mercoledì 24 aprile 2019

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I Caravaggeschi. Da Ribera a Luca Giordano

Mostre

A Palermo dal 17 febbraio al 10 giugno la mostra dedicata ai seguaci di Caravaggio


Mattia Preti, Susanna e i vecchioni

Mostra curata da Maria Cristina Bandera e dedicata ai pittori che hanno operato nell’Italia centromeridionale nel Seicento e nel primo Settecento, e in particolare ai numerosi artisti che chiamiamo “caravaggeschi”. La maggior parte delle opere esposte provengono dalla Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi, che custodisce il lascito di quello che è stato il più importante storico dell’arte italiano, oltre che uno straordinario collezionista: nella sua dimora fiorentina raccolse un numero notevole di opere dei maestri di tutte le epoche, che furono per lui occasione di ricerca e di studio. Tra queste il nucleo più importante e significativo è senza dubbio quello che comprende le opere dei pittori caravaggeschi, oltre al “Ragazzo morso da un ramarro” dello stesso Merisi, firmato e datato 1930. Il disegno sarà esposto nella sezione introduttiva della mostra, che poi presenta più di 30 dipinti dei seguaci di Caravaggio e di altri artisti attivi nell’Italia del Sud, che offrono una efficace esemplificazione degli orientamenti e degli obiettivi promossi e stimolati dalle opere del Merisi e del significato storico della sua pittura: Valentin de Boulogne, Jusepe de Ribera Battistello Caracciolo, Giovanni Lanfranco, Andrea Vaccaro, Antonio De Bellis, Matthias Stom, Alessio D’Elia, Gaspare Traversi e altri. La mostra si apre con il capolavoro di Valentin de Boulogne, “la Negazione di Pietro”, che rappresenta un eccezionale esempio della cosiddetta “manfrediana methodus”, quella particolare declinazione del caravaggismo che è stata messa in opera da Bartolomeo Manfredi. Il profondo radicamento dell’esempio del Caravaggio nell’arte napoletana è attestato dal David di Andrea Vaccaro (restaurato per l’occasione) e dal drammatico “San Girolamo” del Maestro dell’Emmaus di Pau. Diversamente, “l’Assunzione della Vergine” di Antonio De Bellis, contraddistinta dalla minuziosa preziosità della tecnica esecutiva, dimostra la tendenza verso uno schiarimento della tavolozza che si verifica nell’arte napoletana nei decenni centrali del Seicento. Nelle opere di Matthias Stom, a lungo attivo in Sicilia, si vede materializzarsi una perfetta sintesi tra la cultura nordica di partenza – legata al caravaggismo olandese – e la pittura italiana. Il percorso prosegue con due capolavori di Mattia Preti (nella foto il suo “Susanna e i vecchioni”), artista che più di ogni altro contribuì al mantenere fino alla fine del Seicento la vitalità della tradizione caravaggesca. La mostra comprende inoltre due capolavori di Natura morta, particolarmente variegata e ricca nella pittura napoletana, per la prima volta esposti al pubblico: la scenografica “Natura morta di pesci”di Giovan Battista Recco e la più quotidiana “Natura morta” di Tommaso Realfonzo, firmata e datata 1737 dall’artista. In mostra anche quattro opere di alto valore artistico appartenenti alla Fondazione Sicilia: due grandi tele di Luca Giordano e altre due rispettivamente di Mattia Preti e Francesco Solimena.


Villa Zito
17 Febbraio – 10 Giugno 2018

Orari:
Dal martedì al giovedì dalle 10 alle 17
Venerdì, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19
Chiuso lunedì. La biglietteria chiude mezz’ora prima
Apertura straordinaria 2 Aprile 2018

Biglietti:
Il biglietto di ingresso comprende la visite delle collezioni permanenti di Villa Zito
Intero € 10,00
Ridotto € 8,00 per gruppi e apposite convenzioni
Ridotto speciale € 4,00 per minori di 18 anni e scuole
Gratuito per minori di 6 anni, insegnanti accompagnatori, disabili, guide turistiche con patentino, giornalisti accreditati.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 15 febbraio 2018


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dal 17 febbraio al 10 giugno 2018Villa Zito - Palermo
via Libertà
da mar a gio 10-17 da ven a dom + festivi h 10-1910 euro, ridotto 8 euro, under 18 euro 4