Blog Aprile esplosivo con l'ingresso della scrittrice e poetessa calatina nella dozzina dei semifinalisti del Premio Strega. Ritorni eccellenti con Sara Rattaro, Barbara Bellomo e Aldo Nove. Arkadia apre alla letteratura per il benessere del fisico. Musica presente con la radio di Muscarà e le riflessioni di Vasco Brondi. Il caso: Daniela Longo spicca il volo con il nuovo romanzo sulla questione dell'edonismo invertito. Assieme a quello di Cinzia Cognetti il suo libro è in copertina
Aprile ci accoglie con la dozzina semifinalista dell’80° edizione del Premio Strega: tra i 12 libri finalisti il romanzo della calatina Maria Attanasio, “La Rosa Inversa” per la palermitana Sellerio. Oltre all’inflazionato antifascismo e femminismo, il terrore, il gotico e le illustrazioni, è ciò che proponiamo per le vostre letture. I ritorni di Sara Rattaro che il 7 aprile esce con “Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista” per Piemme, l’autrice ligure negli ultimi tempi produce a mitraglia e sempre con alta qualità, dell’etnea Barbara Bellomo con “L’incartatrice di arance” per Garzanti, di Aldo Nove con “La vita oscena” per Il Saggiatore e di Alberto Vigevani autore di “Un certo Ramondès” (Palingenia Venezia), rendono onore alla bellezza dell’ottima scrittura. Anche Fabio Montella autore di “Donne invisibili. La Resistenza femminile nella Bassa modenese” per Bibliotheka si contraddistingue per l’allineamento all’antifascismo/femminismo.
A proposito di donne, non solo le autrici, ma anche il soggetto dei diversi libri è in percentuale più alto al femminismo, tra questi, “Dry season. Il mio anno di piacere senza sesso” di Melissa Febos per Nottetempo. Da segnalare Adelphi che propone il maestro Philip Roth con “Operazione Shylock. Una confessione” e Töpffer /Oltre che pubblica la graphic novel di Marco D’Aponte e Pit Formento su “Tazio Nuvolari. Compagno del vento“. Tanti altri titoli ci faranno compagnia, tra questi la nostra #copertina è per Cinzia Cognetti, autrice di “Note a margine del mio dolore”, per HarperCollins Italia e la #controcopertina è per Daniela Longo con “Indizi inversi. La strana morte di Catullo”, per Coda di volpe edizioni.
Arrivederci al 16 aprile
Premio Strega: c’è la calatina Maria Attanasio, pubblicata dalla panormita Sellerio, alla dozzina semifinalista
La passione storica, il gusto per la ricerca, la sensibilità inventiva di Maria Attanasio si ritrovano in questo suo nuovo romanzo che percorre il Settecento, in Sicilia e non solo, tra rivoluzioni, Illuminismo, massoneria, restaurazione. Lo scenario principale è Caltagirone, l’immaginaria Calacte, un luogo che per l’autrice è «un destino di scrittura». «Una Yourcenar siciliana, con i suoi labirinti, le sue stregonerie, la sua pura e scandalosa capacità di sconvolgerci» ha scritto Nadia Terranova su TuttoLibri – La Stampa.
In un vecchio palazzo nobiliare di Calacte, città della Sicilia Orientale, all’inizio del Novecento un uomo scopre una stanza segreta. Qui trova custoditi i classici dell’Illuminismo, le opere dei «malpensanti del secolo ateo e libertino» come Voltaire, Diderot, Montesquieu e d’Alembert, accanto a simboli e insegne della massoneria. Ad attrarre la sua attenzione è un manoscritto, La Rosa Inversa, racconto autobiografico del barone Ruggero Henares, l’antico proprietario del palazzo. La sua è una storia incredibile rimasta a lungo nascosta.
Nato nel 1743, educato nel Collegio dei Gesuiti, Henares diventa amico di Giuseppe Balsamo, futuro alchimista ed esoterista col nome di Cagliostro; insieme verranno banditi per ordine del rigido padre Crisafulli, e sarà Henares, quando nel 1767 viene disposta l’espulsione dei Gesuiti dalla Sicilia, a esiliare l’odiato Crisafulli innescando la miccia della rivalsa. Sta per avere inizio un’epoca radicale e libertaria, turbamento di religiosi, conservatori e reazionari; Ruggero fonda la loggia La Rosa Inversa, dove si discute di uguaglianza e libertà, la sua sorte si lega a quella di Amalia, artista e amante libertina, con cui condivide letture e desideri. Nel nucleo di questo vortice di gesta, avventure ed eventi, Maria Attanasio insedia un dispositivo di pensiero storico e filosofico che scruta nel passato e ragiona sul presente, sulla duratura guerra tra rinnovatori e nostalgici, esclusi e privilegiati, pragmatici e sognatori. «Tra i pochi che hanno seguito l’esempio di Sciascia, di narrazioni di storie vere che si fanno romanzo quasi di per sé, per la loro intensità ed esemplarità» come ha scritto di lei Goffredo Fofi, Attanasio ha il gusto per la ricerca erudita e divertita, la sensibilità inventiva, uno sguardo pungente e beffardo; in questo romanzo che percorre il Sette-cento in Sicilia e non solo, l’immaginaria Calacte, nella realtà Caltagirone, diviene uno spazio di creazione letteraria e poetica, teatro di personaggi reali e di finzione: donne e uomini con le loro passioni e intelligenze, figure che emozionano mentre si ribellano alla loro epoca in una sfida che guarda al futuro.
In occasione della quinta edizione della rassegna “Amici del libro”, martedì 28 aprile, alle 18, all’Oratorio Santa Cita di Palermo (via Valverde 3), Maria Attanasio presenta La Rosa Inversa in compagnia di Salvatore Ferlita.
Flashback, i libri già in libreria
Barbara Bellomo, L’incartatrice di arance, Garzanti
La scrittrice etnea Barbara Bellomo consegna ai lettori un libro che intreccia la storia di Catania di inizio Novecento al frutto che più la identifica, l’arancia Tarocco, svelandoci il mistero dietro a questa tradizione. Personaggi realmente esistiti e figure di finzione si fondono in un romanzo che profuma di agrumi e ha la leggerezza dei colori del tramonto, mentre una ragazza, pagina dopo pagina, diventa donna e impara a trovare sé stessa.

Catania, 1906. Il mercato del pesce brulica di suoni, odori, colori. Rosetta, sedici anni, lavora tra i banchi dall’alba al tramonto. I suoi sogni restano chiusi in un cassetto che osa aprire soltanto insieme a Michele, contadino dagli occhi verdi capaci di emozionarla. È lui a raccontarle di una nuova varietà di arance che si conserva più a lungo se avvolta nella carta oleata. In cerca di un futuro diverso, Rosetta incrocia il cammino di Concetta Campione, donna forte e determinata, proprietaria di una tipografia in cui lavorano soltanto donne. Ne resta incantata. Soprattutto da una macchina in grado di stampare immagini su una velina simile a quella che avvolge gli agrumi. Rosetta è convinta che un disegno davvero accattivante possa decretare il successo, magari anche all’estero, delle arance di Michele. Nella mente cominciano a fiorirle figure dai mille colori, si immagina a incartare ogni frutto con cura. Il traguardo sembra vicino. Ma il destino, lo sa bene, è spesso un avversario imprevedibile. Una notte da dimenticare rischia di mandare in frantumi ogni progetto: il padre è costretto a fuggire negli Stati Uniti e Rosetta deve rinunciare a Michele per proteggerlo. Rimasta sola, sceglie di non cedere, di difendere le proprie idee, anche a costo di soffocare un segreto che riguarda le sue origini. Ora deve solo guardare avanti e costruire il suo domani. Perché chi ha attraversato la tempesta riconosce il momento in cui il cielo finalmente si rischiara.
Marco D‘Aponte – Pit Formento, Tazio Nuvolari. Compagno del vento, Töpffer /Oltre

Questo romanzo a fumetti dedicato alla vita di Tazio Nuvolari si distingue per la coesione dei suoi elementi narrativi e grafici offrendo al lettore un’esperienza coinvolgente che ben si adatta alle vicende di una vita vissuta all’insegna della velocità. I testi e la sceneggiatura presentano un ritmo serrato e dinamico, perfetto per raccontare episodi caratterizzati dall’adrenalina della velocità, scelta stilistica che contribuisce a trasmettere la rapidità e la tensione tipiche delle corse automobilistiche.
I disegni di D’Aponte hanno il tratto essenziale e rapido capace di cogliere l’essenza delle scene. La scelta delle inquadrature richiamano il linguaggio cinematografico, le scene si susseguono come sequenze di un film, immergendo il lettore nell’atmosfera delle gare e restituendo il senso di velocità che ha caratterizzato la vita di Nuvolari. La varietà e la cura nella selezione dei tanti episodi contribuiscono a restituire una panoramica esaustiva della vita e delle imprese di Nuvolari. Questa biografia ci restituisce un campione che, durante tutta la sua esistenza, ha saputo unire un coraggio fuori dal comune e una straordinaria abilità sportiva a una semplicità autentica e a una profonda umanità. (Beppe Mecconi)
Libro copertina, “Note a margine del mio dolore” di Cinzia Cognetti, HarperCollins Italia
Eva, giovane praticante avvocata a Roma, torna a Bari quando il padre decide di vendere la casa di famiglia. Il ritorno riporta a galla il dolore per la morte della madre Ambra, ancora presente nei ricordi domestici. Mentre sta riordinando gli oggetti materni, Eva scopre un diario che rivela un amore segreto e un passato a lei sconosciuto. La figura di Fabio e il legame con l’assedio di Sarajevo aprono un mistero che la spinge a indagare. Accanto a lei c’è Valentina, conosciuta in un locale notturno, con cui nasce un rapporto profondo. In libreria dal 10 aprile
Le uscite di mercoledì 1 marzo
Guy de Maupassant, Miraggi e fantasmagorie – Tutti i racconti – volume I, Palingenia Venezia

La prima, fulgida pietra di uno dei monumenti della letteratura universale. «”Boule de suif” è un capolavoro. E lo ribadisco, un capolavoro di composizione, di comicità, di osservazione» (Gustave Flaubert)
Se si fosse chiesto a Guy de Maupassant una sinossi dei suoi numerosissimi racconti, che lo hanno reso uno dei più celebri scrittori di tutti i tempi, avrebbe potuto rispondere inviando semplicemente i primi otto da lui composti – qui presentati in una nuova traduzione con testo francese a fronte –, perché già vi si trovano tutti i temi di quelli che scrisse in seguito, e già vi appare chiaro il suo rifiuto degli eccessi del naturalismo, cui pure è solitamente associata la sua opera. Se nel primo, La mano scorticata, compare quel filone noir che riaffiorerà ripetutamente nella sua opera, il secondo, Il dottor Héraclius Gloss, mostra singolare consonanza di temi e di tempi con il grande e amatissimo maestro, Flaubert. Nelle vicende del dottor Gloss, che la tensione disperata verso la conoscenza e la verità assolute porterà alla follia, l’ironia feroce, il lucido disincanto del maestro – quello di Bouvard e Pécuchet – trovano eco perfetta nel discepolo, nel linguaggio parodistico con cui racconta le disavventure, filosofiche e non, del povero dottore. Ma, come anche nei racconti successivi, imperniati sui temi più cari e più vitali – la natura, gli affetti familiari, l’amore, la fatica del vivere sociale, l’amarezza e la solitudine che spesso questa fatica comporta –, nel discepolo si coglie un afflato di empatia e di vitalità che nel maestro si avverte di rado, forse grazie allo strumento che Henry James riconosce come proprio di Maupassant, «quello dei sensi, nella sua costituzione estremamente vivi; è quasi solo attraverso di essi che la vita ha un richiamo per lui; è quasi unicamente con il loro aiuto che egli la descrive ». Ne è una dimostrazione il primo vero capolavoro di Maupassant, che conclude questa raccolta: Boule de suif, dove la bassezza, la meschinità umana trovano compiuta incarnazione negli strati più alti della società, controbilanciate dalla genuina e appassionata forza morale di chi da quella società, che se ne serve senza scrupoli, è considerata uno scarto.
Alberto Vigevani, Un certo Ramondès, Palingenia Venezia

Romanzo antifascista o romanzo di spionaggio? Romanzo satirico o romanzo d’amore? In un libro a più facce, a più chiavi di lettura, le trascinanti e strambe avventure – anche sentimentali – di un personaggio indimenticabile. Siamo nel 1940. Un giorno di marzo, a qualche settimana dall’entrata in guerra dell’Italia, un certo Ramondès arriva da Parigi a Milano. Mediocre, velleitario letterato, Ramondès lavora per i servizi segreti francesi, che gli hanno affidato la missione « d’informare i superiori sulle mire o le speranze degli intellettuali », e « soprattutto sulla consistenza dell’opposizione » al fascismo nella città lombarda, considerata la capitale culturale italiana. Una missione che però comincia all’insegna dell’equivoco, e prende subito la piega del grottesco: perché Ramondès viene accolto con tutti gli onori dai più raffinati ambienti intellettuali, esterofili e compiaciuti, solo perché scambiato per il celebre Ramó ón Ramondez, massimo studioso di Proust d’Oltralpe. Da questo avvio folgorante prende le mosse un romanzo pirotecnico, rapinoso, esilarante nella caustica satira del fascismo, dell’antifascismo di maniera, dell’ermetismo e degli accademici in feluca, della Chiesa, dei giornalisti di regime ma non troppo, dell’Italia e della sua eterna mancanza di serietà, della Francia faro di cultura e di libertà ridottasi con Vichy a scimmiottare il nazismo. Una storia «dove niente è come sembra», dove tutto è impostura e simulazione all’interno di una classe intellettuale fatua, senza coraggio e senza idee, una storia raccontata con una scrittura superba, potente, che unisce una lingua tra Dossi e Gadda alla sinuosa tessitura di un Proust, in un libro che, a sessant’anni di distanza dalla sua comparsa, non ha perso nulla della sua carica dirompente.
Marco Muscarà, Radio Cosmo, Arcadia

In un’estate romana torrida e immobile, una stazione radiofonica di periferia sull’orlo della bancarotta diventa il palcoscenico involontario di un’umanità che barcolla tra ambizioni spente, sogni fuori tempo massimo e relazioni claudicanti. Radio Cosmo trascina il lettore nella quotidianità di un’emittente immaginaria ma estremamente verosimile, dove i personaggi si agitano in un balletto disordinato: un direttore schiacciato dalla figura materna, un fonico tossicodipendente nei guai con la malavita, una star iconica ormai sbiadita, una vecchia voce notturna sull’orlo della depressione e una giovane stagista alle prese con questo caos. Attraverso un montaggio serrato di scene e dialoghi che fanno propria la lezione (dis)umana della serie cult Boris, Marco Muscarà tratteggia un affresco dettagliato e divertentissimo della vita “on air” e “off air”. Ogni dettaglio della storia è insieme comico e tragico; ogni voce un inciampo, una confessione involontaria di figure marginali e vanitose che cercano di resistere alla quotidiana fatica di essere umani. È un libro che parla di noi, soprattutto quando nessuno ci guarda.
Rossella Sorbara, Il cielo è nero la terra blu, Neo Edizioni

Nico, tredici anni, sa che se deve piangere è meglio farlo di nascosto, dove nessuno può vederla. La donna che chiama madre l’ha improvvisamente rifiutata, lasciandola confusa e ferita. Quando arriva il circo in città, Nico è convinta di riconoscere tra le roulotte la sua vera madre, così si mette sulle tracce della verità. Insieme a lei ci sono Cosimo, il suo più caro amico, e Angelina, sorella di quest’ultimo che studia Filosofia a Torino, e canta Leonard Cohen e i Velvet Underground. L’ esordio di Sorbara – finalista al premio Neo – restituisce una narrazione cruda e travolgente sull’adolescenza, il dolore, l’ostinazione e il desiderio di libertà.
Le uscite di venerdì 3 aprile
Aldo Nove, La vita oscena, Il Saggiatore

«Questo libro brucia. Brucia tra le mani di chi lo ha scritto. Dopo anni continua a bruciare». Uscito per la prima volta nel 2010, La vita oscena è rimasto sin da allora un tizzone che non ha mai smesso di ardere. È il doloroso romanzo di formazione di un ragazzo che osserva il mondo colorato della propria infanzia mentre questo gli crolla addosso; ma è anche il racconto, sincero e violento, di una ricerca della purezza all’interno dell’oscenità più sfrenata.
C’è una linea d’ombra al centro di questa storia. Subito prima ci sono i cartoni animati alla tv, una madre un po’ hippy che indossa lunghe vesti a fiori, le capriole nei prati, i gelati buonissimi, un padre che canta spensierato i jingle di Carosello mentre guida a cento all’ora. Subito dopo c’è la malattia della madre, i capelli che cadono per la terapia, le preghiere davanti ai lumini accesi nei santuari, una cantina piena di giocattoli rotti, il padre che dal nulla mette l’auto in sosta e «fa la faccia della morte», la scomparsa di entrambi, una dopo l’altro; la solitudine di scoprirsi d’improvviso orfano e adolescente. Da quel momento per il protagonista si apre una sorta di iniziazione all’abisso: un viaggio nelle viscere della propria giovinezza che inizia con l’abuso di alcol e droga, attraversa un incendio e culmina nell’abbandono a un irrefrenabile desiderio sessuale.
Con la sua scrittura autentica e sospesa, in quest’opera Aldo Nove riesce a ritrarre l’esistenza come un interrogativo bruciante al quale sembra impossibile dare risposte: un gioco inesauribile di attesa e consumo, dove il corpo si svuota diventando merce per gli altri e riduce i corpi degli altri a merce per riempire il proprio vuoto. Ma forse è scavando proprio là dove il rogo scalda di più che si può imparare a convivere con le fiamme.
Fabio Montella, Donne invisibili. La Resistenza femminile nella Bassa modenese, Bibliotheka

Dopo la caduta di Mussolini, decine di donne della Bassa modenese aderiscono alla Resistenza e si mobilitano per aiutare disertori della Repubblica Sociale, renitenti alla leva, ebrei, soldati alleati in fuga dai campi di concentramento del regime. Hanno età e istruzione diverse: sono braccianti e mondine, ma anche lavoratrici a mezzadria, maestre, studentesse, suore. Molte conoscono l’arresto, il carcere, le percosse, le torture. Sette perdono la vita, fucilate o uccise per rappresaglia. Anche se non mancano donne che prendono parte ad azioni armate, la partecipazione femminile alla Resistenza, pagina finora poco considerata dagli studi storici, consiste in gran parte nel procurare cibo, vestiti, scarpe, coperte, medicine. E, soprattutto, nel tenere i collegamenti tra i gruppi e con i comandi portando ordini, messaggi, armi, munizioni, esplosivi. L’attività di “staffetta” evoca compiti ancillari, ma è in realtà estremamente rischiosa. In genere le partigiane percorrono chilometri a piedi o in biciletta su strade accidentate, sentieri di campagna o lungo gli argini. Viaggiano con il freddo, il fango e la neve, a volte anche di notte, sempre con il rischio di essere fermate da repubblichini o tedeschi. Nascondono biglietti, stampe e volantini in mutandoni sotto la gonna, in pancere che simulano la gravidanza, nei reggiseni, nelle trecce dei capelli. Una Resistenza disarmata, ma efficace, rimasta per troppo tempo ai margini del discorso pubblico e delle ricostruzioni storiche che qui viene portata alla luce grazie a documenti d’archivio inediti e testimonianze in presa diretta. Fabio Montella non si è limitato a consultare documenti e materiali d’archivio, ma ha raccolto le storie dalla viva voce delle protagoniste o dei discendenti, incontrandoli nel corso di numerose occasioni.
Alida Airaghi, Decalogo. Omaggio a Krzysztof Kieślowski, Ignazio Pappalardo editore

Decalogo di Alida Airaghi, finalista al premio Strega poesia 2024, riscrive in versi i dieci comandamenti biblici al fine di restituire una riflessione sul dramma e la responsabilità delle decisioni umane. L’opera riprende, a quarant’anni di distanza, la celebre serie televisiva degli anni Ottanta che ispirava ciascun episodio a un comandamento. Le poesie esplorano la tensione eterna tra bene e male e il peso delle scelte quotidiane. Ogni componimento mostra quanto i comandamenti siano attuali ancora oggi.
Melissa Febos, Dry season. Il mio anno di piacere senza sesso, Nottetempo

Dopo una relazione turbolenta, Melissa Febos decide di prendersi tre mesi di pausa da sesso e relazioni alla condizione di ritrovare sé stessa. Questo periodo diventa un percorso di ricerca e consapevolezza, in cui mette in discussione i suoi schemi affettivi. Impara a vivere senza dipendere dallo sguardo altrui; è così che riscopre autonomia, desiderio e piacere personale. L’esperimento si estende a un anno, rivelandosi un’esperienza trasformativa e appagante. Il libro intreccia autobiografia e riferimenti letterari con l’intento di ridefinire i confini di concetti quali: amore, sesso e libertà femminile.
Le uscite di martedì 7 aprile
Sara Rattaro, Il vestito di mia madre. Storia di Teresa Mattei, antifascista, Piemme

Firenze, 1938. Teresa ha diciassette anni quando, tra i banchi di scuola, si alza in piedi per contraddire un professore che difende le leggi razziali. In un’Italia che pretende silenzio, la sua voce è troppo libera per restare muta. Il prezzo è l’espulsione da tutti gli istituti del Regno. Ma Teresa non ha mai saputo piegarsi. Cresciuta accanto a un padre apertamente antifascista, in una famiglia già impegnata nella militanza, sceglie presto la lotta clandestina. Nella Resistenza diventa “Chicchi”: staffetta ribelle tra viaggi in treno, documenti nascosti nell’orlo della gonna e notti passate a stampare volantini proibiti. È così che scopre che la libertà non si eredita: si conquista. Dopo la Liberazione sarà la più giovane eletta all’Assemblea Costituente, e porterà nella nuova Italia la voce delle donne e di una generazione che ha scelto di non restare in silenzio. Una storia di coraggio, dissenso e fedeltà alle proprie idee senza compromessi. Con una scrittura calda e coinvolgente, Sara Rattaro ripercorre la vita di Teresa Mattei dall’infanzia al fuoco dei primi anni dell’età adulta, restituendo con sensibilità e attenzione il ritratto di una donna straordinaria e trasformando la sua esistenza in un grande romanzo.
Le uscite di mercoledì 8 aprile
Philip Roth, Operazione Shylock. Una confessione, Adelphi

Con una scrittura viscerale e brillante, Philip Roth intreccia commedia nera e dramma in una storia ambientata a Gerusalemme. In Operazione Shylock, l’autore si confronta con un suo doppio, identico ma distinto dal nome Moishe Pipik. Il tema del doppio diventa centrale, al punto da costringere Roth a mettere in discussione sé stesso e la propria identità. Il romanzo mescola elementi di spy story con riferimenti storici e politici complessi. Operazione Shylock, apparso per la prima volta in Italia nel 1993, e ora tradotto da Ottavio Fatica, fa parte del progetto di ritraduzione dei romanzi di Roth a opera di Adelphi.
Le uscite di giovedì 9 aprile
Christa Wolf, Cassandra, E/O edizioni
Da decenni le opere di Christa Wolf guidano attraverso tempi incerti, affrontando mito, prospettiva femminile, potere, corpo e memoria. Edizioni e/o propone ai lettori quest’opera come parte integrante di un progetto di riedizione. Il romanzo del 1983 – che ha rivoluzionato la riscrittura del mito – racconta di Cassandra, prigioniera di Agamennone dopo la caduta di Troia. La principessa troiana ripercorre il tramonto della sua città, i delitti di Achille, le comunità femminili e l’amore con Enea. Con questo testo, Wolf restituisce voce e sguardo alla sacerdotessa e offre un racconto intramontabile che parla anche di liberazione femminile.
Le uscite di venerdì 10 aprile
Stefania Melis, Reset fegato, Arkadia

Un viaggio nel cuore dell’organo più silenzioso del corpo umano, il fegato, descritto come un caro amico: colui che ti ascolta sempre, senza mai lamentarsi. L’autrice di questo utilissimo saggio, farmacista, ti accompagna pagina dopo pagina alla scoperta dei segnali nascosti e di tutti quegli aspetti che devi conoscere per migliorare la tua esistenza. Attraverso consigli, strategie e rimedi naturali, il lettore scopre come riconquistare per il proprio organismo equilibrio e salute. Il fegato è infatti l’organo più sottovalutato del nostro corpo, eppure è in grado di influenzare tanti aspetti della nostra salute. Con “Reset fegato” impareremo a mantenerlo in efficienza, grazie a spiegazioni chiare e facili da applicare, pratiche di buon senso e capacità di analisi, analizzando ogni singolo aspetto del funzionamento e della “messa in sicurezza” di questo componente così essenziale del nostro corpo. Metabolismo, ansia, prurito, dermatiti, colesterolo, menopausa, ormoni, relazioni con altri organi, ogni aspetto è trattato con dovizia di particolari e utili consigli.
E.F. Benson, Il volto e altri racconti scelti da H.P. Lovecraft. A cura di Jacopo Corazza e Gianluca Venditti, con le illustrazioni di Domenico D. Venezia, Alcatraz

Fantasmi, apparizioni, cimiteri, case maledette, esseri misteriosi, antiche leggende… i grandi temi dell’horror classico in quattro racconti scelti da H.P. Lovecraft. Così il maestro di Providence ci presenta E.F. Benson nel suo saggio Supernatural Horror in Literature: «Ultimamente la narrativa del soprannaturale sta conoscendo un periodo felice, ed un suo insigne esponente è il versatile E.F. Benson il cui The Man Who Went Too Far narra tenebrosamente di una casa al limitare di un cupo bosco e dell’impronta dello zoccolo di Pan sul petto di un uomo morto. Il volume di Benson, Visible and Invisible, contiene numerose storie di rara efficacia; ‘Negotium Perambulans’, la cui trama riguarda un mostro abominevole proveniente da un antico pannello ecclesiastico che compie una vendetta soprannaturale in un solitario villaggio sulla costa della Cornovaglia; e ‘The Horror-Horn’, nel quale si muove a lunghi balzi uno spaventoso essere subumano che dimora in inaccessibili vette alpine. ‘The Face’ è di una potenza letale con la sua inesorabile aura di morte». Un nuovo volume per tutti gli amanti della letteratura weird, horror e soprannaturale.
Amal Bouchareb, I boccioli del mandorlo. Rifiorire in Palestina, Vallecchi

Ambientato tra Israele e la memoria del Maghreb, I boccioli del mandorlo intreccia la storia di una famiglia segnata dalla guerra con una riflessione profonda sull’identità, la perdita e la possibilità di riconciliazione. Azriel Boniche, ebreo algerino sefardita e chef militare in una base vicino a Haifa, vive nel fragile equilibrio tra il suo passato diasporico e il presente israeliano. La moglie, Livia, ricercatrice e attivista, e il figlio Daniel, giovane artista rientrato da Gaza, rappresentano due generazioni in cerca di senso dopo un conflitto che ha lasciato cicatrici invisibili. Quando la tragedia entra nella loro casa, la vita di Azriel si frantuma. Inizia così un viaggio interiore che si svolge attraverso la cucina, la memoria e la colpa: ogni ricetta diventa un atto di resistenza, un tentativo di trasformare il dolore in significato.
Con una scrittura sensuale e precisa, Amal Bouchareb unisce la materialità del cibo alla densità emotiva del trauma. Il profumo dei dolci di mandorle, le spezie, la musica andalusa e i versi di antiche canzoni arabe formano la trama sensoriale del romanzo, in cui la cucina non è solo rifugio ma linguaggio universale di sopravvivenza. L’autrice costruisce una narrazione stratificata, che oscilla tra il presente in Israele e i ricordi di una Algeria perduta, tra la memoria sefardita e il desiderio di un’identità riconciliata.
Attorno ad Azriel si muovono figure ambigue e potenti: colleghi militari sospettosi, una moglie divisa tra ideali e fedeltà, un figlio la cui sensibilità artistica collide con la brutalità del servizio militare. In questa tensione si insinua il sospetto, la paranoia, la domanda su cosa significhi davvero tradire: la patria, la famiglia o se stessi?
James Lee Burke, Un mondo di bellezza e orrore, Jimenez

Il giorno in cui un uomo coperto abbandona il cadavere di una donna nella proprietà di Dave Robicheaux, la sua vita e quella della famiglia cambiano per sempre. Insieme alla detective Valerie Benoit, costretta a fronteggiare molestie sessiste e razziste, e al leale ma imprevedibile Clete Purcel, Dave si lancia in un’indagine che mette a rischio perfino Valerie e sua figlia Alafair. Tra messaggi criptici di un tuttofare locale e minacce da sicari di New Orleans e gangster del Nord, Robicheaux affronta i maggiori pericoli della sua carriera.
Le uscite di martedì 14 aprile
Maria Teresa Rovitto, L’aneddoto dei calchi, TerraRossa Edizioni

L’esordio di Maria Teresa Rovitto è una riflessione sul potere dell’arte e la sua capacità trasformativa. Dopo la performance VB66 di Vanessa Beecroft, ispirata ai corpi delle vittime del Vesuvio del 79 d.C., la vita di Livia cambia radicalmente. Perso il lavoro e finita la relazione con Bruno, trova sostegno nell’amicizia con la drag queen Patty, mentre la sua amica Zoa torna in Grecia per dedicarsi con tutta sé stessa all’arte. Il vuoto lasciato dall’amica minerà la stabilità di Livia che la porterà a ridefinire il rapporto con il proprio corpo e la malattia del padre.
Vasco Brondi, Una cosa spirituale, Einaudi

Una cosa spirituale è un viaggio tra il visibile e l’invisibile, una riflessione su come l’arte possa nutrire l’anima in un’epoca dominata dal materialismo. Vasco Brondi racconta la propria esperienza creativa, tra momenti di blocco e intuizioni ritrovate, mettendo in dialogo artisti e mistici di ogni tempo: da Nick Cave ai sufi, da Fellini alle cartomanti, dai monaci tibetani a Marina Abramovic. Il libro esplora il rapporto tra creatività e spiritualità, e sottolinea la capacità dell’arte di rivelare magie e misteri nascosti nella vita quotidiana. Brondi invita a guardare oltre l’intrattenimento, lì dov’è soprattutto esperienza trasformativa. In questo senso, creare diventa un atto profondamente spirituale.
Charlotte Wood, Devozione, Fazi

Finalista al Booker Prize 2024 ed elogiato dalla critica internazionale, Devozione narra la storia di una donna di mezza età che, a causa del burnout e dall’ansia dovuta alla crisi climatica, fugge improvvisamente da Sydney, lasciandosi alle spalle marito, affetti e lavoro. Si rifugia così in un piccolo convento nelle pianure dell’Australia rurale, pur non credendo in Dio. Qui conduce una vita semplice e silenziosa. Il tempo lento, tuttavia, fa riemergere in lei ricordi nascosti, e presto alcuni eventi che non aveva previsto cominciano a minacciare la sua fragile pace.
Le uscite di mercoledì 15 aprile
Emanuele Muscolino, Fast Forward, Racconti Edizioni

In “Fast Forward” Emanuele Muscolino – già autore di Rivista Blam! con i racconti “Amore e altre cose di cui parlare” e “La salita”, quest’ultimo poi confluito nella raccolta – mette in luce una tensione costante verso il futuro, tipica molto probabilmente anche della nostra «condizione contemporanea». Un’inquietudine che i protagonisti cercano di placare con tecnologia, terapia, sogni o fughe artificiali: Fabrizio si sente inadeguato e soffocato da un mondo troppo vasto, e desidera uno spazio più adatto a sé; Marco è alla ricerca continua della propria identità; Misha invece è sospeso tra guerra e addestramento.
Francesca Mattei, Come si smette di avere una faccia, effequ

Come si cancella il proprio corpo? Come si rende irriconoscibile? Come si annulla la propria identità? Queste sono alcune delle domande che Come si smette di avere una faccia di Francesca Mattei si pone, un libro inquieto e viscerale su esistenze intrappolate da tic, paura, ossessioni.
Libro controcopertina, “Indizi inversi. La strana morte di Catullo” di Daniela Longo, Coda di volpe edizioni
Roma. Notte fonda sul Lungotevere. Gaio Valerio, per gli amici Catullo, ha trent’anni, scrive poesie e vive di follower. Ama e odia con la stessa ferocia la donna che lo ha reso famoso e infelice: Clodia, giornalista brillante e seducente, capace di ispirare versi immortali e ferite impossibili da rimarginare. Dopo un litigio furioso, Catullo viene trovato morto nel suo appartamento. Overdose, caso chiuso. Ma l’ispettore Carlo Fabrizi non è convinto. Un minuscolo segno sul collo, un orecchino nascosto sotto il tappeto, una relazione tossica e una scia di post velenosi sui social: gli indizi non portano mai dove sembrano. Mentre l’indagine scava tra potere, tradimenti e ossessioni, una voce racconta la verità dall’unico luogo da cui non si può mentire: la morte. Perché Catullo non è soltanto la vittima di questa storia. È anche il suo testimone più scomodo. In libreria dal 13 aprile







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