mercoledì 19 settembre 2018

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Con l'Inda il modello Siracusa è pronto a varcare le frontiere

Teatro

Presentata a Roma la stagione 2018 di rappresentazioni classiche. Il commissario Pier Francesco Pinelli parte dai 140 mila spettatori del 2017 e annuncia una tournée in Grecia. Il direttore artistico Roberto Andò punta su Emma Dante per "Eracle" di Euripide, Yannis Kokkos per "Edipo a Colono" di Sofocle, e Giampiero Solari per la commedia "I Cavalieri" di Aristofane


di Gianni Nicola Caracoglia

«Pensare in grande, e raggiungere nuovi orizzonti puntando a divenire un’eccellenza riconosciuta a livello italiano ed europeo». Con questa iniezione di fiducia l’Istituto nazionale del dramma antico di Siracusa riparte un po’ da sé stesso e dalla forza dei numeri che hanno salutato il festival del teatro classico che si è chiuso in estate – ben 140 mila spettatori, di cui 37 mila studenti -, numeri che farebbero gola a chiunque. Non senza un pizzico d’orgoglio, più che lecito, il commissario straordinario Pier Francesco Pinelli, nel presentare a Roma la stagione di rappresentazioni classiche del 2018, si permette “al volo” un confronto con altri cartelloni nazionali di prestigio come la lirica a Caracalla o il festival dei Due Mondi di Spoleto che si “fermano” a 77 mila e 90 spettatori. Pinelli: «Va da sé che è difficile passare per caso a Siracusa, quindi vuol dire che è un evento culturale importantissimo per la Sicilia e i siciliani ma anche che ci sono molti italiani che decidono di venire a Siracusa proprio per godere di quest’esperienza molto particolare».
I numeri non sono fondamentali ma se non ci fossero, non sarebbe la stessa cosa. Non è un caso che lo stesso Ministro dei Beni culturali Franceschini ha dichiarato che l’Inda può essere un riferimento per come si può gestire lo spettacolo in Italia. Quindi squadra che vince non si tocca ed ecco che a fianco di Pinelli c’è sempre il regista palermitano Roberto Andò, che è stato confermato direttore artistico dell’Inda e del suo festival fino alla fine della stagione prossima.

Il teatro greco di Siracusa

«Il gradimento del pubblico penso sia uno dei indicatori principali della bontà della proposta e il merito va certamente agli artisti ma anche a chi ha concorso ad aggregare quel gruppo di persone – ha sottolineato Pinelli -, cosa che è nata prevalentemente dalle idee e dalle relazioni di Roberto Andò. E abbiamo confermato anche il supporto preziosissimo, dietro le quinte, di Luciano Canfora che ci aiuta da un punto di vista filologico, della collocazione all’interno di una coerenza culturale con la conoscenza della cultura greca e del teatro classico e con il quale, insieme con Andò, già ad aprile 2017 abbiamo cominciato a ragionare sui titoli e sul concetto che volevamo mettere a sostegno della stagione 2018».

Roberto Andò, Pier Francesco Pinelli e Emma Dante

La nuova stagione al Teatro greco di Siracusa prenderà il via il 10 maggio e finirà l’8 luglio. Il tema sarà “La scena del potere” e verrà declinato attraverso tre nuove produzioni teatrali della Fondazione, le tragedie Edipo a Colono di Sofocle ed Eracle di Euripide e la commedia I Cavalieri di Aristofane. I traduttori saranno Giorgio Ieranò per Eracle, Federico Condello per Edipo a Colono e Olimpia Imperio per I Cavalieri.

EuripideSi comincia il 10 maggio con Eracle che ritorna a Siracusa dopo gli allestimenti del 1964 e del 2007. A dirigerla sarà la palermitana Emma Dante, regista che caratterizza con un linguaggio inconfondibile, personalissimo coraggioso ed intenso la scena europea del teatro contemporaneo. Con Emma Dante la regia di uno spettacolo al Teatro greco di Siracusa viene data nuovamente a una donna a distanza di 5 anni dall’Antigone di Cristina Pezzoli. Ultima replica il 23 giugno. L’11 maggio debutta Edipo a Colono affidato alla regia di Yannis Kokkos, regista greco naturalizzato francese, capace di evocare spazi incantati e astratti. Edipo a Colono sarà allestita per la quinta volta a Siracusa dopo le edizioni del 1936, 1952, 1976 e 2009. Ultima replica il 24 giugno.

Yannis Kokkos

Venendo alla commedia I Cavalieri, mai rappresentata a Siracusa, dal 29 giugno vedrà alla regia Giampiero Solari, notissimo regista ed autore di teatro di eventi e di fortunati programmi televisivi (da Fiorello a Panariello passando per Gianni Morandi e Laura Pausini), ed eclettico maestro di molti dei più apprezzati comici nostrani. Quella della commedia è una battaglia che il direttore artistico Andò e il commissario Pinelli si sono co-intestati. Ma non è il solo punto che trova ben in sintonia il regista palermitano e l’ingegnere idraulico romano, passato dal management in campo energetico alla gestione della cultura.

Giampiero Solari

Roberto Andò spiega da dove arriva il titolo del 2018, “La scena del potere”: «La scelta delle due tragedie e della commedia, senza voler danzare con la contemporaneità, ci riportano ad un aspetto forse avvilente, un aspetto illusorio, cangiante, mutevole, del potere. L’impossibilità, quasi, di conferirgli un volto certo. Se uno pensa che la presidenza americana è in mano a uno come di Trump, ci si rende conto di come sia cambiato, e repentinamente, il volto del potere. Sempre più ci rendiamo conto di quanto sia difficile stabilire se un uomo potente sia un eroe o un tiranno ma molto spesso ci rendiamo conto di quanto sia ridicolo. E questo fatto ci rende inermi. Come possiamo intervenire contro il ridicolo? Il ridicolo è pericoloso. Edipo a Colono è affidata a Yannis Kokkos, Eracle è affidata a Emma Dante. Sono due possibilità di raccontare questa incertezza di fisionomia del potere, questo vacillamento». Scrive il filologo Luciano Canfora nel concept della stagione 2018 di rappresentazioni classiche di Siracusa: “L’uomo greco vede sorgere nell’animo umano grazie all’esercizio del potere una dialettica virtuosa e al contempo perversa. Il potere fa del governante saggio ed equilibrato, e talora degli eroi, un sovrano ‘assoluto’, portato a esercitare violenza e sopraazione sugli altri e ad alienare sé stesso; lo trascina dall’apice della fortuna all’abisso della rovina in un corto circuito sintetizzato nel vocabolo “tirannide”. A questo tragico corto circuito si ispira la stagione 2018 al Teatro Greco di Siracusa, infatti la metafora del potere è metafora della vita stessa, è apologo morale che ci obbliga a riflettere sulla precarietà della sorte umana, sulla sua mutevolezza imperscrutabile e spesso irragionevole”.

Luciano Canfora

SofocleLo spettatore avrà davanti quindi tre aspetti del potere, di quella scena del potere di cui espone un volto. Scrive ancora Canfora: «Si partirà dall’Edipo a Colono, l’ultima tragedia superstite di Sofocle rappresentata postuma, e ponte ideale con la lotta fratricida dei figli di Edipo per il possesso della città messa in scena nella stagione 2017. Teseo, il mitico re ateniese emblema, nel teatro attico, del «tiranno» “giusto” e “inclusivo”, interviene, anche nel finale dell’Eracle di Euripide, l’altra delle due tragedie. Dramma appassionante e struggente, ricco di inattesi colpi di scena e di intenso patetismo. È il dramma della follia, che colpisce e trascina nella polvere l’eroe civilizzatore e benefattore dell’umanità per antonomasia».

Per le tragedie, come già fatto quest’anno, Andò ha coinvolto registi che mai avevano lavorato con l’Inda. Andò: «Son partito da Emma Dante, una persona che mi sembrava assurdo che non fosse stata coinvolta e che mi veniva naturale coinvolgere perché è una persona amica e che stimo molto. Emma Dante opera in Sicilia ma è ormai presenza del teatro mondiale, è un segno riconoscibile del teatro come lo si intende oggi, sia nel rapporto col testo, sia nel rapporto con quello che chiamiamo attore che per lei è un corpo unico. Mi faceva piacere che fosse lei a fare Eracle perché lo trovo congeniale al suo modo di fare teatro. Sono contento che Emma torni a Siracusa, prima di ora l’avevo chiamata quando dirigevo l’Ortigia Festival e lei mise su uno degli spettacoli più belli del festival “Mpalermu”, uno spettacolo folgorante. Con lei adesso si chiude un cerchio».

Nonostante sia ormai una donna di scena, teatrale, lirica e cinematografica, di primissimo piano europeo, anche per Emma Dante la forza dei numeri dell’Inda non lascia del tutto indifferenti. «Certo 140 mila spettatori fanno impressione. Quello di Siracusa, però, è un teatro talmente potente che poi si riesce a fare diventare tuti quanti unico corpo. Se lo spettacolo funziona, se c’è una buona energia, non spaventano 140 mila persone». Per lei sarà una doppia sfida personale anche perché il teatro greco di Siracusa appartiene alla sfera dei suoi ricordi di bambina. «E’ una cosa quasi miracolosa – confessa - perché è stato il primo teatro che ho frequentato nella mia vita, la mia famiglia non andava a teatro, non avevo conosciuto nessun teatro al chiuso. Con la scuola venni a vedere un’Antigone e rimasi folgorata e mi dissi: voglio fare questo nella vita. Dopo tanti anni, ho finalmente questa gioia, grazie all’invito di Roberto Andò, che tra l’altro ha visto tutti i miei spettacoli. Ho scoperto oggi che sono 5 anni che non c’è una regista donna a Siracusa e questo mi fa male perché ci sono tante donne che sanno fare questo lavoro. E questo spettacolo che metterò in scena sarà quasi tutto al femminile, ragionerò su questa idea del potere, che faccia ha il potere. E’ vero che al potere ambiscono soltanto gli uomini, il potere può avere solo la maschera maschile? Esiste la possibilità di raccontare anche un potere femminile, una donna che magari è più fragile, più gracile, che ha un’espressione che si dice di una donna “cazzuta”. Eracle è sicuramente uno “cazzuto”, uno muscoloso, io mi chiedo se può essere anche una prerogativa femminile. Cosa è il potere, una cosa che sta solo nei muscoli, nell’arroganza, o ci può essere un potere diverso più legato alla fragilità? E’ un’analisi interessante, che io cercherò di fare alla mia maniera, cercando di invertire i codici del teatro greco in cui gli uomini recitavano le parti delle donne e qui voglio lavorare su questa inversione di rotta cercando una femminilità e una mascolinità che producono questi esseri speciali, quasi divinità, come sono gli attori».

Emma Dante

Il regista della seconda tragedia, Yannis Kokkos, vanta una luna esperienza di regia nel mondo della lirica, del teatro musicale e della prosa. Con lui tornerà a Siracusa un regista straniero 9 anni dopo la Medea diretta da Krzysztof Zanussi. Roberto Andò: «Yannis Kokkos è un regista che amo molto, secondo me perfetto per Edipo a Colono di Sofocle, una tragedia difficile ma molto affascinante, il prosieguo dell’Edipo re, ben più fortunato, una tragedia che si occupa di un tema cruciale, la morte. Kokkos, greco, un umanista del teatro, è anche scenografo. Gli italiani lo conoscono perché è un frequentatore della Scala e dei grandi teatri lirici italiani. Volevo che fosse un greco, anche se lui è naturalizzato francese, a dirigere questa tragedia che poi mi ha rivelato essere la sua preferita. Lui pensò un progetto di Edipo a Colono di Sofocle con Antoine Vitez, poi prematuramente scomparso. Ora gli diamo l’opportunità di realizzarlo».

La Grecia per l’Inda nel 2018 non sarà rappresentata solo dal regista Yannis Kokkos. Il commissario Pinelli ha annunciato che dopo 14 anni l’anno prossimo l’Inda varcherà nuovamente il confine nazionale con le sue produzioni e porterà uno spettacolo in Grecia nel quadro del festival di Atene ed Epidauro. Pinelli: «L’intento è dare una dimensione sempre più internazionale all’Inda. Per me sono importanti anche le 11 rappresentazioni in tournée fatte quest’anno, che sono andate o bene o benissimo quando inserite all’interno di altri festival, vedi Pompei o il teatro romano di Verona. Fare tournée è impegnativo ma è parte integrante del lavoro dell’Inda diffondere il teatro antico nei teatri di pietra italiani».

Il teatro greco di Siracusa

AristofaneLa commedia “I Cavalieri” ci porta nel cuore di quello che accade oggi. Roberto Andò: «Aristofane fu costretto a interpretarla lui, perché nessuno degli attori voleva mettersi contro il potere. Il potere in quel momento era Cleone, che è il personaggio contro cui la commedia è stata scritta. E’ come se oggi pensassimo ad una figura politica di primissimo piano. E’ interessante perché rappresenta il primo esempio di teatro politico, ed è una commedia costruita sul tema di oggi, quello che abbiamo tutti sulla punta della lingua: il populismo. Questa commedia racconta, quasi in tono farsesco, questa malattia, di come il potere, in qualche modo, lusinga il popolo, come svilisce i grandi temi che dovrebbero essere inossidabili e li riduce sempre ad una contrattazione per guadagnare il favore del popolo. Stiamo parlando della demagogia». Andò difende a spada tratta questo rinnovato vigore dell’Inda sulla commedia. «Per quest’anno abbiamo fatto una fortunatissima commedia, “Le rane”, con Giorgio Barberio Corsetti e Ficarra e Picone in scena. Perché? Perché ce lo siamo detti con il commissario con cui ci siamo intesati questa battaglia, il territorio più difficile forse è proprio la commedia. Mentre i codici della tragedia sono arrivati a noi intatti, i codici del comico si sono persi. Noi ci ritroviamo perfettamente nei modi politici, civili, morali della tragedia, è molto più difficile ritrovare il senso della commedia. E’ importante che ci siano registi che abbiano ancora la voglia di eccitare la comicità, altrimenti non c’è commedia. Per questo ho chiesto a Giampiero Solari di fare la regia de I Cavalieri perché Solari, oltre ad essere molto rigoroso teatro ed un grande autore televisivo molto noto per delle regie di spettacolo popolare, e anche uno dei cervelli del miglior comico che si fa in Italia. Metterà su una squadra di attori che saranno una delle sorprese di quest’anno».

A partire dal 5 ottobre 2017 saranno disponibili sia online sia nella biglietteria dell’Inda in corso Matteotti a Siracusa i biglietti e gli abbonamenti per la stagione 2018 al Teatro greco di Siracusa.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 02 ottobre 2017
Aggiornato il 26 ottobre 2017 alle 12:36



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Gianni Nicola Caracoglia

Giornalista, amante della musica, rock soprattutto, e amante delle cose buone. Che di questi tempi sono veramente poche... I suoi articoli su SicilyMag


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