Arriva al cinema il film che difenderà l’Italia ai Premi Oscar

Visioni Esce il 25 gennaio nelle sale italiane "Chiamami col tuo nome" del regista palermitano Luca Guadagnino, l'unico italiano che a distanza di quasi vent'anni da "La vita è bella" di Roberto Benigni concorre con quattro nomination al più prestigioso dei premi cinematografici

Per trovare l’ultimo italiano in lizza per il miglior film ai Premi Oscar bisogna scorrere il palmares fino ad arrivare al 1999, quando “La vita è bella” di Roberto Benigni (vincitore lo stesso anno dell’Oscar per il miglior film straniero) entrò a far parte della cinquina prescelta dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences.
A distanza di quasi vent’anni tocca ora a un altro italiano: Luca Guadagnino, un palermitano per l’esattezza, che con il suo “Chiamami col tuo nome”, da oggi nelle sale distribuito da Warner Bros Entertainment Italia, è in corsa agli Oscar nelle categorie miglior film, canzone originale, sceneggiatura non originale (adattata da James Ivory) e migliore attore (Timothee Chalame).

Luca Guadagnino

Uscito negli Stati Uniti il 24 novembre in quattro sale, ha subito registrato un incasso da record, e ora il film sta vivendo da protagonista la stagione dei premi. Nominato a tre Golden Globes, per sei volte agli Independent Spirit Awards e quattro volte ai Bafta awards, il film è stato premiato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani Sncci e come Miglior Film ai Gotham Awards. I premi, assegnati a New York, hanno visto trionfare anche Timothèe Chalamet come Miglior Attore Emergente per il ruolo di Elio. Performance che è valsa a Chalamet anche il premio come Miglior Attore ai New York Film Critics Circle Awards e il titolo di Scoperta dell’anno della National Board of Review che ha inserito il film tra i migliori dieci dell’anno. Anche la Los Angeles Film Critics Association ha voluto celebrare il film, con tre riconoscimenti tra cui Miglior Film, Miglior Regia e Miglior Attore Protagonista per Chalamet. Il film ha inoltre ricevuto il premio come Miglior Sceneggiatura non originale ai Critics’ Choice Awards.

Una immagine del fim Chiamami col tuo nome

Una immagine del fim Chiamami col tuo nome

“Chiamami col tuo nome” è un racconto sensuale e trascendente sul primo amore, basato sul famoso romanzo di André Aciman. Ambientato nell’estate del 1983 nel nord dell’Italia, Elio Perlman (Timothée Chalamet) è un precoce diciassettenne americano che vive nella villa del XVII secolo di famiglia, trascorrendo il tempo a trascrivere e suonare musica classica, leggere, e flirtare con la sua amica Marzia (Esther Garrel). Elio ha un rapporto molto stretto con suo padre (Michael Stuhlbarg), un eminente professore universitario specializzato nella cultura greco-romana, e sua madre Annella (Amira Casar), una traduttrice, che gli danno modo di approfondire la sua cultura in un ambiente che trabocca di delizie naturali. Mentre la sofisticazione e i doni intellettuali di Elio sono paragonabili a quelli di un adulto, permane in lui ancora un senso di innocenza e immaturità, in particolare riguardo alle questioni di cuore. Un giorno arriva Oliver (Armie Hammer), un affascinante studente americano di 24 anni, che il padre di Elio ospita per aiutarlo a completare la sua tesi di dottorato. In un ambiente splendido e soleggiato, Elio e Oliver scoprono la bellezza della nascita del desiderio, nel corso di un’estate che cambierà per sempre le loro vite.

«Mi piace pensare che “Chiamami col tuo nome” chiuda una trilogia di film sul desiderio, dopo “Io sono l’amore” e “A Bigger Splash” – ha detto Luca Guadagnino che durante la conferenza stampa a Roma ha anticipato un possibile sequel -. Ma mentre nei precedenti film il desiderio spingeva al possesso, al rimpianto, al disprezzo, al bisogno di liberazione, in “Chiamami col tuo nome” abbiamo voluto esplorare l’idillio della giovinezza. Elio, Oliver e Marzia sono irretiti in quella splendida confusione di cui Truman Capote diceva “l’amore, non avendo una mappa, non conosce confini”. “Chiamami col tuo nome” è anche il mio omaggio ai padri della mia vita, il mio vero padre e i miei padri cinematografici: Renoir, Rivette, Rohmer e Bertolucci”

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