mercoledì 19 settembre 2018

mercoledì 19 settembre 2018

MENU

C'è Malùra a Palermo, Carlo Loforti viaggia tra le nevrosi siciliane

Libri e fumetti

Esce il 2 novembre il nuovo romanzo dello scrittore palermitamo, già finalista al Premio Calvino con il precedente "Appalermo, Apppalermo!". Con il suo stile asciutto e sarcastico "Malùra" è un viaggio tra Sicilia e Calabria che punta dritto alle nevrosi di oggi


di Redazione SicilyMag

Da giovedì 2 novembre in libreria, il nuovo romanzo di Carlo Loforti, “Malùra” (Baldini & Castoldi editore). Dopo il successo del primo esordio “Appalermo, Appalermo!”, finalista al Premio Italo Calvino, l’autore torna con il suo stile asciutto e sarcastico in un viaggio tra Sicilia e Calabria che punta dritto alle nevrosi di oggi. Tra fissa per la cucina vegana, cotte da eterni Peter Pan, e scoperta - "senile" - delle droghe, il tentativo è quello di resistere al tempo che passa, alla vecchiaia e a quello stato d’animo, la malùra, che avvolge come una cappa il profondo sud che attraversa. "Ci si affeziona al ritmo frenetico di questa storia. A questi padri, figli, amici che vogliono riconquistarsi": è il prestigioso endorsement di Simonetta Agnello Hornby per Malùra.

Carlo Loforti

Il libro. Uscito da un carcere palermitano dopo 13 mesi di custodia cautelare, Mimmo Calò, ex star di una trasmissione sportiva locale, non ha un piano, non ha un lavoro, non ha più una moglie. Ha solo una figlia, che però già a soli quattro anni sembra aver capito di doverlo odiare. In questo stato di crisi c’è però un’altra dolorosa frattura da sanare, anche se Mimmo non vuole ammetterlo: la fine del rapporto con il migliore amico Pier Francesco. Suo padre Pietro insiste ripetutamente perché i due facciano pace, preoccupato che anche il figlio possa distruggere un’amicizia importante come lui, più di quarant’anni prima, ha fatto con Fefè. «Se tu fai pace con lui, io faccio pace con quella cosa inutile», gli promette Mimmo, convinto che la cosa non possa verificarsi.

Quando si accorge che il club di calcio che gli ha offerto un lavoro come allenatore è solo una copertura per attività illecite e si mette nei guai con dei criminali palermitani, l’ex giornalista decide di mollare tutto, togliere le tende per un po’ e accettare la proposta del padre: compiere un lungo viaggio alla volta della Calabria, per recuperare l’amicizia perduta con Fefè. Mimmo, invece, non sembra disposto a onorare la promessa fatta. Per intercessione del padre, però, il giorno della partenza si presenta anche Pier Francesco. I tre sono costretti a partire insieme a bordo di una Ritmo dell'88, per un rutilante viaggio attraverso una Sicilia rovente e sgangherata, alla ricerca di se stessi e del vero significato dell'amicizia, dell'essere padri e dell'essere figli.

Calò è cinico e svogliato, cafone e filosofo. Rompe il ghiaccio con il politically scorrect per poi sedurti con i principi saldi: la famiglia, l’amicizia, la fedeltà. Ha un’ironia fortemente calata nel suo spazio e nel suo tempo, nei temi carichi di nevrosi della società di oggi: la fissa per la cugina vegana, la perdita del valore delle relazioni, le solitudini di coppia.
C’è la Sicilia dei paesini e delle borgate cittadine, polverosa e rovente, che ci arriva da una scrittura asciutta e quotidiana, con un ritmo incalzante come una ballata rock. C’è la musica, tanta - proveniente da una vecchia musicassetta intrappolata dentro l’autoradio dal 1988 - da Bob Dylan a Zucchero, da Sabrina Salerno ai Pooh. C’è il rapporto tra criminalità organizzata e sport (calcio scommesse, richieste di pizzo celate dietro sponsorizzazioni legali e sancite con tanto di fattura). Ci sono gli over quaranta costretti a tornare a casa dalla mamma, le difficoltà a reinserirsi nella società dopo una detenzione, gli amori che finiscono. Ci sono le problematicità dell’essere genitori e dell’essere figli, a qualsiasi età; una figlia che si vergogna del padre, che vuole cambiare cognome a soli quattro anni e che minaccia di chiamare papà un altro uomo.
E c’è il viaggio, l’unica cosa a cui abbia senso aggrapparsi. Un comico viaggio per recuperare il senso delle deviazioni, per mettere a posto le colpe dei padri, per resistere al tempo che passa, alla vecchiaia e a quello stato d’animo, la malùra, che avvolge come una cappa il profondo sud che attraversano. Un viaggio al cuore delle nevrosi, che evaporano dall’asfalto rovente siculo-calabrese tra risse e paesaggi mozzafiato, musi lunghi e perdoni, furti e cotte adolescenziali, inseguimenti e scoperta (senile) delle droghe, sparatorie e redenzioni. Fino alla rivelazione definitiva: non si possono sanare le fratture, si può solo continuare il viaggio.

L'autore. Carlo Loforti, palermitano, classe ’87. Ha scritto Suicidi d’onore (2013) e ha lavorato come autore per web e cinema. È stato tra i finalisti della XXVIII edizione del Premio Italo Calvino con Appalermo, Appalermo!, suo primo romanzo pubblicato da Baldini&Castoldi.

Il libro sarà presentato il 10 novembre, alle 19, alla libreria Modus Vivendi di Palermo.



© Riproduzione riservata
Pubblicato il 01 novembre 2017
Aggiornato il 03 novembre 2017 alle 13:33





TI POTREBBE INTERESSARE

Federica Raccuglia: «Nel mio libro ho privilegiato la comunicazione di Padre Pino Puglisi»

La giornalista palermitana ha pubblicato per i tipi di Edizioni La Zisa "L'uomo del dialogo contro la mafia. La storia di Padre Pino Puglisi" in cui ripercorre le tappe fondamentali della vita del parroco ucciso a Brancaccio attraverso lettere, appunti, inedite registrazioni di incontri e le testimonianze di chi lo ha conosciuto. Giovedì 13 settembre la presentazione a Palermo

Maurizio Molinari: «L'identità nazionale in Sicilia è granitica come lo sguardo di Mattarella»

Per il direttore de La Stampa, autore del saggio Il ritorno delle tribù, sulla frammentazione dei gruppi di potere nel mondo islamico e in Occidente, l'Isola, strategica già militarmente ed ora commercialmente, deve alla componente antimafiosa del suo popolo il dna dello Stato: «L'esperienza nella lotta alla mafia è servita anche nella difesa contro il terrorismo islamico»

Quell'ottica siciliana che ci fa capire cosa è successo in Italia

La Sicilia ha avuto un ruolo importante in diversi passaggi storici nazionali ed europei, come ben evidenziato in “Storia della Repubblica” dello storico Guido Crainz, un racconto critico, multidisciplinare e ben strutturato di settant'anni di storia italiana

«La Sicilia è battistrada nel dialogo fra Cristianesimo e Islam»

Il delicato tema del rapporto fra le due religioni monoteistiche viene approfondito dal giornalista nel libro "Noi fratelli", scritto con Stefano Girotti Zirotti e che vanta l'introduzione di Papa Francesco. Ed uno spazio importante lo ha avuto - da Federico II in poi - la Sicilia. Mazzuca: «Avanguardia di dialogo, crogiolo di civiltà e culture, è tutt'ora luogo di incontro»

"Visioni", in un libro il viaggio ventennale della Scuola superiore di Catania

Il giornalista etneo Giorgio Romeo ha realizzato per conto dell'istituto di alta formazione dell'Università di Catania un libro che racconta le fasi cruciali della storia di una istituzione culturale di notevole rilievo. Romeo: «Ho incluso la molteplicità di visioni che fa comprendere come questo progetto sia un’opportunità per ripensare la Sicilia, i giovani, il futuro»

Ragusa città tutta da leggere con "A tutto volume"

Da venerdì 15 a domenica 17 giugno saranno oltre settanta gli appuntamenti complessivamente inseriti nel programma della kermesse letteraria iblea firmato da Alessandro Di Salvo, ideatore e promotore della manifestazione, e dalla Fondazione degli Archi assieme ai tre “guest director” Loredana Lipperini, Massimo Cirri e Tiziano Scarpa