggiunta o sottrazione, ritrovando l’itinerario già percorso da Luca. Franco Branciaroli in questo lavoro raggiunge vette di elaborazione interpretativa assolutamente incredibili. La sua è una Medea donna/uomo/mostro proteiforme, indecifrabile, ambigua, misteriosa, violenta, dolcissima, clamorosa.

Il lavoro con tutto il nuovo cast è stato davvero appassionante ed entusiasmante. L’opposizione tra il mondo di Medea, arcaico, violento, eroico, estremo e passionale e il mondo di Corinto, moderno, squallido, grigio e deprimente, un mondo governato dal denaro e dalla convenienza, regno dei più furbi, di chi vanta amicizie più importanti, di chi tradisce, è alla base dell’antitesi Medea/Giasone. Sono due universi che si scontrano, due visioni del mondo completamente diverse: uno scontro clamoroso tra Oriente ed Occidente, tra maschile e femminile (e tra maschile e maschile)». Daniele Salvo

Medea
di Euripide
traduzione Umberto Albini
regia Luca Ronconi ripresa da Daniele Salvo
scene Francesco Calcagnini riprese da Antonella Conte
costumi Jacques Reynaud ripresi da Gianluca Sbicca
luci Sergio Rossi riprese da Cesare Agoni
con Franco Branciaroli, Alfonso Veneroso, Antonio Zanoletti, Tommaso Cardarelli, Elena Polic Greco, Livio Remuzzi, (coro in ordine alfabetico) Francesca Mària, Serena Mattace Raso, Odette Piscitelli, Elena Polic Greco, Alessandra Salamida, Elisabetta Scarano, Arianna Di Stefano; Matteo Bisegna, Raffaele Bisegna
produzione Centro Teatrale Bresciano / Teatro de Gli Incamminati / Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa


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Pubblicato il 26 febbraio 2018


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