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All’improvviso

Blog Il nuovo è al debutto, e sul finire di un giorno non freddo di gennaio, davanti a un aperitivo consumato in un borgo di pescatori, Dory ha qualcosa da chiedere a Joe, sulla cosa più importante del mondo...

Sulle balate di calcare consunto di sale e di passi, il Sole, in arrivo sull’orizzonte, scivola. Lo fermano i piedi lucidi del tavolino. Brilla, allora, piccolo, in dispettoso contrasto con la seriosa comparsa delle ombre lunghe, che divorano la piazza in affaccio sul mare. Non ci sono barriere, ai suoi bordi, e il mare c’è all’improvviso.
E’ la fine di un imprecisato giorno non freddo di gennaio al limite, in un borgo di pescatori al confine ultimo della terra a sud. 
Dory ha compiuto un viaggio nello spazio di un continente in formato mediterraneo, e sta iniziando a vivere daccapo; Joe l’ha fatto nel tempo, quel viaggio, e ha vissuto daccapo. Lui ha una quindicina d’anni più di lei.  

Decidono di vedersi qui, sul bordo dello spazio e del tempo, perché Dory ha qualcosa da chiedere a Joe, sulla cosa più importante del mondo, proprio adesso, che il nuovo è al debutto. 
Un aperitivo alcolico per due viene deposto con cura dal giovane cameriere normanno, sul tavolino brillante. Un gabbiano esibizionista compie il giro della morte a due metri dalle loro teste, ma è solo innamorato.

I calici mai consumati – Disegno di Riccardo La Spina

«Lo sai cos’è, Joe? E’ che, ora che sta iniziando questa nuova storia, mi sento sempre la stessa e l’avevo dimenticato», ha il calice in mano, ma non lo porta alle labbra. I suoi occhi hanno il mare dentro, nel colore e nel moto: devono trovare un porto nel quale placarsi. 
«Forse perché capita di dimenticarci, cercando sicurezza al centro…», lui sorseggia, provando gusto nell’aspro, e viene interrotto da lei, in eterna impazienza. 
«Al centro? Che vuoi dire, che dobbiamo spostarci?»
«Esatto. Non è al centro che si sente, ma sul bordo. Occorre un solo carico: il coraggio».
Dory prende un’oliva e se la mette di lato: «Non basta, però!»
«Cioè?», Joe ripone il calice.
«Curiosità».
«E’ una buona motivazione, il senso dell’avventura. E’ la prima sveglia di quando eravamo ragazzini, no?»
«Esplorare spazi per emozionarci, già. Quindi, l’amore, il più grande motore dell’universo, è uno spazio?»
«E’ come uno spazio, esiste anche fottendosene dello spazio. Ma a noi, per capirlo – perché siamo bestie a cui non basta sentire, vogliamo capire –, serve lo spazio o il tempo – visto che viviamo regolati da questi due signori. Sul tempo, ti dico che è uguale. Puoi fare l’altalena vedendo i suoi margini, e l’emozione è la stessa, che si manifesta sempre all’improvviso».

Il Sole incespica un po’, ormai il suo limite tocca l’orizzonte. E Dory spinge lo sguardo cercando di annullare la naturale risacca: «All’improvviso?!»
«Si nasce all’improvviso e si muore in un attimo. La vita cambia sempre all’improvviso, e i segnali vengono sedati dalle nostre paure. Quando esplode un amore, o anche quando finisce, succede all’improvviso. E’ qui, esattamente qui, che accadono le emozioni più forti, nell’inaspettato, che è il perno dove la nostra vita si muove».
«L’eterno toccato: le emozioni che nessuno mai ci porterà via».

Il gabbiano atterra sul molo e rimane impettito davanti alla gabbiana. Il Sole aspetta un attimo ancora, prima di passare l’orizzonte. E i calici sono allineati quasi perfettamente sulla linea di consumo raggiunta, che non è ancora la fine. Tutto sembra assumere un equilibrio.
«Ma c’è una piega, che non mi è chiara», Dory fissa quel che rimane nel suo calice. «Cosa ci si aspetta».

Allora, Joe la guarda e smette di masticare. Lei alza un’onda e per l’attimo dell’emozione, rimangono agganciati in un tempo immobile, infinito. «Lo sappiamo e non ce lo diciamo, che l’amore necessita di un progetto, che varia negli anni della nostra vita. La condivisione del presente non ci basta, perché immaginiamo e dobbiamo costruire obiettivi e ricordi, motivazioni e storia. I gabbiani non lo sanno nemmeno, questo limite nostro. Lo sai tu, quanti anni ha il gabbiano esibizionista? E quanti ne ha lei, spettatrice sul molo?»
Dory riprende il calice e lo finisce in un sorso, decisa. «Non è un limite, noi possiamo immaginare e sentire l’infinito, anche solo per un attimo all’improvviso».
Joe non dice niente, mentre il Sole lascia il posto ai pianeti e alle prime stelle. Il ragazzo normanno, che ha ascoltato ogni parola, all’improvviso si slaccia il grembiule, lo posa su una sedia e passa di corsa a due metri da loro due, col tipico sorriso da esibizionista. 

La piazza accoglie l’ultima luce naturale, sparsa come un saluto largo, prima che i lampioni si accendano e il mare respiri la notte.

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