giovedì 16 agosto 2018

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Aldo Rapè: «A Caltanissetta una stagione all’insegna della diversità»

Teatro

Standing ovation al Teatro Regina Margherita per la prima di "Carte false" firmato dal nuovo direttore artistico


di Beatrice Levi

La prima nazionale di “Carte False. Calogero Marrone, un eroe italiano”, andato in scena domenica 27 maggio a Caltanissetta, ha segnato il passaggio di testimone alla direzione artistica del Teatro Regina Margherita. Lo spettacolo scritto dal giornalista palermitano Salvo Toscano e interpretato dall’attore nisseno Rosario Petìx ha concluso l’ultima stagione firmata da Moni Ovadia, ma ha anche inaugurato “l’era” di Aldo Rapè, il regista, attore e autore nisseno che di questo spettacolo ha firmato la regia, nominato nuovo direttore artistico del Teatro comunale.

Rosario Petìx in Carte False - ph Andrea Camilleri

Uno spettacolo intenso, ilare e commovente, che ha inchiodato il numeroso pubblico alle poltrone per 80 minuti. “Carte false” racconta la storia vera di Calogero Marrone, lo Schindler siciliano che durante la Seconda Guerra Mondiale salvò la vita a numerosi ebrei e antifascisti, forte del suo impiego all’ufficio anagrafe del comune di Varese, dal quale forniva documenti falsi.
In scena Rosario Petìx, che ha dato prova di essere un grande mattatore, ha divertito e commosso il pubblico, incarnando lo spirito libero di questo eroe siciliano (originario di Favara e insignito del titolo di “Giusto fra le Nazioni”) che è un esempio di coraggio anche davanti ai poteri forti, perché “Un uomo non è un numero segnato su un documento”.

Lo spettacolo ricostruisce la vita di un uomo semplice ma dagli ideali granitici e una religiosità di ferro, il suo rapporto con la moglie Giuseppina e l’amore per i suoi quattro figli a cui vuole evitare l’esperienza al fronte. In scena un baule e tanti documenti sparsi, quelli dei tanti “condannati” al campo di concentramento – di cui declama numerosi nomi - se l’eroe Marrone non avesse fornito loro un lasciapassare per la libertà.
Si ride e si balla durante “Carte false”, ora sulle note di Lili Marleen cantata da Marlene Dietrich, ora su quelli di una Rumba coinvolgente. Ma ci si terrorizza anche, sia all’ascolto della voce del duce Mussolini, sia durante l’interrogatorio cui sarà sottoposto Marrone. Petìx riesce a cambiare registro con leggiadria, passando dall’interpretare un ruolo euforico e divertente, a uno drammatico e tragico. Tutte facce di una stessa medaglia, tutte facce di uno stesso uomo.

Ma durante “Carte false” ci si commuove e si piange anche. Complice la voce fuori campo che declama le lettere originali inviate dal Campo di concentramento, quella divisa da prigioniero politico indossata frettolosamente sul palco, il freddo degli inverni rigidi di Duchau, la sofferenza, e la consapevolezza di non tornare più a casa, soprattutto quando il tifo dilaga.

Aldo Rapè

Tanti gli applausi a scena aperta e lunghissimi applausi sul finale, soprattutto quando sul palco si unisce a Rosario Petìx, Salvo Toscano e Aldo Rapé, Gaetano Calogero Schifano, nipote di Calogero Marrone che, evidentemente commosso, ha voluto ringraziare personalmente la produzione dello spettacolo, nato in residenza a Caltanissetta.
«Il nostro territorio ha risorse infinite – ha detto Aldo Rapè alla conclusione dello spettacolo, davanti al numeroso pubblico entusiasta che non terminava di applaudire alla messinscena – Rosario Petìx è una di queste, stasera ha dimostrato di essere un campione del palcoscenico. Accoglienza e diversità saranno i temi della prossima stagione che proporrò per questo teatro, prevedendo oltre ai grandi nomi del teatro nazionale, anche spettacoli di nuova drammaturgia e di teatro internazionale. E’ nelle mie intenzioni portare il teatro in città, coinvolgendo altri spazi, bellissimi, di cui è ricca la città. Caltanissetta è bella, quindi dobbiamo osare, non abbiamo niente di meno rispetto agli altri capoluoghi di provincia, anzi, la nostra centralità può essere una risorsa. Cerchiamo di far partire da qua, dal nostro teatro, tutti insieme, gli spettacoli che parlano la nostra lingua e che possono valicare le Alpi. Continuiamo a credere che questa città possa migliore attraverso la cultura. Continuate a venite a teatro, a rinnovarci la vostra fiducia, vi prometto che non ve ne pentirete».


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 28 maggio 2018
Aggiornato il 29 maggio 2018 alle 12:44




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