Blog La quindicina di aprile che va dal 16 al 30 aprile mette sul podio a pari merito tre scrittori, che con la Sicilia hanno a che fare e che sfornano eccellenze: la siracusana Simona Lo Jacono con "Joanna degli incanti"; Francesca Maccani, che dal profondo Nord si è trasferita a Palermo, con "Il tuo nome nel bosco"; e poi il siculo-parigino Luigi La Rosa ci porta a spasso "A Parigi con gli impressionisti"
“Un bellissimo novembre” fu titolo che fece la storia della letteratura. E noi, parafrasando il capolavoro di Ercole Patti, titoliamo questa rubrica “Un bellissimo aprile per la seconda quindicina”. In copertina tripletta sicula con la panormita d’adozione Francesca Maccani per Rizzoli, l’erede dalla terra della filosofia Simona lo Jacono per Guanda, e Luigi La Rosa (ancora un siciliano alla corte della collana ‘Passaggi di dogana’ di Giulio Perrone Editore) che ci porta “A Parigi con gli impressionisti“. Sorprendente la cagliaritana Arkadia, (quella con la K), che tra il 17 e il 24 esce con i volumi 2 e 3 della nuovissima collana ‘Lover’. Ancora: revisione e rimodulazione a cura dell’intellettuale Stefano Cazzato per “La città del Sole” di Tommaso Campanella; ardita, cruda e cattivissima in “Niente da dichiarare“, per la pontentissima scrittura di Giulia Sara Miori (ci chiediamo: quando un’autrice di questo calibro vincerà uno dei premi più importanti della letteratura mondiale?) per Marsilio; torna con “Giochi di prestigio” per La nave di Teseo, il toscano Luca Ricci; la “Gioventù bruciata” (per Arcadia, quella con la C) di Giorgia Giuliano e la Mamma Mostro di Danilo Soscia , tra i titoli più attesi. E poi tanti libri e tanto genere, come la poesia di Marco Cardetta per Les Flaneurs e Ida Travi per Vallecchi, buona scelta… e altro altro altro altro.
Benvenuta primavera!
Tre libri copertina
“Il tuo nome nel bosco” di Francesca Maccani, Rizzoli
Bondone, estremo lembo del Trentino, terra di boschi e di case addossate alla montagna. Qui, nel 1961, il confine è una ferita ancora aperta, nella lingua, nei cognomi della gente, e il lavoro del carbone scandisce una vita fatta di silenzi pieni di voci e ricordi di guerra che sono brace sotto la cenere. Così, quando Adele arriva all’Osteria della Rina, scarmigliata e con lo sguardo di chi fugge, il paese trattiene il fiato. È forestiera, e in un luogo dove ci si conosce tutti da generazioni, quella ragazza rappresenta un mistero e forse una minaccia. Cerca Bortolo, un giovane carbonaio. Guardata di sbieco dalle paesane e con gelosia feroce da Lisa, la morosa del ragazzo, che si ritrova diviso fra il senso del dovere e l’amore, Adele è accolta in casa da Gianna, una donna forte e schiva che non mostra volentieri al mondo il suo dolore. Ma in quella comunità diffidente dove basta una scintilla a riaccendere i rancori, sarà proprio Adele a portare a galla una verità troppo a lungo nascosta, un segreto custodito dagli alberi. In uscita il 17 aprile
“A Parigi con gli impressionisti” di Luigi La Rosa, Giulio Perrone Editore
Esistono parole per rappresentare l’universo degli Impressionisti e delle loro opere immortali? Quali direzioni, quali percorsi segnano sulla pagina? Forse gli stessi che s’intrecciano ai passi del narratore, nel tentativo di comporne il travolgente romanzo. Suggestioni che ricostruiscono lo sfuggente perimetro di Parigi, città reale e visionaria insieme, concreta e magica. Un testo che racconta l’eterna avventura della bellezza, inseguendo dipinti che hanno fatto la storia dell’arte e che diventano stazioni del cuore e della sua fame senza tempo. In uscita il 17 aprile
“Joanna degli incanti” di Simona Lo Iacono, Guanda
Da bambina, era convinta che la vita fosse continua resurrezione e seppelliva i semi perchè le restituissero le anime dei morti. Leggeva i testi proibiti, amava “gli infiniti mondi” di Giordano Bruno, credeva che i libri fossero gli unici strumenti per combattere le ingiustizie e per custodire la compassione. Da adulta, fu una imprenditrice contro corrente. Trasformò una vecchia cartiera in una casa editrice e pubblicò i testi più anticonformisti dell’epoca. Vi mise a lavorare i non vedenti perchè capì che i ciechi sapevano guardare la realtà in un modo più profondo. Volle che la finalità dell’impresa non fosse la realizzazione dell’utile, o l’accumulo di denaro, ma la ricerca della felicità. Il suo opificio infatti era pensato come un luogo in cui custodire non la produzione, ma la relazione umana, e in cui per lavorare bene era necessario recitare poesie, fare teatro, ginnastica, arte. In uscita il 21 aprile
Le uscite di giovedì 16 aprile
Marco Cardetta, “…dal mare – Nero di Odessa –”, Les Flaneurs

Odessa, in Ucraina, è la città di tutti e di nessuno: patria di poeti, rifugiati, esuli, mistici e marinai, costruita, distrutta e ricostruita nei secoli da italiani, greci, ebrei, ucraini, russi, turchi, armeni e decine di altri popoli. Odessa è anche il cuore di “…dal mare – Nero di Odessa –”, nuovo lavoro poetico dello scrittore pugliese Marco Cardetta, dal prossimo 3 aprile in libreria e negli store digitali per le stampe di Les Flâneurs Edizioni (pp. 94, € 12). Nuovo titolo della collana “Icone” diretta da Alessandro Cannavale, questo lavoro si presenta come un poema in 22 stanze – autonome e intrecciate al tempo stesso – che costruiscono un vero e proprio romanzo in versi: visionario, corale, percorso da una lingua composita e vivissima. In quest’opera Odessa non è una città da descrivere: è uno spazio psichico in cui perdersi e, forse, ritrovarsi. La lingua usata da Cardetta è un impasto deliberato e originalissimo fatto di arcaismi, dialettalismi, russismi, ucraineismi, yiddish e greco antico, in una polifonia che rispecchia la natura stessa di Odessa. La forma oscilla tra ballata, monologo drammatico, favola grottesca e silenzio puro. La struttura tipografica è parte del senso: colonne parallele, indentature, parole isolate nel bianco della pagina.
Tommaso Campanella, La città del Sole, a cura di Stefano Cazzato, Isolario Edizioni

In questa nuova versione de “La città del sole” di Tommaso Campanella, curata e introdotta da Stefano Cazzato (docente di filosofia e saggista), con un saggio di Alfredo Imbellone (docente di fisica), il Cazzato si sofferma sull’utopia, genere cui appartiene La città, come un topos ineliminabile della filosofia, che integra la dimensione riflessiva del pensiero con quella immaginativa e sentimentale, disegnando così scenari di trasformazione sociale, mentre Imbellone mette in luce la svolta epistemologica della proposta di Campanella, capace tuttavia di tenere insieme con una sensibilità addirittura postmoderna diverse vie di ricerca e numerose fonti del sapere. Il testo è quello trascritto dal manoscritto del 1602, conservato nella biblioteca comunale di Trento. L’edizione si segnala non solo per la presenza dei due contributi critici, ma anche per un agile apparato di note, una biografia filosofica, un’aggiornata bibliografia di e su Campanella e un’ampia sinossi, che ricostruisce i nodi del dialogo poetico, consentendo anche ai non addetti ai lavori un facile accesso alla lettura.
Le uscite di venerdì 17 aprile
Cristina Pender, #nofilter. Una pr in fuga, Arkadia

Alice ha ventotto anni, vive a Cagliari e lavora come PR in una prestigiosa agenzia di comunicazione. Ama la moda, le parole, Parigi e il tè Earl Grey, ma dietro la sua vita curata nei dettagli si nasconde un’inquietudine sottile: quel lavoro, perfetto sulla carta, non la rappresenta. Cresciuta respirando l’aria delle cucine gourmet, con una madre ispettrice Michelin, Alice trova rifugio nella sua cucina nella quale prepara biscotti sui quali timbra frasi ironiche, quelle che nella vita preferisce tacere. Tra aperitivi con le inseparabili amiche Bianca e Arianna e giornate scandite da comunicati stampa da scrivere ed eventi da organizzare, conosce Alessandro Corona, affascinante imprenditore nel settore alberghiero di lusso e nuovo cliente dell’agenzia. Non è il classico colpo di fulmine, ma un’antipatia reciproca che presto si trasforma in attrazione. Alessandro è magnetico, ma anche sfuggente, capace di alternare attenzioni a sparizioni improvvise. Alice, abituata a dare sempre il meglio di sé, finisce intrappolata nel suo gioco di seduzione e silenzi. Quando lui scompare per l’ennesima volta, lasciandola in sospeso senza spiegazioni, la vita le presenterà una serie di dubbi. Quali saranno le scelte giuste per aprire le porte della felicità?
Danilo Soscia, Mamma Mostro, Nutrimenti

Un’antologia di racconti che intreccia paura, angoscia e surreale: tra non-morti, mutanti e presenze spettrali, Mamma mostro attraversa i confini del gotico contemporaneo. Le narrazioni sono unite da un filo comune: i fantasmi che, con fattezze diverse, continuano ad abitare il mondo dei vivi. Le vicende si muovono tra luoghi e destini lontani. C’è un uomo che veglia sulla moglie morente mentre realtà e allucinazione si confondono; una quattordicenne di Mumbai promessa a uno scrittore vedovo molto più anziano; e un autotrasportatore di Chittagong che, dopo il massacro della sua famiglia, riprende la strada con la Morte seduta accanto.
Anna Toscano, Brava Giulia, Nottetempo

Giulia cresce a Venezia con un padre estremamente autoritario e una madre fragile, in una casa segnata da moltitudini di parole non dette. Per sfuggire a quell’ambiente oppressivo e soffocante, Giulia trova rifugio nell’arte e nell’inattesa vicinanza della sua compagna di pallavolo, Nica. Decide, inoltre, di andare via e trasferirsi a studiare Storia dell’arte a Londra, ribellandosi così alla volontà del padre che la vorrebbe medico. Ma un gesto estremo della madre spezza l’equilibrio familiare, e costringe Giulia a tornare in Italia e a confrontarsi con il dolore e la propria libertà.
Giorgia Giuliano, Gioventù bruciata, Il burnout di una generazione, Arcadia Edizioni

Il disagio sempre più diffuso, provocato da un mix di precarietà e iperconnessione, stress e costante timore di non stare al passo, è al centro di Gioventù bruciata. È un viaggio nel mondo del lavoro, dominato da instabilità, competizione e mancanza di certezze, nel quale i giovani interpretano la ricerca di equilibrio e l’autenticità come forme di resistenza. Il disagio riguarda anche il mondo della ricerca, delle professioni scientifiche e tecniche e persino l’ecosistema delle startup che, dietro la retorica dell’innovazione, nasconde spesso burnout e disillusione. Dati, testimonianze e interviste offrono, in sintesi, il ritratto di una generazione sospesa.
«A differenza del passato – spiega Giorgia Giuliano – oggi i giovani hanno smesso di credere alla promessa della ricompensa dopo il sacrificio e al mito tossico del lavoro dei sogni. In questo scenario, i social media, da LinkedIn a TikTok, agiscono in due direzioni uguali e contrarie: spazi di denuncia e verità, ma anche generatori di nuovi diktat performativi che alimentano l’ansia da prestazione e il perfezionismo forzato». Il saggio indaga la salute mentale come questione collettiva e culturale: dal mobbing ai disturbi del comportamento alimentare, esponendo pubblicamente tutte le cicatrici che la precarietà continua a lasciare. Il superamento degli stereotipi e l’ascolto intergenerazionale si rivelano presupposti necessari per riscrivere il contratto sociale tra giovani, lavoro, e vecchie generazioni. «In un sistema che ci vuole altamente performanti – scrive l’autrice – riappropriarsi della propria fragilità è l’unico modo per riconoscersi e ritrovarsi».
Luca Ricci, Gioco di prestigio, La nave di Teseo

Un uomo ciondola a Roma sul finire dell’estate, nei paraggi di Castel Sant’Angelo. Per tutta la vita ha dovuto scegliere tra la bottiglia e la poesia, lasciando sempre vincere la prima. È un uomo a cui servirebbe una scossa potente, che forse arriva il giorno in cui davanti a lui si materializza una donna convinta che imparare a chiedere l’elemosina sia l’unica soluzione per sconfiggere la tristezza e il capitalismo. Intorno a loro, una galleria di personaggi strampalati e umanissimi, troppo folli per non essere veri: bambini estimatori di Kafka, ultras ipersensibili, rockettari perbenisti, bestselleristi pentiti, amministratori di condominio romantici, notai visionari. Forse il vero gioco di prestigio è proprio quello che, giorno dopo giorno, ci viene incontro, perfino la vita stessa. Come il riscatto che cerca disperatamente il protagonista di questa storia, ostinato a combattere fino alla fine e anche dopo, per provare l’ebbrezza della vera caduta: scrivere una poesia.
Le uscite di lunedì 20 aprile
Bianca Iula, Il prezzo del cambiamento – Nera Jones Investigazioni, Mursia

“Il prezzo del cambiamento – Nera Jones Investigazioni” è il romanzo d’esordio di Bianca Iula. Più che un semplice giallo, l’opera è un’indagine serrata sull’identità e sul potere, ambientata in una contemporaneità dove il confine tra bit e realtà si fa sempre più sottile. Al centro della narrazione troviamo Nera Jones, un’investigatrice privata che opera nell’ombra: niente targa alla porta, niente pubblicità, solo un ufficio nascosto accessibile tramite codice.
“La segretaria allarga il suo sorriso, inclina la testa di lato e con un dito indica se stessa dicendo: “Accettiamo il caso”… e prima che dica altro, non esiste nessun Signor Investigatore Jones, almeno inteso al maschile. Mi presento: Nera Jones, la titolare dell’agenzia”. Un invito segreto, un codice da digitare, e si spalanca l’ufficio nascosto di Nera Jones. Nessuna targa, nessuna pubblicità. Solo la promessa che lei vedrà ciò che gli altri ignorano. Un adolescente svanisce nel nulla. Il padre, uomo potente e inflessibile, vuole insabbiare tutto. Niente denunce. Niente polizia. Ma Nera non si ferma. Si muove tra strade reali e vicoli digitali, con travestimenti ingegnosi, identità fittizie e compagni hacker. Inizia così una caccia invisibile che affonda nelle identità di genere, nel mondo queer e nei fantasmi del passato, pronti a colpire ciò che lei ama di più. Questa volta, però, nessun algoritmo potrà salvarla: dovrà sporcarsi le mani con la realtà più dura. Un’indagine fuori dagli schemi. Una protagonista che li rompe tutti. Un giallo tagliente, contemporaneo, dove ritrovare un ragazzo significa soprattutto affrontare ciò che ci definisce. E ciò che può distruggerci. “Nera Jones non cerca redenzione né approvazione. Cerca la verità, anche quando costa cara”.
Le uscite di venerdì 24 aprile
Ida Travi, Tempo, Vallecchi

«Il tempo prodigio, tiene aperto l’inizio e la fine, lavora, va bisbigliando all’orecchio: fai attenzione, ogni volta che inventi un tuo simile lo getti nel tempo, forse un giorno vedrai un antico teatro greco, sorgere dal futuro, fermo e misterioso nella luce del tramonto.» Densa di incanto ed esattezza la scrittura di Ida Travi tocca il grande altrove abitato dalla poesia. Nocciolo di pensiero della sua opera, il tempo si fa avanti oltre il tempo. Questo libro è la voce che cammina accanto ai Tolki, li apre, li rivela.
La poesia, per sua natura, si consegna alla comprensione degli umani come opera aperta, forma sempre sul farsi, opera che non contempla la parola fine. Su questa pietra dell’inizio senza fine ho costruito un microcosmo trasparente, invisibile qui e su scala planetaria. Sono per questo riconoscente all’antico orologio, eterno dispositivo muto. In questa micro-epica ogni porzione d’opera, ogni parola fa irruzione come un piccolo colpo di scena ma – contemporaneamente – rientra tranquilla nel suo ritmo temporale: è la più quieta delle sfide umane, è l’antico avvolgimento della spola. Nell’avvolgimento della spola c’è uno strano scrollare del tempo nell’oscurità, un’ostinazione, forse una coazione a ripetere.
Pier Carpi, Un’ombra nell’ombra, Alcatraz

Milano, anni Settanta. In una città grigia ma sempre in movimento nella routine della quotidianità, molte donne sono legate tra loro in una consorteria magica che non differenzia per censo o condizioni di vita, e che si dona regole e rituali come per contrastare un irrimediabile senso di solitudine. Ma il loro equilibrio verrà sconvolto dall’arrivo di una nuova ragazzina, un’adolescente dotata di poteri superiori alle altre, che si impadronirà dei segreti della sorellanza e rifiuterà l’integrazione nella comunità e nel ciclo dell’esistenza, all’apparenza ineluttabile, che la tiene prigioniera. «I riti del collegio, e quelli delle donne da marciapiede, l’abisso generazionale, la condizione femminile, tessono una trama di cui la cronaca, quando la vicenda sfocia in tragedia, non può cogliere che il dato finale. Pier Carpi, in queste pagine, demistificando la magia, la rivela».
Giulia Sara Miori, Niente da dichiarare, Marsilio

Dopo l’esordio con Neroconfetto (Racconti edizioni, 2021) e La ragazza unicorno (Marsilio, 2024), Giulia Sara Miori torna in libreria con Niente da dichiarare, la sua storia più cattiva e autobiografica. Marta, quarantenne, abbandona una relazione e l’Italia alla ricerca di un altrove ideale e meno soffocante per ricominciare una nuova vita. Tuttavia, anche all’estero si imbatte in una quotidianità alienante; ha un burnout che la costringe a fermarsi dal lavoro. Alle prese con la sua deriva personale incrocia la storia di Andreas Lubitz, il pilota che nel 2015 fece schiantare il volo Germanwings 9525: anche lui vittima di burnout. Tra critica del lavoro contemporaneo e ossessione per la notorietà, il romanzo riflette sul malessere e la violenza nascosta nelle aspettative lavorative.
Gessica Franco Carlevero, Topi che mangiano escargot, OLIGO

Città dell’incanto, Marsiglia. Dove si cucinano salsicce per strada e la squadra di pallone è una confessione, il Pastis una cerimonia e la petanque un canone. lui e lei sbarcano a Marsiglia un giorno di maggio piovoso, con un figlio in arrivo e l’ingenuità di chi non sa cosa cerca. Città del sortilegio, Marsiglia, con topi che dominano le strade, ragazzi che impennano senza casco e il mercato nero per le vie del centro. lui e lei si installano in una città prepotente e ammaliatrice. E via via diventano qualcos’altro. Tredici anni dopo, la stessa Marsiglia dei primi tempi, ma con uno sguardo diverso. Della malinconia, del rimpianto, della frattura, e un au revoir difficile da accettare.
Scrive la scrittrice Arianna Giorgia Bonazzi: “La lingua nuda, naturale, il ritmo a singhiozzo delle virgole, dei punti, sembrano seguire come dossi e buche gli smottamenti di una vita fatta di piccolissimi accidenti che portano a inesorabili deviazioni. Succede che si cambi paragrafo all’interno della stessa giornata, e poi passino anni senza neanche andare a capo. Il tempo funziona così”.
Walter Farnetti, Wonderful Pasticcino, Arkadia

Può un singolo scambio di sguardi influenzare la vita, le ambizioni, i propositi di un intero gruppo di persone? Elena è frizzante, paranoica, pronta alle cotte fulminanti. Luca è placido, bellissimo, enigmatico. Si incontrano sul bordo della piscina della Miliardaria, folle tiranna per cui entrambi lavorano. La miliardaria grida ordini e muove le loro trame in una lingua inventata (mista di inglese, italiano e perfidia). I due cominciano una tempestosa ricerca per ritrovarsi. Questa sorta di caccia al tesoro si snoda tra disavventure, scambi, eccessi e ripensamenti, che coinvolgono amici, parenti, colleghi e chiunque accidentalmente capiti sulla loro strada. Il tutto inondato, come è giusto nelle più selvagge notti d’estate, di pasticcini, cocktail, spiagge, passi indietro, desideri di libertà. Un romanzo folle in cui tutti, persone e oggetti, dicono la loro e contribuiscono alla realizzazione di una magnifica e tormentata storia d’amore.
Le uscite di giovedì 30 aprile
Julia Armfield, Riti privati, Mercurio

Armfield torna in libreria con Riti privati, un romanzo che racconta un’apocalisse intima e collettiva, capace di esplorare gli aspetti più distruttivi della dimensione familiare. Ispirato al Re Lear di Shakespeare, il romanzo narra di tre sorelle riunite dopo la morte del padre, architetto celebre che ha costruito case in un mondo sommerso dalle piogge. Nella casa sospesa sull’acqua devono affrontare un passato doloroso e indicibile. Tra eredità, segreti e potere oscuro, riaffiorano colpe e desideri sepolti, e a un certo punto diventa cruciale fare una scelta: mantenere il legame di sangue o spezzarlo definitivamente?
Edoardo Lombardi Vallauri, L’italiano in bilico, Il Mulino

L’opera di Vallauri pone l’accento sui cambiamenti della lingua, tra nuovi usi, incertezze grammaticali e rischi di impoverimento espressivo. L’autore evidenzia anche il rapporto esistente tra italiano e inglese, sempre più influente, ma anche utile se ben integrato; il tema fondamentale delle responsabilità linguistiche rispetto a possibili discriminazioni, distinguendo tra cause reali e attribuzioni forzate; e i limiti della scrittura, specialmente nell’uso delle chat. Questi fenomeni recenti e profondamente trasformativi descrivono i cambiamenti linguistici della contemporaneità e sono analizzati in questo libro con rigore scientifico e sensibilità narrativa.







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