Beni culturali Al Ministero della Cultura, Catania ha presentato alla giuria il dossier “Catania continua”, trasformando l’audizione per la Capitale italiana della cultura 2028 in un momento di identità condivisa e visione concreta. Un racconto corale guidato dal sindaco Enrico Trantino e coordinato da Paolo Di Caro, direttore Cultura del Comune. L’audizione si è aperta e si è chiusa con due testimonial d’eccezione, l'astronauta Luca Parmitano, e lo showman Rosario Fiorello
C’è una città che guarda in alto senza dimenticare la profondità delle proprie radici. Una città che vive di stratificazioni, energia, contrasti, e che proprio da lì trova la forza di immaginare il domani. Oggi, a Roma – al ministero della Cultura – Catania ha presentato alla giuria il dossier “Catania Continua”, trasformando l’audizione per la Capitale Italiana della Cultura 2028 in un momento di identità condivisa e visione concreta. Un momento intenso, costruito con una regia precisa e un racconto corale guidato dal sindaco Enrico Trantino e coordinato da Paolo Di Caro (direttore Cultura del Comune), che ha scandito gli interventi secondo una scaletta capace di intrecciare emozione e progettualità, identità e strategia. L’audizione si è aperta e si è chiusa con due testimonial d’eccezione.
Il colonnello Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, da Houston, ha offerto un contributo simbolico e potente: Catania come città capace di guardare in alto, di superare i propri confini, di essere crocevia e laboratorio di contaminazioni. Una città “unica”, dalle radici profonde e dallo sguardo cosmopolita.

Luca Parmitano testimoniale di “Catania continua”
A rafforzare il messaggio identitario, il video-appello di Fiorello, che con la sua voce ironica e autentica ha sostenuto la candidatura invitando a credere in una sfida che riguarda l’intera comunità.

Il video di Rosario Fiorello a sostegno della candidatura di Catania a capitale della cultura 2028
Dopo il primo cittadino, che ha ribadito come il passato rappresenti un patrimonio intoccabile ma non immobilizzante, sono intervenuti il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani: “Confermiamo il sostegno istituzionale, politico ma anche finanziario – ha detto – nel caso in cui Catania dovesse essere prescelta. Era giusto essere presenti, accanto al sindaco, per questo progetto che ho avuto già modo di apprezzare; credo che Catania abbia tutti i numeri per essere protagonista”.
La presentazione ha dato spazio ai contenuti del dossier: il programma dedicato ai protagonisti delle imprese creative, del terzo settore e dei giovani – con Francesco Mannino di Officine Culturali e Claudia Cosentino di Isola – il piano partecipato con orizzonte 2038 come eredità strutturale (con Fabio Finocchiaro, direttore Politiche Comunitarie del Comune), il rafforzamento del sistema bibliotecario e museale e del patrimonio (con Laura Cicola dell’Archivio di Stato), l’integrazione tra cultura, scienza e innovazione, le vibrazioni del teatro, della danza e della musica (con Marco Giorgetti dello Stabile, Roberto Zappalà di Scenario Pubblico e Giovanni Cultrera del Teatro Massimo Bellini) fino al richiamo al progetto Radicepura come esempio di connessione tra paesaggio, visione e rigenerazione. Tra gli interventi anche quello di Maria Cristina Busi Ferruzzi, Confindustria Catania, a testimonianza del coinvolgimento del sistema imprenditoriale e della volontà di costruire una sinergia stabile tra cultura e impresa.

Il comitato catanese che al Ministero della Cultura ha partecipato alle audizioni per la Capitale della cultura 2028
“Catania Continua” si fonda su un dato concreto: oltre il 70% delle proposte inserite nel dossier nasce dal territorio, grazie al contributo di circa 100 realtà tra istituzioni, associazioni, università, enti di ricerca e imprese.
Non un semplice calendario, dunque, ma un percorso strutturato, con monitoraggio, misure e obiettivi durevoli. Una strategia – quella supportata da PTS e Melting Pro – pensata per lasciare un segno oltre il 2028, migliorando la qualità della vita e rafforzando l’attrattività culturale e produttiva della città.
L’audizione si è conclusa con un clima di forte partecipazione e consapevolezza. Catania ha mostrato unità, maturità progettuale e una visione capace di tenere insieme identità, innovazione e comunità. La proclamazione della Capitale Italiana della Cultura 2028 è attesa entro il 27 marzo.



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