domenica 15 settembre 2019

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La colpa di Otello

Teatro

Dal 7 al 12 maggio a Palermo lo spettacolo di Roberto Cavosi da Shakespeare con Marco Gambino


Marco Gambino è il protagonista de La colpa di Otello, scritto e diretto da Roberto Cavosi a partire dalla tragedia di Shakespeare, che debutta nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo martedì 7 maggio alle ore 21.00. Prodotto dal Teatro Biondo, lo spettacolo propone l’inedita versione italiana – tradotta da Loredana Ottomano – di un testo che aveva debuttato tre anni fa al “The Rose Theatre” di Londra, sempre con l’interpretazione di Gambino, attore di origini palermitane affermatosi proprio in Inghilterra. Le musiche dello spettacolo sono di Alfredo Santoloci, i costumi di Marina Roberti. Repliche fino al 12 maggio.

Marco Gambino in La colpa di Otello - ph Enrico Poli

L’idea di partenza de La colpa di Otello è che esista una simbiosi tra i personaggi shakespeariani di Otello e di Jago, una «modernissima simbiosi – come spiega l’autore e regista Roberto Cavosi – come se l’uno fosse lo specchio dell’altro, come se la gelosia di Otello avesse continuamente bisogno di una “voce” che la alimentasse. La gelosia, si sa, è un mostro che può divorare chiunque ma è un mostro che risiede sempre in noi e che agisce per nostra stessa volontà. Iago rappresenta, in questo adattamento, proprio questa volontà, così meravigliosamente cannibale da cibarsi del cannibale stesso: Otello. Il risultato è la fusione dei due personaggi in un personaggio unico, condannato in eterno a rivivere ossessivamente la sua colpa».
«
L’idea per questo lavoro – aggiunge Cavosi – mi è venuta leggendo il testo di Shakespeare e pensando ad una messa in scena dove Iago non si vedesse mai, ma che fosse il frutto dell’insicurezza e della gelosia di Otello. Iago sarebbe apparso solo come ombra o riflesso di Otello stesso. Successivamente a questa intuizione ho scritto il monologo. Non ho utilizzato nessuna battuta personale ma soltanto battute contenute nell’originale shakespeariano; fatto, questo, che mi ha ancora di più convinto dell’esattezza della mia tesi».
«Ci troviamo in un deserto cosparso dall’essenziale per sopravvivere. Scatolette, bottiglie, un fornello da campo. Un prigioniero solitario, in tuta arancione, giace incatenato coperto da un telo di plastica. È Otello, la cui pena – forse quella infernale – è alla base del suo straordinario monologo. (…) Come Jekyll e Hyde, i due uomini [Otello e Iago] sono costretti ad una convivenza letale. La gelosia di Otello è fomentata della sua nemesi: Iago. Occasionalmente sentiamo altre voci, quelle di Emilia e di Desdemona.

L’Otello di Gambino ha l’animo torturato: “Addio animo tranquillo”, dice. Gambino pronuncia i versi con un ricco accento shakespeariano infuso da tocchi della sua natia Sicilia, accompagnato dai drammatici accenti musicali composti da Alfredo Santoloci.
La solitudine di Otello è punteggiata da semplici rituali – fare il caffè, pisciare, farsi una sigaretta, radersi – mentre la sabbia gli scorre tra le mani nel momento in cui Desdemona protesta la sua innocenza. Contempla delirante il mostro dagli occhi verdi. E alla fine ritorna sotto il suo telo di plastica stendendo le braccia.
Un approccio alla coscienza umana forte e poetico. Un’ora intensamente emotiva, trascorsa in compagnia di un prigioniero consumato dal dolore della colpa e dal suo profondo rimorso»

La colpa di Otello
da William Shakespeare
traduzione Loredana Ottomano
adattamento e regia Roberto Cavosi
con Marco Gambino
musiche Alfredo Santoloci
costumi Marina Roberti
aiuto regia Claudia Puglisi
produzione Teatro Biondo Palermo

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Pubblicato il 03 maggio 2019


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dal 7 al 12 maggio 2019Teatro Biondo - Palermo
via Roma
21 e ore 17.30