mercoledì 18 ottobre 2017

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Duciezio, la "paladina" dell’universo dolciario siciliano

Dolci

L'associazione culturale abbina la dolcezza alla cultura: se da una parte, fa rivivere le secolari tradizioni siciliane attraverso il lavoro dei suoi abili maestri pasticceri, dall'altra porta avanti la ricerca antropologica combattendo le falsità storico-culturali che circolano sul succulento patrimonio regionale. Il presidente Salvatore Farina: «Alcuni dei nostri dolci sono fossili viventi»


di Giusy Messina

La cassata è sicilianissima, altro che araba! Sfatiamo questo luogo comune. Non ho nulla contro la cultura araba, ci mancherebbe, ma quello che è parte della nostra storia, riprendiamocelo. La verità è più affascinante della menzogna. Basti pensare che l’ingrediente principe è il formaggio, dal latino caseum. Sfido chiunque a dimostrarmi che gli arabi utilizzano la ricotta!»
E’ un fiume in piena, Salvatore Farina (nomen omen..) numero uno dell’associazione Duciezio, paladina dell’universo dolciario siciliano, simbolo “goloso” dell’identità dell’Isola.

La cassata palermitana - ph Duciezio

Classe 1959, docente di filosofia e storia al liceo classico Ruggero Settimo di Caltanissetta, Salvatore Farina al 2009 è presidente dell’associazione culturale della dolceria, pasticceria e gelateria siciliana che riunisce 60 pasticceri ed oltre 500 cultori appassionati della tradizione dolciaria isolana che «per qualità, storia, simbologia e varietà - dice senza mezzi termini - non ha eguali al mondo. E tutt’oggi non è così valorizzata come dovrebbe».
Socia onoraria di Duciezio è Emilia Coccolo Chiriotti, fondatrice e direttore responsabile di Pasticceria Internazionale, insignita del prestigioso riconoscimento di Cavaliere della Legion D’Onore. I due alfieri, orgogliosi della tutela e della promozione degli antichi saperi e sapori dolci dell’Isola, sfoderano simbolicamente la spada come Ducezio, il mitico conduttore vissuto nel 450 a.C che tentò di unire sicani e siculi contro i greci, per “combattere” le falsità storico-culturali che circolano sul succulento patrimonio delle goloserie regionali.

Dolci da riposto - ph Duciezio


Dolcezza e cultura, il mix della della Duciezio. La prima la ricreano nelle loro pasticcerie in cui mescolando farine, pistacchi, zucchero e cannella, fanno rivivere le tradizioni secolari dell’arte pasticcera. L’altra la perseguono nell’attenta ricerca antropologica che scandaglia riti, popoli, territori ed epoche storiche che hanno fortemente influenzato quel giacimento “duci” che riannoda, come per una magica alchimia, i fili del tempo.

Il gruppo Duciezio con Salvatore Farina, il terzo da sinistra (con la barba)


Un ponte evocativo tra passato e presente che si nutre di bellezza e di bontà. «Fossili viventi, così ho denominato alcuni dolci come la cassata, i cannoli e la frutta martorana - spiega Salvatore Farina -, prelibatezze legate a riti specifici, feste particolari. Si pensi ad esempio che i cannoli un tempo erano i dolci tipici del Carnevale e la cassata del periodo pasquale. E altrettanto ricca era la produzione dolciaria riferita ai santi, come le minni di vergini nate per onorare sant’Agata, i biscotti di San Martino o le sfinci di San Giuseppe». Parlare di dolci di Sicilia con Salvatore Farina, è come fare un viaggio nella storia.

Il rollò di ricotta di Caltanissetta - ph Duciezio

Un viaggio “mitico” con la cuccia di grano, latte e miele che in un boccone riporta alla Sicilia dei Romani, quando era conosciuta come il “Granaio d’Europa”, e “ mistico” quando ci addentriamo a parlare delle cucine dei conventi che costellavano ogni angolo dell’Isola. Con il cous cous dolce della tradizione agrigentina, i sospiri di monaca di Messina, la frutta martorana creata dalle abili mani delle suore di clausura del capoluogo siciliano, solo per citarne alcuni, sembra di respirare l’atmosfera conventuale che permea la pasticceria isolana. Caratterizzandola.

Dolce pasquale di Messina - ph Duciezio

«La mandorla, modellata dalla maestria della monache si riveste di magnificenza - dice d’un fiato il presidente di Duciezio - ed è l’ingrediente principe della nostra tradizione dolciaria». E sarà proprio il monastero di Santo Spirito della città dei Templi ad ospitare tra le volte e le sale medievali, il 18 ed il 19 novembre, l’ottava edizione della Mostra- Festa del Dolce di Sicilia itinerante, organizzata dall’associazione Duciezio.
Un vero trionfo della gola, una goduria per gli occhi e soprattutto per il palato degli appassionati gourmet. Sarà possibile infatti degustare in loco, ma anche comprare per regalarsi e regalare, la “dolce” autenticità dell’Isola del sole.

Maria Sturada di Palermo - ph Duciezio

«I pasticceri della Ducezio - spiega Farina- utilizzano solo materie prime del territorio. Hanno un primato da difendere che è quello della qualità. Senza se e senza ma».
La manifestazione coinvolge anche gli studenti degli istituti alberghieri . «Ai giovani vincitori verrà data la possibilità di fare un corso di formazione del valore di mille euro con la Confederazione pasticceri italiani della Sicilia - aggiunge- con cui abbiamo stipulato un protocollo d’intesa, perché crediamo che la crescita professionale sia fondamentale per affrontare le sfide della tradizione, in quello che è ormai diventato un villaggio globale».

La frutta martorana di Palermo - ph Duciezio

Formazione ed informazione sono gli step della kermesse agrigentina che prevede nel suo programma anche la presentazione di due libri “Dolci di Sicilia” di Santi Palazzolo, il maestro pasticciere di Cinisi, e i “Quaderni di Archestrato Calcentero. Divagazioni archeogastronomiche in terra di Sicilia” di Marco Blanco, il libraio modicano appassionato di ricerche storiche enogastronomiche.
Tra gli appuntamenti in programma anche l’assegnazione del Premio Pupaccena, dedicato alla famosa statuetta di zucchero, simbolo di sicilianità, che negli anni passati è stato attribuito a personaggi siciliani di spicco come Simonetta AgnelloHornby e Giuseppina Torregrossa, che con il loro lavoro hanno valorizzato l’immagine della Sicilia nel mondo.

La Pupaccena - ph Ducezio

Mentre fervono i preparativi per la kermesse agrigentina i paladini della Duciezio perseguono il loro sogno : «Vogliamo realizzare a Palermo un museo del dolce e del gelato di Sicilia e, nel contempo, stiamo lavorando affinchè i nostri dolci, quelli che appartengono ai riti della tradizione, possano ottenere il riconoscimento dell’Unesco».


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 14 settembre 2017





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