sabato 21 aprile 2018

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Al Vinitaly si riannodano le trame della storia e del Mito in Sicilia

Calici & Boccali

Sono 144 le aziende siciliane che parteciperanno alla più grande fiera del settore enologico d'Europa che si terrà a Verona dal 15 al 18 aprile. La Sicilia sarà ospitata al padiglione 2, allestito con alcuni pezzi provenienti dal Museo Archeologico di Mothia, dove sarà presentato un ricco calendario di eventi che si terranno sull'Isola nei prossimi mesi


di Giusy Messina

Millenni di storia, millenni di vino. E' questo il feel rouge della Sicilia al Vinitaly di Verona, la più grande fiera del settore enologico d'Europa, che dal 15 al 18 aprile alza il sipario della 52esima edizione. I visitatori del padiglione 2, dove sarà ospitata la Sicilia, saranno affascinati dalla scenografia della riproduzionee della chiglia di una nave che trasportava fin dall'antichità il prezioso nettare di Bacco, con le anfore del periodo ellenistico (dal IV al I secolo a.C..) recuperate nei fondali del Mare Nostrum, a testimoniare la centralità della Sicilia, crocevia di popoli e culture del Mediterraneo.

Vinitaly 2018 - ph Ennevi-Veronafiere

«Proprio per sottolineare l'indissolubile legame tra la Sicilia ed il vino - ha detto Sebastiano Tusa, archeologo e soprintendente del Mare- che oltre ad essere commerciale, è soprattutto culturale. Oltre alle anfore del Museo Archeologico di Mothia porteremo anche il cratere, l'antico grande vaso in cui durante il simposio i commensali mescolavano il vino diluendolo con l'acqua».
Passato e presente al Vinitaly riannodano le trame della storia e del Mito del vino in Sicilia, declinando nel bicchiere delle 144 aziende siciliane partecipanti, le tante e diverse peculirità del terroir dell'Isola.
«Non è un mistero che dopo aver innescato un meccanismo di vero e proprio rinascimento alla fine degli anni '90 del secolo scorso - dice Edy Bandiera, Assessore Regionale all'Agricoltura-, oggi la Sicilia non solo ha consolidato le proprie posizioni nell'immaginario di chi vive di vino, ma anche nella capacità di attrazione verso il consumatore finale. Tutto questo grazie alle capacità imprenditoriali dei produttori, alla posizione geografica e alle condizioni climatiche che ci hanno consentito di creare un contest unico fatto di biodiversità, di terroir e di vitigni irripetibili in qualsiasi altra parte del pianeta. La Sicilia del vino non è replicabile altrove».

Da sinistra, Giovanni Mantovani, Edy Bandiera, Sandro Pappalardo

La Sicilia sarà ospitata in un 'area di oltre 3mila metri quadri dove è previsto il “Palcoscenico Sicilia”, ovvero un’area business dedicata agli incontri con buyer e giornalisti provenienti da tutto il mondo, oltre che alle presentazione di un ricco calendario di eventi che si terranno in Sicilia nei prossimi mesi : dalla presentazione curata dal professore Frankie Terranova della convention nazionale di primavera delle Città del Vino che si terrà a Noto dal 26 al 29 aprile, alla presentazione curata dal Consorzio DOC Sicilia di “Palermo Capitale di Cultura” che dal 3 al 7 maggio ospiterà la 15° edizione di “Sicilia en primeur”, fino alla presentazione di "Scirocco Wine Fest": una finestra sul Mediterraneo che si terrà a Gibellina dal 29 giugno al 1 luglio a cura di Gruppo Cantine Ermes, Tenute Orestiadi e comune di Gibellina.

“Palcoscenico Sicilia” ospiterà anche degustazioni guidate da esperti. Il via domenica 15 aprile con la tradizione dei vigneti ad alberello a cura del consorzio "I Vigneri" condotta dall'enologo Salvo Fotim a cui seguirà la presentazione di “Due Mari tre DOC” di Faro, Malvasia delle Lipari e DOC Mamertino a cura della Camera di Commercio di Messina. Si prosegue lunedì 16 aprile con la degustazione dei vini dell'Etna, curata dal Consorzio Etna DOC, mentre l'enologo Alberto Antonini ed il giornalista Andrea Gabrielli guideranno la degustazione, a cura di Cantine Settesoli, di Mandrarossa Urra di Mare Sicilia DOC Oltre la varietà, terroir da Sauvignon Blanc: Sicilia, Francia, Nuova Zelanda, Sud Africa e Cile. Si conclude con Pantelleria DOC: i vini vulcanici da viticoltura eroica a cura del consorzio Pantelleria Doc.

Vinitaly 2018 - ph Ennevi-Veronafiere

Ma non c'è soloil vino al Vinitaly, anche l'oro verde di Sicilia è protagonista, con 24 aziende olivilicole siciliane.
«Abbiamo una consapevolezza : nel mondo c'è voglia di cibo e vino della nostra isola - dice Bandiera - ma per conquistare l'estero dobbiamo essere meno siciliani di scoglio e più siciliani di mare aperto. Il mondo del vino può avvalersi di più strumenti, non ultimo quello della promozione nei Paesi extra Ue, per il quale, attraverso risorse dell’Unione Europea assegnate alla Sicilia, sono stati finanziati di recente 16 progetti, per un importo complessivo di 12 milioni di euro, che si sta rivelando di grande utilità per esplorare nuovi mercati o consolidare quelli in cui siamo già presenti».
Il trend di crescita delle produzione enologica è nella sintesi efficace dei numeri. Negli ultimi anni la produzione dei vini DOC, che prima interessava una piccolissima percentuale della produzione totale regionale, è aumentata in maniera consistente, così come il quantitativo di prodotto confezionato, sia DOC che IGT. Si è passati dai quasi 130.000 ettolitri certificati a DOC nel 2012 ai circa 483.000 hl certificati nel 2017 e, sempre nel 2017 si sono confezionati tra DOC e IGP circa 1.700.000 hl , equivalenti a 226 milioni di bottiglie da 0,75.

Questa crescita è dovuta sia all’aumento di alcune DOC come la DOCG “Cerasuolo di Vittoria” e le DOC “Etna”, “Malvasia delle Lipari”, “Menfi”, e “Vittoria” ma, soprattutto, è dovuta al riconoscimento nel 2012 della DOC “Sicilia”, che è venuta a qualificare una consistente produzione; nel 2017 questa DOC su base regionale ha raggiunto quasi il 70% del quantitativo totale certificato e, nei primi mesi del 2018 ha continuato la sua ascesa.
Maggiori certificazioni equivalgono a migliorare la tutela per i consumatori sempre più consapevoli ed attenti alla filiera della tracciabilità dei prodotti. Novità interessanti si regstrano anche nel comparto oleario. Per quanto riguarda l’IGP “Sicilia” nel 2017 si sono certificati circa 483.000 Kg di OEVO (Olio Extra Vergine d’Oliva) e sono circa 1.200 le aziende iscritte.

“Sinergia” la parola chiave della Sicilia che quest'anno approda al Vinitaly. Insieme all'assessorato all'Agricoltura anche il Turismo ed i Beni Culturali. Il plauso al lavoro di squadra arriva anche da Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere che festeggia il suo 32° anno di Vinitaly
«E, nel corso di questi anni, il fenomeno di crescita più importante lo ha avuto proprio la Sicilia -dice Mantovani - non solo nella qualità espositiva, ma anche nella capacità di cambiare l'idea del vino siciliano che c'era in Italia e non solo, oggi diventato fra quelli più richiesti nel mondo. Siete stati bravi a comunicare il vino insieme alla gastronomia, al territorio». Per le aziende e gli appassionati wineloverss, tra le novità di quest'anno al Vinitaly, il catalogo on line, interattivo, già consultabile, che parla oltre l'italiano e l'inglese, anche in cinese.

Ilproduttore marsalese Antonino Barraco

Il Vinitaly è anche una splendida location utile a spezzare stereotipi e pregiudizi proponendo il racconto corale ed autentico di “Sicilia, paradiso in terra”, il nuovo brand che il governo regionale ha presentato alla BIT di Milano lo scorso febbraio. L' assessorato Turismo avrà dunque una duplice postazione all’interno del padiglione Sicilia, con un info point dedicato alla promozione e valorizzazione delle iniziative e dei territori di grande valenza e richiamo turistico, più un'ulteriore postazione nella centrale piazza dell’Arsenale di Verona dal 13 al 18 aprile con Vinitaly and the city.
«Noi a Verona porteremo il brand Sicilia fatto di siti Unesco – sottolinea l’assessore al Turismo, Sandro Pappalardo –, ma anche delle bellezze dei nostri borghi, dei parchi e di tutto quello che c’e’ di bello e buono della Sicilia».

A Verona verranno anche premiate le start up siciliane che si sono distinte e gli ambasciatori del vino e dell’olio siciliano nel mondo. Tra i premiati con il premio “Angelo Betti” che il Vinitaly assegna ogni anno a 21 produttori che si sono distinti per il loro impegno e la loro bravura a difesa della viticultura nel segno dell'identità, il marsalese Nino Barraco, artigiano del vino.

Turismo &vino è un tandem vincente che vede la Sicilia al secondo posto, dopo la Toscana, quale meta preferita di chi in vacanza abbina relax e gusto. A dirlo è il primo Rapporto sul Turismo enogastronomico presentato a febbraio sotto l'egida dell'Università di Bergamo con la World Food Travel Association. Ma in Sicilia resta ancora molto da fare.
«Ritengo che il problema sia la mancanza di coordinamento nell'attività politica- spiega Leonardo Agueci, presidente della Pro. vi. di- . A volte si seguono iniziative locali per un turismo interno. Il turista del vino è invece un consumatore colto. Chi gira e va nelle aziende più lontane perchè vuole conoscere il produttore e il territorio in cui nasce il vino, lo fa perchè è un turista culturalmente preparato. Occorre che la politica faccia un salto di qualità. Quando si capirà che questo tipo di turismo apporterà valuta pregiata al nostro territorio, si faranno le infrastrutture, si potrà fare una mappatura delle aziende che hanno quei requisiti di qualità per accogliere il turista. E' un processo lento, ma occorre che la politica abbandoni l'ottica dell'intervento spicciolo che non porta voti, né fa crescere l'economia».


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 09 aprile 2018





Giusy Messina

Palermitana, classe '63, ama profondamente la sua Isola. Il suo motto di vita è: con leggerezza si possono dire cose importanti. Si occupa di enogastronomia, storie, luoghi e territori, per raccontare una Sicilia nascosta e preziosa. Ha collaborato con il quotidiano L'Ora, La Repubblica, Cult. Ha scritto la prima guida de Il Movimento del Turismo del Vino in Italia, per la Sicilia. È giornalista pubblicista dal 1996.


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