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«Calò è concentrato di palermitanità, senza peli sulla lingua»

Libri e fumetti

Il personaggio nato dalla penna dello scrittore e psicologo palermitano, arrivato al grande pubblico con "Appalermo, Appalermo" (tra i finalisti del XXVIII Premio Italo Calvino), con il suo modo divertente e odiabile è protagonista anche di "Malùra", il nuovo romanzo dal ritmo incalzante edito da Baldini & Castoldi. IL24 novembre la presentazione a Catania


di Maria Enza Giannetto

«Mimmo Calò è un concentrato di palermitanità. Almeno di quella con cui mi sono confrontato io in questi 30 anni di vita». Lo scrittore palermitano Carlo Loforti parla così del personaggio, apparso per la prima volta come protagonista del suo primo romanzo “Appalermo, Appalermo” (Baldini & Castoldi editore, 2016) e tornato ora nel sequel “Malùra” appena pubblicato sempre da Baldini & Castoldi editore. Un romanzo che, attraverso le disavventure di questo personaggio cinico e svogliato, cafone e filosofo, incorona Loforti – già tra i finalisti della XXVIII edizione del Premio Italo Calvino con Appalermo, Appalermo! - scrittore a tutti gli effetti, affiancando a pieno titolo questa professione a quella di autore per cinema e web.

Lo scrittore palermitano Carlo Loforti

«In realtà – racconta - , anche se in pochi lo sanno, sono uno psicologo, ma sin dai tempi dell’università ho cominciato a esercitare la scrittura, anche se solo con piccoli racconti, e ho dato spazio alla mia creatività con i video. Diciamo che oggi, se mi chiedono che lavoro faccio, posso dire che sono un creativo e amo la creatività che ha a che fare con la narrazione, sia scritta che video». Non a caso, Carlo Loforti insieme a due amici ha appena fondato l’agenzia creativa Maria (www.justmaria.it) «L’abbiamo chiamata Maria – spiega - perché ci piacerebbe riprodurre la sensazione che si prova quando si va a casa di una zia, un ambiente familiare che ci fa sentire a nostro agio».
E proprio la creatività, unita all’ironia e al sarcasmo, sono i punti di forza di questo autore palermitano che non a caso ama leggere Philip Roth e che, due anni fa, ha deciso, finalmente, di dare voce a questo personaggio che gli “ronzava” in testa già da un po’. «Mimmo nasce tantissimi anni fa – racconta - . Mi parlava da tempo e, anche mentre stavo scrivendo altre cose, ogni tanto spuntava fuori, ma non era ancora maturo. Si è molto sedimentato dentro di me nei periodi in cui ero lontano da Palermo poi, nel 2014, è esploso, in tutta la sua irruenza e col suo modo di esprimersi».

Un personaggio veritiero ma non autobiografico, nato da un mix tra esperienze e fantasia. «Non c’è nulla di autobiografico – conferma – nel personaggio, né nel suo rapporto con gli altri personaggi. Non credo assolutamente nei romanzi di figura, né nel loro contraltare, penso che in molti casi i romanzi possano essere frutto delle nostre esperienze e conoscenze. In Malùra, può esserci qualche frase pronunciata da qualcuno che mi è rimasta in mente, oppure una situazione vissuta da un conoscente, ma è stata la fantasia a fare il resto».
E di sicuro di esperienze e situazioni particolari Calò ne vive molte. Situazioni che gli permettono di esternare tutto il suo carattere e di passare dal "politicamente scorretto" a un concentrato di principi saldi: la famiglia, l’amicizia, la fedeltà. «Secondo me – aggiunge Loforti – in realtà Mimmo è uno “politically incorrect" solo nella misura in cui non ha peli sulla lingua e non la tiene mai a freno. Calò è uno spirito libero, uno senza filtri, a volte talmente semplice da sentirsi in diritto di dire qualunque cosa, anche la più banale. E tutto questo lo rende credibile, divertente e odiabile».

Divertente e odiabile per quella sua ironia fortemente calata nel suo spazio e nel suo tempo, nei temi carichi di nevrosi della società di oggi: la fissa per la cucina vegana, la perdita del valore delle relazioni, le solitudini di coppia.
Ma in Malùra c’è molto di più. C’è la Sicilia dei paesini e delle borgate cittadine, polverosa e rovente, che ci arriva da una scrittura asciutta e quotidiana, con un ritmo incalzante. C’è tanta musica, quella proveniente dalla musicassetta, intrappolata dal 1988, dentro l’autoradio della Ritmo su cui viaggiano Mimmo, il padre e l’amico Pier Francesco, per quel viaggio che dalla Sicilia li porterà in Calabria; c’è il rapporto tra lo sport e la mafia (calcio scommesse, richieste di pizzo celate dietro sponsorizzazioni legali e sancite con tanto di fattura). E poi, tra le tante difficoltà, c’è soprattutto quella del rapporto tra figli e genitori: dalla bambina di Calò che si vergogna di suo padre al rapporto tra un uomo maturo e l’anziano padre, il tutto attraverso un comico viaggio intrapreso per mettere a posto le colpe dei padri, per resistere al tempo che passa, alla vecchiaia e a quello stato d’animo, la malùra, che avvolge come una cappa il profondo Sud che attraversano.
Carlo Loforti, dopo la prima presentazione del romanzo a Palermo lo scorso 10 novembre alla libreria Modusvivendi, continua il tour isolano delle presentazioni editoriali a Catania venerdì 24 novembre, ore 19.30, alla Libreria Vicolo Stretto, a Trapani il 1 dicembre, ore 18.30, alla Libreria del Corso; a Siracusa il 25 novembre, ore 18,30, alla Libreria Gabò; ad Alcamo il 16 dicembre, ore 18,30; a Marsala il 17 dicembre al Convento del Giusino, ore 18,30.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 17 novembre 2017
Aggiornato il 29 novembre 2017 alle 12:44





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