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Dieci anni di teatro “off” tra Milano e Catania, le due capitali del Fringe in Italia

Teatro e opera Quest’anno la sezione italiana del festival che ospita le produzioni teatrali indipendenti, che mutua il nome dal celebre festival francese di Avignone, festeggia il primo decennio dalla fondazione a Milano nel 2016. E per l'ottava edizione del festival milanese, in calendario dall'1 all11 ottobre, e per la quinta edizione del festival a Catania, in calendario dal 15 al 25 ottobre, quest'anno il bando di adesione è unico. C'è tempo fino al 2 marzo

Con una identità sempre più netta e riconoscibile, un bagaglio di esperienze ricco della sua presenza internazionale, una offerta artistica multidisciplinare, il Fringe Italia Off International Festival è pronto ad aprire il sipario sul variegato mondo del teatro indipendente che lega idealmente, con un unico bando rivolto agli attori e alle compagnie, i festival internazionali di Milano e Catania. Le due “capitali” italiane del Fringe, si preparano alla nuova edizione, #8 Milano Fringe Off, dall’1 all’11 ottobre, #5 Catania Fringe Off, dal 15 al 25 ottobre. C’è tempo fino al prossimo 2 marzo per partecipare, compilando il form scaricabile sul sito www.fringeitaliaoff.com: la domanda va presentata entro e non oltre le 23.59 di giorno 2 e permette di candidare il proprio spettacolo a uno o a entrambi i Fringe. Diverse le modalità di adesione al progetto, non solo per gli artisti, e tutte indicate su www.application.fringeitaliaoff.com.

Per la rassegna fondata da Francesca Vitale e Renato Lombardo, un’edizione speciale giunta al suo primo decennio (la prima edizione del Milano Off Festival è del 2016, la prima edizione del festival catanese è del 2022). Un segmento temporale che ha già una storia, un tempo sufficiente a delineare una fisionomia precisa nel panorama delle arti performative, in continuità e in collaborazione con gli omologhi del World Fringe Association – di cui fa parte – che raccoglie oltre 250 festival di tutto il mondo. Da Avignone, dove il Fringe è partito esattamente 60 anni fa intorno al Festival d’Avignon, la contagiosa rete del teatro indipendente si è estesa nel mondo portando qualità e opportunità. Questa in particolare la cifra della kermesse che non si esaurisce in se stessa ma proietta i partecipanti verso nuove vetrine grazie anche al sistema di selezione e premi, all’attenzione di una giuria internazionale, all’interno di un contenitore che prevede diversi momenti, dedicati anche a workshop e incontri formativi con gli studenti. Il fringe così “si fa spazio”, cerca nuovo respiro, accorcia le distanze, sceglie e soprattutto si fa scegliere, stabilendo una relazione di prossimità con il pubblico. E dietro le quinte dei palcoscenici – location convenzionali e non, teatri, spazi recuperati o ridestinati, sottratti all’oblio o restituiti a una funzione artistico-culturale – il motore della macchina organizzativa, nonché anima del Fringe, contribuisce a tenere accesa la fiamma e viva la mission connaturata alla sua natura off: rivitalizzare un settore che spesso langue e si autolimita, dando nello stesso tempo linfa al tessuto sociale; destagionalizzare il turismo; promuovere un’operazione di marketing territoriale attraverso un format che è un’occasione di visibilità, prospettiva, crescita.

Uno spettacolo andato in scena durante una delle edizioni passate del Fringe Italia tra Milano e Catania

Renato Lombardo e Francesca Vitale, direttori artistici di Fringe Italia Off

Così Francesca Vitale e Renato Lombardo ripensano il contesto attraverso il linguaggio artistico del teatro, proponendo un modello, un sistema che sia lancio, rilancio, circuito per i protagonisti di questa avventura, ma anche upgrade socio-culturale per i luoghi ospitanti. L’organizzazione infatti lavora su più fronti, curando le diverse sezioni attraverso cui si articolano i Fringe: creare connessioni, mettere in relazione e in posizione dialogante i soggetti, artisti indipendenti, teatri, spazi performativivi, che si muovono lungo il binario non istituzionale. «La Sicilia ha una storia teatrale antica e radicata, e molteplici sono le compagnie emergenti o ai margini dei circuiti tradizionali che nel Fringe troverebbero, o hanno già trovato, un trampolino, un passpartout per i palcoscenici internazionali, secondo un concetto di mobilità che favorisce le connessioni e le relazioni – dichiarano Vitale e Lombardo, visionari imprenditori culturali che investono da anni in un’idea, portatrice sana di arte e arti e sviluppo multidirezionale -. Aderire al bando significa scommettersi, (ri)collocarsi, darsi chance per i propri obiettivi artistici: questa l’essenza e la forza di una realtà che si è espansa a macchia d’olio, accendendo i riflettori su un’enorme fucina di talenti, competenze, capacità espressive».

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