lunedì 22 luglio 2019

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Claudia Koll: «Mi fanno soffrire le critiche a Papa Francesco quando parla dei migranti»

Pensiero

L'attrice e attivista cattolica, pronta a tornare sul set «con opere di qualità culturale che siano coerenti con la mia scelta di vita», a Paternò per una testimonianza voluta dal cappuccino Francesco La Porta, non resta indifferente alla questione migranti e alle critiche di pseudo-credenti al Pontefice: «Sono vicina a tutti coloro che soffrono ed hanno bisogno di essere aiutati»


di Salvo Fallica

«La Sicilia mi ha affascinata sin da giovane. Quando ero nel pieno della mia attività di attrice e non mi ero ancora convertita, durante alcuni periodi di pausa venivo a riposare a Palermo attratta dal mare. La Sicilia da subito mi è entrata nel mio cuore». L’oggi 53enne Claudia Maria Rosaria Colacione, che il mondo dello spettacolo ha conosciuto col nome d’arte di Claudia Koll, delinea in tal mondo il suo rapporto di lunga durata e di autentica intensità con la terra siciliana, regione nella quale viene spesso per raccontare e testimoniare la sua conversione al cristianesimo, la sua adesione al cattolicesimo, il cambiamento che l'ha portata dall'essere una icona cinematografica della sensualità femminile ad una vita intrisa di solidarietà verso gli altri, al servizio degli ultimi.

Nino Naso, sindaco di Paternò, Claudia Koll, don Francesco La Porta, foto di Francesco Magrì

Con la sua associazione Onlus Le opere del Padre - fondata nel 2005 - aiuta tante persone in grande difficoltà, che sono al margine della società contemporanea. Persone in estrema povertà e disagio, esseri umani abbandonati, emarginati. Li aiuta sia in Italia che in Africa, sia nella grande metropoli romana sia nei luoghi più sperduti del grande continente africano. Una storia intensa ed originale quella dell'attrice Claudia Koll che come ha ricordato lei stessa durante una sua testimonianza nella chiesa dei Cappuccini di Paternò, gremita di gente, era giunta ad essere «una delle attrici di maggior successo in Italia, una delle più pagate».

Con sincerità racconta: «Vivevo in un lusso inimmaginabile. Poi ho detto basta con quella vita, ho fatto film sbagliati, privi di un copione, che strumentalizzavano il mio corpo. La mia conversione è stata profonda, la mia esistenza è cambiata, sono stata illuminata dalla luce di Dio. L'energia della fede, la luce della spiritualità hanno mutato la mia vita. La religione vissuta con un cammino spirituale autentico ti apre nuovi orizzonti, ti fa cogliere il senso della vita». La testimonianza della Koll è stata introdotta dal padre cappuccino, Francesco La Porta, organizzatore dell'evento. La Porta ci svela con stile umile e pieno di gioia culturale che il dialogo con Claudia Koll - da lui seguita più volte in tv, in particolare su Tv 2000, l'emittente dei vescovi -, è nato tramite dialogo epistolare. Non un dialogo tecnologico o digitale, ma una classica lettera. E con garbo e gentilezza la Koll «mi ha risposto – dice padre La Porta -. E mi ha dato la sua disponibilità nel venire a Paternò per una testimonianza».

Claudia Koll con padre Francesco La Porta

Nella dialettica brillante, vivace ed appassionata di Claudia Koll oltre alla dimensione della spiritualità si colgono molti riferimenti a letture colte. Si percepisce anche il metodo del dubbio filosofico, l'interrogarsi socratico sulla propria interiorità e sul senso del mondo. Koll ricorda: «Ho fatto il Liceo Classico, ero e sono affascinata dalla filosofia. Perché da sempre mi interrogo sul senso delle cose. Ho letto e leggo molto: letteratura, filosofia, saggistica...». Fa una pausa e poi aggiunge con un sorriso che accentua la bellezza del suo volto: «In filosofia avevo 9». Il suo pensiero va alla sua fase giovanile. Non vi è nostalgia nelle sue parole ma una dolcezza esistenziale che trasmette una vitalità positiva. Vive con gioia la sua svolta cristiana, e sottolinea che la sua conversione è vissuta con coerenza. E con scelte di vita conseguenti: «Vi è stata una rottura con il passato. Con le ipocrisie del passato. Questo non vuol dire che sia diventata una bacchettona. Sono pronta a tornare sulle scene ma con opere di qualità culturale che siano coerenti con la mia scelta di vita. Quando mi propongono dei copioni di film o fiction non dico mai no a priori. Li leggo attentamente. Qualche tempo fa mi hanno proposto di essere la protagonista di un film, avrei dovuto interpretare il ruolo dell'assassina. Ora il punto non era tanto questo aspetto, è ovvio che trattandosi di finzione narrativa bisogna saper comprendere il contesto. Il fatto è che nella parte finale del film, la preside-assassina riteneva giusto aver ucciso dei ragazzi. Questo messaggio finale è incompatibile con i valori per cui mi batto. Sarebbe stato incoerente».

Qual è la sua visione di Dio?
«Dio c'è e ci ama. Io annuncio la misericordia di Dio che trasforma la vita della persona, però al tempo stesso parlo di conversione. Noi dobbiamo cercare il Signore, cercare di cambiare le nostre abitudini, le nostre cattive abitudini. Poi il Signore fa il resto, il miracolo lo fa Dio nel cambiamento del cuore ma noi dobbiamo metterci la nostra parte».

E' la ricerca di un quid che manca?
«Ci deve essere la consapevolezza che la vita è spenta, che manca qualcosa nella vita. Vi deve essere questa inquietudine che ti fa comprendere che c'è troppo egoismo, troppa indifferenza, c'è mancanza di amore vero. Uno si deve fare delle domande, in questo senso si attiva una conversione quando uno si mette in crisi. Uno si mette in crisi se cerca, e se cerca trova».

Cosa vuol dire mettersi al servizio degli altri?
«Mettersi al servizio degli altri, dei più deboli, soprattutto dei non amati, porta una grande benedizione nella vita perché Dio è vicino in particolar modo agli ultimi».

Un altro momento dell'incontro con Claudia Koll ai Cappuccini di Paternò, foto Francesco Magrì

La Sicilia è al centro del Mediterraneo e vive con spirito di accoglienza l'emergenza migranti. Papa Francesco ricorda continuamente l'importanza della difesa degli ultimi e dei migranti. Lei da cristiana soffre nel vedere che vi sono in Italia delle persone che pur professandosi “cattolici” respingono i migranti e non nascondono critiche al pontefice?
«Io soffro soprattutto quando criticano Papa Francesco perché penso che sia un uomo di Dio e che parla a nome di Dio».

Dunque è vicina ai migranti?
«Sono vicina a tutti coloro che soffrono ed hanno bisogno di essere aiutati. Questo è chiaro, perché il Signore mi spinge verso tutti coloro che sono abbandonati, penso in particolar modo a coloro che vivono per strada...».

Il cardinal Martini parlava di estetica dei valori. Lei che rapporto ha mantenuto con il concetto di bellezza e soprattutto con la bellezza corporea?
«La bellezza è un dono, il corpo è santo. E quindi va custodito, è tempio di Dio. Credo nella cura della persona, soprattutto perché il corpo deve funzionare, la salute è un dono. Credo anche nella bellezza delle cose che ci circondano, l'ambiente, la natura. Dalla bellezza dei ciclamini a quella dei paesaggi. Noi dobbiamo curare la bellezza. Dobbiamo occuparci anche dei parchi, dei giardini, la città stessa dovrebbe essere al centro della nostra cura».

La storia dell'arte cristiana è piena di bellezze, vi sono in essa alcuni dei più importanti capolavori prodotti dagli esseri umani, opere dal valore universale. Il rapporto con il corpo anche sul piano estetico è importante?
«Sì, il rapporto con il corpo è importante perché noi siamo immagine. Siamo corpo, l'essere umano è profondamente legato fisicamente e simbolicamente con la natura corporea. Debbo dire però che non tutta l'arte cristiana mi piace, perché ci sono delle opere nelle quali vi sono degli eccessi che non mi fanno pregare. Perché vi è bellezza ma non riesco a trovarvi quello spirito che ti porta a pregare, mentre l'immagine sacra dovrebbe in qualche modo metterti nella condizione di pregare ed adorare il Signore».

Michelangelo riesce ad ispirarla nella preghiera?
«Sì, il particolare mi ispira la Pietà di Michelangelo».

Lei è venuta tante volte in Sicilia, in diverse parti dell'Isola, ha un rapporto speciale con questa terra. Come è nata la passione con questa dimensione geografica, culturale, antropologica, piena di storia e di bellezze?
«E' una passione antica quella con la Sicilia. Quando ero nel pieno della mia attività di attrice e non mi ero ancora convertita, durante alcuni periodi di pausa, venivo a riposare a Palermo attratta dal mare. La Sicilia mi ha affascinata sin da giovane, da subito è entrata nel mio cuore».

E' affascinata sia dai beni culturali che dall'ambiente e dalle meraviglie dei paesaggi?
«Sono affascinata dai beni culturali e dalla natura, è una terra piena di bellezze, di storia, di cultura. La gente è molto gentile ed ospitale, vi è una accoglienza umana intesa. Ho partecipato a molti eventi di testimonianza religiosa in diverse parti della Sicilia, l'accoglienza è sempre molto positiva. Vi torno ogni volta che mi è possibile».

Qual è il suo rapporto con l'Etna, il più grande vulcano attivo d'Europa?
«Sono stata anche sull'Etna, un luogo molto originale. Ho anche svolto una testimonianza della mia conversione in un centro etneo sulle pendici del vulcano, Pedara. Luoghi molto belli. Colpisce positivamente anche il fatto che è un vulcano molto amato da chi ci abita vicino. E' un luogo guardato e pensato...».


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 04 febbraio 2019





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