martedì 18 settembre 2018

martedì 18 settembre 2018

MENU

Da Giotto a de Chirico - I Tesori nascosti

Mostre

A Catania prorogata fino al 30 settembre la mostra curata da Vittorio Sgarbi che racconta la storia dell'arte italiana


Da giovedì 26 ottobre al 20 maggio 2018 (prorogata al 30 settembre) il Castello Ursino di Catania ospiterà “Da Giotto a de Chirico - I Tesori nascosti”. La mostra, a cura di Vittorio Sgarbi, è un progetto di Contemplazioni, con il patrocinio del Comune di Catania, promossa da Fenice Company Ideas e dalla Fondazione Cavallini Sgarbi, con il sostegno di SAC e di Confcommercio Catania, SNAG (Sindacato Nazionale Autonomo Giornalai), FIT (Federazione Italiana Tabaccai) e Sostare.

Vittorio Sgarbi, curatore della mostra

L’obiettivo di questa grande esposizione è raccontare attraverso preziosi tesori “nascosti” lo svolgimento della storia dell’arte italiana, da Giotto, l’artista che ha rinnovato la pittura, così come Dante, suo contemporaneo, è ritenuto il “padre” della lingua italiana, a Giorgio de Chirico che, affascinato dell’arte antica, fu il principale esponente della pittura metafisica, attraverso la quale tentò di svelare gli aspetti più misteriosi della realtà. La mostra nasce dal desiderio di illustrare, attraverso una ragionata selezione, il Tesoro d’Italia “nascosto e protetto” nelle più importanti raccolte private italiane. In un arco temporale di oltre sette secoli, dalla fine del Duecento alla metà del Novecento, da Giotto a de Chirico, si dà conto dell’evoluzione degli stili, delle correnti e degli snodi fondamentali della storia dell’arte italiana.
La mostra offre altresì al visitatore un’ampia panoramica sui soggetti affrontati dagli artisti, da quello sacro alle raffigurazioni allegoriche e mitologiche, dal genere del ritratto a quelli del paesaggio e della natura morta.

Una delle sale di Castello Ursino

La “Madonna” di Giotto e due teste muliebri marmoree, prime sculture “italiane” riferite a un maestro federiciano della metà del Duecento, aprono la straordinaria galleria, dove sono raccolti capolavori come la “Madonna in trono con il Bambino” di Antonello de Saliba (1497), la “Madonna in gloria con i santi Antonio da Padova e Michele Arcangelo” di Severo Ierace (1528 circa), la “Vergine Maria” di Paolo Veronese (1565-1570), “Maddalena addolorata” di Caravaggio (1605-1606), “Ercole e Onfale” di Giovanni Francesco Guerrieri (1617-1618), “Santa Caterina da Siena adora il Crocifisso” di Giovanni Battista Caracciolo detto Battistello (1622), il “Profeta” di Jusepe Ribera (1613 circa), “Il ritorno del figliol prodigo” di Mattia Preti (1640-1645), “Allegoria della pittura” di Guido Cagnacci (1650- 1655) e “Allegoria dell'Inverno” di Giusto Le Court (1660-1670). Tanti i capolavori della pittura del Settecento e dell'Ottocento come la “Natività di Cristo” di Ignaz Stern detto Ignazio Stella (1728), “Oro di Pompei (o Oro di Napoli)” di Domenico Morelli (1863-1866 circa) e “Piccolo cantiere” di Francesco Lojacono (1880-1890 circa).
Approdati al Novecento, si possono ammirare importati opere di celebri maestri, tra le quali, solo per citarne alcune, “Il vecchio padre” (1906) di Antonio Mancini, “Il vaso giapponese” (1923) di Camillo Innocenti, “Interno con vaso di fiori” (1949) di Filippo de Pisis, “I Bagni misteriosi” (1937-1960) di Giorgio de Chirico, “Il tavolo del maresciallo” (1957) di Pippo Rizzo e “Damigiana e bottacino (Natura morta nordica)” del 1959 di Renato Guttuso.

L'allestimento di Castello Ursino

«L’obiettivo di questa nuova grande esposizione - scrive Vittorio Sgarbi -è raccontare attraverso preziosi tesori “nascosti” lo svolgimento della storia dell’arte italiana, da Giotto, l’artista che ha rinnovato la pittura, così come Dante, suo contemporaneo, è ritenuto il “padre” della lingua italiana, a Giorgio de Chirico che, affascinato dell’arte antica, fu il principale esponente della pittura metafisica, attraverso la quale tentò di svelare gli aspetti più misteriosi della realtà.
La mostra così intesa viene dunque a porsi come naturale estensione della straordinaria esposizione “Il Tesoro d’Italia” svoltasi all’Esposizione Universale di Milano del 2015, nella quale si è documentato, dal Piemonte alla Sicilia, la varietà genetica di grandi capolavori concepiti da intelligenze, stati d’animo, emozioni che rimandano ai luoghi, alle terre, alle acque, ai venti che li hanno generati. L’Italia, del resto, è il luogo della felicità compiuta: di questo è stato pienamente consapevole, da Stendhal a Bernard Berenson, qualunque straniero abbia eletto il nostro paese a sua patria, non potendo immaginare un luogo di maggiore beatitudine sulla terra. La grandezza dell’arte italiana è infatti nel tessuto inestricabile, radicato in un territorio unico al mondo per cui le opere maggiori e i contesti minori si illuminano a vicenda. Da questo assunto Roberto Longhi iniziò la sua nuova lettura, senza gerarchie e primati, dell’arte emiliana, in quell’area da lui definita Padanìa, riconoscendo, nel 1934, i caratteri distintivi dell’officina ferrarese, e dei momenti della pittura bolognese. S’iniziò così a cancellare ogni pregiudizio sul prevalere dell’arte toscana, su cui si era costruita la storiografia a partire da Giorgio Vasari, e a riconoscere in ogni regione caratteristiche proprie e originali. L’idea dell’Italia nella sua unità geografica e politica si forma attraverso due motori unificanti: la lingua e lo stile italiano.
L’italiano, il “volgare”, si definisce a partire dal XII secolo e si configura come lingua nella letteratura e nei testi dei poeti siciliani prima, nella civiltà letteraria generata alla corte di Federico II; con i poeti dello stilnovo, in toscana, e infine con Dante, Petrarca e Boccaccio.

Giorgio De Chirico, Bagni misteriosi

Nel Rinascimento, sui testi degli ultimi due, si stabilisce quella lingua letteraria codificata da Pietro Bembo nelle Prose della volgar lingua del 1525. Per il veneto Bembo la poesia di Petrarca e la prosa di Boccaccio, entrambi toscani, sono i modelli per la scrittura di opere letterarie italiane. Nel 1520, cinque anni prima, era morto Raffaello e il Rinascimento aveva trovato il coronamento nella sua opera. Nel Cinquecento, dunque, si definisce un’idea dell’Italia oltre le divisioni territoriali e i dialetti locali, in una unità che vede protagonisti, con i primi grandi scrittori, gli artisti, da Giotto a Michelangelo, pittori e scultori che parlano italiano. E il Rinascimento delimita un’Italia unita prima del Risorgimento. Ma in questo processo ciò che unisce nella visione non cancella le differenze che si manifestano nelle diverse interpretazioni. E, dopo il lungo processo di unificazione, che vede il primato, come modello di riferimento, della lingua e dell’arte toscana, iniziano le ricerche che identificano i caratteri distinti delle diverse aree geografiche sul piano formale ed espressivo.
Tali peculiarità “genetiche” delle diverse aree della “geografia artistica” italiana saranno verificabili anche in occasione di questa nuova grande mostra che nasce dal desiderio di illustrare attraverso una ragionata selezione di oltre cento opere, tra dipinti e sculture, il Tesoro d’Italia “nascosto e protetto” nelle più importanti raccolte private italiane. In un arco temporale di oltre sette secoli, dalla fine del Duecento alla metà del Novecento, da Giotto a de Chirico, si darà conto dell’evoluzione degli stili, delle correnti e degli snodi fondamentali della storia dell’arte italiana. La mostra offrirà altresì al visitatore un’ampia panoramica sui soggetti affrontati dagli artisti, da quello sacro alle raffigurazioni allegoriche e mitologiche, dal genere del ritratto a quelli del paesaggio e della natura morta».

“Da Giotto a De Chirico. I Tesori nascosti”
a cura di Vittorio Sgarbi
Castello Ursino - Catania
Dal 26 ottobre 2017 al 20 maggio 2018
Dal lunedì al venerdì ore 9-19
sabato e domenica ore 9-21

INGRESSO
Intero: 12 €
Ridotto: 9,00 € - Over 65, Giornalisti con regolare tessera dell'ordine nazionale, Convenzione Alitalia, Convenzioni varie
Ridotto Gruppi: 9,00 € - Gruppi di min 10 persone
Ridotto studenti: 7,00 € - Ragazzi dagli 11 ai 18 anni, Studenti universitari
Ridotto scuole : 4,00 € - Scuole di ogni grado e ordine, Bambini che accedono non in gruppo scolastico dai 6 agli 11 anni non compiuti
Prezzo famiglia (bambini fino a 11 anni non compiuti) 2 adulti e 1 bambino 18,00 € - 2 adulti e 2 bambini 22,00 €
Notte dei musei e prima domenica del mese: 7,00 €
Catania Pass: 5,00 €
Omaggio: Bambini fino a 6 anni non compiuti, Giornalisti previo accredito ai fini di servizio, Membri ICOM, Guide turistiche regolarmente autorizzate all'esercizio della professione, 2 insegnanti accompagnatori degli studenti delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, pubbliche o private, regolarmente prenotati ed autorizzati dal capo d'istituto, 1 accompagnatore per gruppo, Disabili e invalidi riconosciuti dalla legge con un accompagnatore, Le personalità dello Stato e della politica in rappresentanza ufficiale


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 25 ottobre 2017
Aggiornato il 24 maggio 2018 alle 12:17


SETTEMBRE 2018

LMMGVSD
     12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930

TAGScastello ursinocataniaDa Giotto a de Chirico - I Tesori nascostivittorio sgarbi

PROSSIME DATE

QuandoDoveOrePrezzo
dal 26 ottobre 2017 al 30 settembre 2018Castello Ursino - Catania
piazza Federico di Svevia
dal lunedì al venerdì h 9- 19; sabato e domenica h 9-21