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Al centro di Taobuk 2026 c’è la “fiducia”, pilastro di ogni democrazia

Eventi, rassegne e festival Dal 18 al 22 giugno a Taormina la sedicesima edizione del festival culturale ideato e diretto da Antonella Ferrara. Più di 200 ospiti da 30 paesi, per un programma multidisciplinare tra letteratura, cinema, musica, danza, arti visive, geopolitica e scienza. Antonella Ferrara, presidente e direttrice artistica: «C’è un rischio, tanto necessario quanto coraggioso, che attraversa ogni epoca: è l’atto di dare e chiedere fiducia. Una richiesta di reciprocità che ammette le fratture ma indica anche la possibilità della loro ricomposizione»

Dal 18 al 22 giugno si terrà la sedicesima edizione di Taobuk – Taormina International Book Festival, ideato e diretto da Antonella Ferrara. Oltre 200 ospiti da 30 Paesi si riuniranno a Taormina, da sempre meta di illustri artisti e intellettuali e luogo simbolo della cultura mediterranea. Al centro di questa edizione il tema della “Fiducia”, intesa come radice etica, come forza generativa della convivenza civile, come scommessa sul domani. La fiducia ci permette di superare dubbi, paure e incertezze e di immaginare nuovi orizzonti comuni. In un mondo attraversato da cambiamenti rapidi, crisi globali e trasformazioni sociali, la fiducia diventa più che mai un bene prezioso e una necessità vitale. Ma anche una parola-chiave per indagare il rapporto tra essere umano e conoscenza, tra verità e percezione, tra cittadino e istituzioni, tra individuo e tecnologia. Particolarmente ricca si annuncia la kermesse, che da anni sa farsi strumento di promozione per il turismo culturale, promossa dalla presidenza della Regione Siciliana, dall’Assessorato regionale del Turismo, Sport e Spettacolo, dall’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia, con il sostegno del Parco Archeologico Naxos Taormina e del Comune di Taormina, insieme ad altre importanti istituzioni e realtà pubbliche e private.

Il concept scelto da Antonella Ferrara si articolerà in una prospettiva universale profondamente calata nel presente, come osserva la presidente e direttrice artistica di Taobuk: «C’è un rischio, tanto necessario quanto coraggioso, che attraversa ogni epoca: è l’atto di dare e chiedere fiducia. Una richiesta di reciprocità che ammette le fratture ma indica anche la possibilità della loro ricomposizione. In un tempo attraversato da crisi geopolitiche, trasformazioni tecnologiche e profonde tensioni sociali, la fiducia non è più un presupposto acquisito, ma una scelta per costruire e ricostruire. Senza fiducia, nessuna democrazia può reggere, nessuna economia può svilupparsi, nessuna comunità può riconoscersi come tale. Taobuk 2026 nasce da questa consapevolezza e assume la fiducia come tema centrale non solo culturale, ma civile e politico: una questione che riguarda il rapporto tra cittadini e istituzioni, tra sapere e verità, tra libertà e responsabilità».

Antonella Ferrara

Scrittori, filosofi, scienziati e artisti saranno chiamati a interrogarsi su cosa significhi oggi affidarsi all’altro, confidare in un’idea, credere nella scienza, affidare la propria voce alla parola, il proprio destino alla collettività. Letteratura e filosofia riflettono sulla fiducia come patto tra autore e lettore, come promessa di comprensione e condivisione. Le arti la trasformano in un’esperienza da vivere e interpretare, coinvolgendo il pubblico nella costruzione del suo significato. Scienza e tecnologia pongono sempre nuovi interrogativi, spingono a chiedersi quanto ci si può fidare degli algoritmi, dell’intelligenza artificiale e delle nuove frontiere della conoscenza. La fiducia è inoltre il fondamento del vivere civile e del contratto sociale; e ha un ruolo centrale nell’economia e nel mondo digitale: nei mercati finanziari essa è alla base di ogni transazione, nelle piattaforme online diventa un indicatore di reputazione, garanzia o rischio. Abbracciando il tema della fiducia nella sua complessità, Taobuk diviene il luogo ideale in cui celebrare e rinnovare questo patto invisibile attraverso la cultura.

Sottolinea il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani: «Taobuk è la dimostrazione di come la cultura possa diventare un motore concreto di sviluppo e promozione internazionale per la Sicilia. La Regione sostiene con convinzione questa manifestazione perché ha saputo trasformare Taormina in una capitale del turismo culturale, generando valore economico, visibilità e prestigio. Investire in eventi di questo livello significa rafforzare l’identità dei territori, attrarre visitatori di qualità e costruire opportunità durature. Taobuk incarna pienamente la nostra visione: una Sicilia che cresce attraverso cultura, bellezza e apertura al mondo».

Dichiara Nino Rizzo Nervo, presidente del Comitato scientifico di Taobuk: «Quando a luglio dello scorso anno decidemmo di dedicare alla “Fiducia” l’edizione 2026 di Taobuk, non sapevamo ancora che “fiducia” sarebbe stata scelta cinque mesi dopo come parola dell’anno dalla Treccani. Anche se qualcuno ci avrebbe potuto accusare di “aver copiato” ne fui subito felice: sintetizzare in una parola il senso di un’edizione di Taobuk non è stato mai semplice ma la scelta di un’istituzione culturale di prestigio come la Treccani significava che avevamo saputo cogliere anche noi il senso del tempo che stiamo vivendo. In un periodo in cui contrasti, contrapposizioni e reciproci sospetti caratterizzano le società e gli Stati la fiducia continua ad essere il principale fondamento, seppure invisibile, sul quale si costruiscono le relazioni umane. Una società senza fiducia è una società paralizzata che non è capace di costruire ma anche o soprattutto di sognare. La fiducia permea ogni angolo della vita sociale. Come l’aria è invisibile ma indispensabile. E senza fiducia non ci sarebbe la letteratura. Rivivete le vostre letture e scoprirete che sono sempre un viaggio nella fiducia, cieca, tradita o riconquistata. Da Omero a Shakespeare, da Kafka a Camus, da Dostoevskij a McEwan. Abbiamo attraversato un secolo, il Novecento, che ha rappresentato il crollo della fiducia e ne viviamo un altro che rischia di incrinare persino la fiducia in se stessi. Eppure la storia ci ha insegnato che stabilità, benessere e prosperità globale sono stati raggiunti solo quando popoli e Stati hanno saputo costruire reti di fiducia reciproca. Coltivare la fiducia è diventata dunque la sfida del nostro tempo e Taobuk vuole essere un atto di fiducia nel futuro del mondo».

Il programma si concentra su questioni di forte impatto sociale e civico, comprendendo ambiti quali: la diffusione della cultura della legalità; il rafforzamento della partecipazione democratica; il rapporto tra istruzione, formazione e mondo del lavoro, con particolare attenzione ai giovani; la cooperazione internazionale e le politiche di sviluppo; la promozione delle pari opportunità; l’alfabetizzazione digitale e l’utilizzo dei nuovi media, insieme alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione; infine, la valorizzazione delle eccellenze e la collaborazione tra settore pubblico e privato per sostenere la proiezione del sistema-Paese sui mercati e nei contesti internazionali.
Tra gli ospiti alcuni protagonisti della letteratura, dell’arte e della cultura contemporanee, che arricchiranno l’albo d’oro dei Taobuk Award. Il riconoscimento andrà quest’anno agli scrittori Abdulrazak Gurnah, Premio Nobel per la Letteratura, Haruki Murakami, Dacia Maraini, Jonathan Coe e Donato Carrisi, al poeta Adonis, all’artista Anish Kapoor, al cardinale Gianfranco Ravasi, al direttore d’orchestra Vitali Alekseenok, al Premio Nobel per l’Economia Esther Duflo, all’attrice e regista Valeria Bruni Tedeschi, al filosofo e giornalista Bernard-Henri Lévy, al sassofonista Stefano Di Battista, alla cantante Nicky Nicolai, al direttore e fondatore della Compagnia Zappalà Danza Roberto Zappalà e all’artista Valerio Adami, che ha realizzato il Manifesto di Taobuk 2026. Agli scrittori Felicia Kingsley e Eduardo Mendoza sarà conferito il Premio Sicilia.

La cerimonia di consegna dei Taobuk Award si terrà sabato 20 giugno al Teatro Antico di Taormina nel corso del Taobuk Gala, che vedrà sul palco l’Orchestra Sinfonica del Teatro Massimo Bellini di Catania, l’ente lirico coproduttore musicale dell’evento. Sul podio Vitali Alekseenok. La serata, condotta da Antonella Ferrara e Massimiliano Ossini, verrà trasmessa su Rai 1 il 16 luglio. Taobuk Gala è un format ideato da Antonella Ferrara con il contributo degli autori Michele De Mieri, Valerio Callieri, Alessandra Ferrari e Paola Miletich. Regia di Cristiano d’Alisera. Direttore della fotografia: Marco Lucarelli. Coordinamento Gala: Valerio Crescentini. Direttore di palco: Andrea Gatti. I Taobuk Awards sono realizzati dall’atelier orafo Le Colonne di Alvaro e Correnti.

Il Taobuk Gala al Teatro Greco di Taormina

«La fiducia è oggi il vero spazio in cui si misura la tenuta delle nostre società – spiega Antonella Ferrara –. È ciò che consente alle istituzioni di essere credibili, alla conoscenza di essere condivisa, alle relazioni di durare nel tempo. Per questo Taobuk chiama a raccolta a Taormina oltre duecento protagonisti della cultura contemporanea, provenienti da trenta Paesi, per un confronto aperto tra discipline, linguaggi e visioni. Un laboratorio internazionale in cui la fiducia viene interrogata nelle sue molteplici dimensioni: etica, politica, economica, scientifica. I Taobuk Awards si inseriscono in questo orizzonte come riconoscimento a figure che, attraverso la loro opera, contribuiscono a interpretare e orientare il nostro tempo: voci diverse, accomunate dalla capacità di interrogare le contraddizioni del presente e restituirne il senso. Scrittori come il Premio Nobel Abdulrazak Gurnah, che ha dato forma narrativa alle ferite della storia e dell’esilio; Haruki Murakami con la sua capacità di esplorare le zone più enigmatiche dell’identità contemporanea; Dacia Maraini, voce imprescindibile nel racconto della coscienza civile e della memoria a partire proprio dalla sua Sicilia; Jonathan Coe, interprete acuto delle contraddizioni politiche e sociali del nostro tempo; il poeta Adonis, i cui versi continuano a interrogare, tra radici e modernità, il significato più profondo dell’umano. E il Premio Nobel per l’economia Esther Duflo, che con i suoi approcci sperimentali allo sviluppo ha rivoluzionato gli studi sulla povertà globale».

Tra parola, identità, società e futuro, il programma del Festival si dispiega come una mappa articolata della fiducia in una dialettica costante tra singolo e comunità attraverso sei strisce tematiche: “La parola che ci tiene insieme” con Haruki Murakami, Jonathan Coe, Dacia Maraini, Cristina Dell’Acqua, Eduardo Mendoza, Donato Carrisi, Adonis, Abdulrazak Gurnah, Jan Brokken; “Come si diventa umani” con Matteo Saudino, Vito Mancuso, Rocco Bellantone, Francesco Mennini, Domenico Scopelliti, Beatrice Zerbini, Monica Calcagni, Felicia Kingsley, Massimo Maugeri, Valerio Callieri, Salvo Filetti, Orazio Tomarchio, Romina Caruana, Rosario Blandino, Alessandra Strano, Mario D’Agostino; “Il patto sociale” con Luciano Fontana, Giovanni Malagò, Giulio Biino, Paolo Zangrillo, Angelino Alfano, Federico Fubini, Paolo Gentiloni, Manuel Valls, Marc Lazar, Bernard-Henri Lévy, Federico Zatti, Gherardo Colombo, Paola La Salvia e Miguel Gotor, Lucetta Scaraffia, Matteo Collura, Gianfranco Ravasi, Urbano Cairo, Massimo Bray, Alfio Bonaccorso, Massimo Gaggi, Tamara Jadrejcic, Chiara Colosimo, Antonio Balsamo e Matteo Piantedosi; “Il futuro è una promessa?” con Esther Duflo, Innocenzo Cipolletta, Francesco Cicione, Raffaella Case, Luigi Gianniti, Maurizio Molinari, Elvira Amata, Bernardo Campo, Cateno De Luca, Pietro Franza, Andrea Iacomini, Barbara Bellomo, Ludovica Mauri, Stefano Mauri, Annandrea Vitrano e Alessandra Tripoli; “Umani e macchine” con Davide Casaleggio, Antonella Poce, Cosimo Accoto, Giorgio Metta, Massimo Gulisano e Giuliana Panieri; “Geografie della fiducia” con Maria Attanasio, Stefania Auci, Elvira Seminara, Leonardo Colombati, Antonio Spadaro, Giuseppe Sottile, Barbara Bellomo, Maria Elisa Aloisi, Virginia Spanò, Giulio Perrone, Anna Giurickovic Dato, Igiaba Scego, Massimiliano Ossini, Lorena Spampinato, Eleonora Lombardo, Anish Kapoor, Shamma Al Bastaki, Valeria Bruni Tedeschi, Fabio Del Giudice, Stefano Mauri, Lino Morgante, Nino Rizzo Nervo, Gaetano Savatteri, Silvio Viale, Nicola Gardini.
Arricchiranno il programma gli approfondimenti: “Giustizia e legalità”, a cura di Elvira Terranova; “Atlante della fiducia. Di ciò che tiene insieme le società” curato da Stefano Salis; “Taobuk Tech Edition. Il rapporto con la tecnologia come atto di fiducia verso l’umanità” a cura di Massimo Sideri; “VII Osservatorio Europa e Mediterraneo. Ricostruire fiducia nelle relazioni tra politica, economia e società globale” a cura di Paolo Valentino.

Haruki Murakami

Torna, per la sua seconda edizione, il “Premio Strega Saggistica” – promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, Strega Alberti Benevento e Taobuk – Taormina International Book Festival, in collaborazione con Banca Popolare dell’Emilia Romagna – con l’annuncio dei cinque finalisti dell’edizione 2026. Si confermano anche le iniziative educative rivolte alle giovani generazioni, con il ritorno di TaobukTeen, lo spazio dedicato alla letteratura per ragazzi e ai progetti di promozione della lettura realizzati insieme alle scuole del territorio.

Programma e strisce tematiche

Il programma si articolerà dal 18 al 22 giugno, con un calendario ricco di anteprime editoriali, talk, dibattiti, tavole rotonde, retrospettive, reading e attività performative in oltre dieci luoghi della città (tra cui, Piazza IX Aprile, Palazzo Duchi di Santo Stefano, Palazzo Corvaja, Casa Cuseni, Teatro Antico, Four Seasons San Domenico Palace Hotel), dalle 10 alle 22 di ogni giornata. Nota ancora Antonella Ferrara: «Sappiamo quanto la fiducia sia fragile. Non si eredita, né tramanda, ma si costruisce quotidianamente. Implica responsabilità, apertura e visione. Taobuk si propone come uno spazio in cui questa costruzione torna a essere possibile, riaffermando il ruolo del dialogo culturale come infrastruttura fondamentale della convivenza democratica e condizione necessaria per immaginare il domani. Ma è anche ciò che viene più facilmente messo in discussione, esposto alla disinformazione e alla crisi delle mediazioni. Taobuk esplora questa tensione, muovendo dalla considerazione che nessun avvenire sia possibile senza la continua apertura verso l’altro. La sedicesima edizione si propone così come un luogo in cui la cultura torna a essere pratica viva, occasione di incontro e strumento per rinnovare quel patto invisibile che ci lega gli uni agli altri. Perché, come insegna Hannah Arendt, senza fiducia non c’è inizio, e senza inizio non c’è futuro».

Tra parola, identità e legame sociale, i percorsi tematici di Taobuk si articolano come una progressiva declinazione della fiducia nelle sue forme più profonde. Dalla dimensione intima del linguaggio a quella relazionale, fino agli assetti collettivi e alle sfide del futuro, ogni sezione apre una soglia e insieme la mette in discussione. Ciò che segue non è una semplice mappa tematica, ma un movimento: un’indagine continua su ciò che ci unisce, ci espone e ci rende umani.

1. La parola che ci tiene insieme

La fiducia è, prima di tutto, atto linguistico. Precede le istituzioni, i contratti e perfino i sentimenti: nasce nel momento in cui una voce chiede di essere creduta e un’altra accetta il rischio di prestarle fede. Ogni parola pronunciata o scritta è una piccola scommessa sull’altro, una forma di esposizione di sé. Haruki Murakami (20 giugno) è autore di una letteratura in cui il quotidiano si apre su abissi di senso, e la parola scritta diventa il luogo in cui l’indicibile prende forma. Jonathan Coe (20 giugno, BPER Agorà) porta il romanzo europeo alla sua forma più sofisticata: strumento di diagnosi politica, macchina satirica, forma di coscienza collettiva, “romanzo del presente”, come recita il titolo dell’incontro, che sarà moderato da Eva Giovannini. La sua presenza si inscrive nell’ambito dello spazio BPER Agorà in un dialogo aperto con il pubblico. Dacia Maraini (20 giugno), in dialogo con Cristina Dell’Acqua e Stefano Salis, offre la testimonianza di come la parola civile attraversi il tempo senza perdere la capacità di determinare il cambiamento.

Jonathan Coe

Il maestro del romanzo spagnolo contemporaneo Eduardo Mendoza (19 giugno, in dialogo con Juan Carlos Reche Cala), a cui, grazie alla collaborazione con Ambasciata di Spagna in Italia e Instituto Cervantes Palermo, verrà conferito il Premio Sicilia, aggiunge la dimensione ironica e storica: la sua è una parola sempre capace di guardare la società con l’occhio del distanziamento critico. Altro assegnatario del Taobuk Award è Donato Carrisi (21 giugno) per il quale la parola è luogo della fiducia tradita: in “La bugia dell’orchidea” (Longanesi) verità e menzogna si inseguono fino a confondersi, e la fiducia emerge come un gesto fragile continuamente messo alla prova. Carrisi dialoga con Antonello Piraneo. I versi di Adonis (20 giugno) attraversano il tempo, la tradizione, l’esilio, la rottura: del suo linguaggio aperto alla vertigine il poeta dialoga con Hadam Oudghiri. Modera l’incontro Roberta Scorranese.
Nella produzione letteraria del Premio Nobel Abdulrazak Gurnah (20 e 21 giugno, in dialogo con Igiaba Scego) il tema dell’esilio ritorna nella sua forma più radicale e più elaborata: non solo fatto biografico, ma dimensione geografica e interiore. Le sue storie abitano lo spazio tra Africa e Occidente, tra memoria coloniale e identità postcoloniale, tra lingua perduta e lingua adottata. Jan Brokken (22 giugno) interpreta il viaggio come disciplina dell’apertura, forma di conoscenza, educazione continua alla complessità del mondo. La presentazione in anteprima nazionale del volume “La malinconia del viaggiatore” (Iperborea) intreccia viaggio, memoria e musica, attraversa storie individuali e grandi vicende del Novecento, dando voce a destini dimenticati e a geografie interiori. Brokken dialoga con Giovanna Caggegi.

Abdulrazak Gurnah

2. Come si diventa umani

La fiducia nel corpo, nella relazione, nella fragilità accettata. Il percorso mette insieme incontri che interrogano la fiducia come esperienza dell’umano, imparando ad abitare l’amore, il desiderio, il riconoscimento, attraversando la crisi senza diventare stranieri a sé stessi. A partire da “Anime fragili” (Einaudi), Matteo Saudino (18 giugno) discute all’interno dello spazio Bper Agorà una tesi che è anche una filosofia di vita: la fragilità è il punto da cui parte ogni vera crescita. Modera l’incontro Eva Giovannini. Vito Mancuso (18 giugno) lavora sullo stesso campo da un’altra prospettiva: avere fede nella fiducia significa riconoscere un orientamento interiore che non evita la fragilità ma la attraversa con consapevolezza. Introduce Arianna Rotondo.
L’intervento di Monica Calcagni (21 giugno), nel contesto di Bper Agorà, sarà dedicato al corpo come primo luogo della fiducia in sé, stimolando una riflessione sulla cura di sé come pratica per unire etica ed estetica, identità e presenza fisica. Del corpo come luogo di fragilità e mutamento dialogano Rocco Bellantone, Francesco Mennini, Domenico Scopelliti e Beatrice Zerbini: l’incontro (20 giugno), moderato da Laura Berti, mette in luce il ruolo della fiducia come forza terapeutica essenziale non solo alla guarigione fisica, ma anche alla ricomposizione
dell’identità ferita dei malati.
Massimo Maugeri (22 giugno), in dialogo con Francesco Santocono, affronta il tempo lungo della relazione affettiva: in “Quel che facciamo dell’amore” (La Nave di Teseo), una storia di legame a distanza, messa alla prova da uragani, attentati e silenzi, si dà spazio all’esperienza della fiducia nell’altro, nella memoria, nella possibilità di sopravvivere. Felicia Kingsley (22 giugno, in dialogo con Lorena Spampinato), a cui sarà conferito il Premio Sicilia e tra le voci più popolari del romance italiano, mette al centro una scrittura capace di intercettare desideri, ironia, bisogno di riconoscimento, mentre la poetessa Beatrice Zerbini apre il dibattito sulla fiducia in sé come consapevolezza della propria forma e della propria presenza (19 giugno), insieme a Salvo Filetti, autore del volume “Chi vuol essere bella, sia” (Solferino). Orazio Tomarchio (19 giugno) accende i riflettori sulla fiducia che appare e sull’identità come libertà conquistata, visibile, narrata. Con “Pirandello mi fa un baffo” (Terra Somnia) Romina Caruana (22 giugno) racconta la conquista di sé come liberazione da strutture imposte, una traiettoria di emancipazione che è atto di fiducia nella vita. Modera l’incontro Lucia Gaberscek.

Massimo Maugeri

Rosario Blandino, in dialogo con Lucia Lo Giudice, presenta il suo “Gilda” (Le Fate), romanzo che interroga la natura della solitudine e della memoria, ricordando al lettore quanto gli esseri umani siano destinati a rimanere inaccessibili gli uni agli altri (22 giugno). “La dialettica del mio corpo disabile. Una autoetnografia” (Editpress), che l’autrice Alessandra Strano presenta a Taobuk (22 giugno), interroga con coraggio l’approccio biomedico alla disabilità e si confronta con la costruzione sociale dello stigma, ponendo la fiducia in se stessi a fondamento di qualsiasi forma di libertà. In “AS3” (Fandango Libri) di Valerio Callieri la fiducia negli altri si incarna in chi sa ascoltare: nato da un laboratorio di scrittura tenuto dall’autore nel carcere di Rebibbia, il libro mostra come dietro la parola e il racconto di sé si nasconda una libertà capace di superare le mura del carcere. Modera l’incontro Daniela Ursino (20 giugno). Mario D’Agostino porta a Taormina (22 giugno) “Gloomy Sunday. Una domenica triste” (Gruppo Albatros Il Filo), un thriller che costringe a confrontarsi con la distanza sottile tra verità e illusione, su quanto ci si possa fidare degli altri e di se stessi. A partire dal libro “L’arte dello styling. Come raccontarsi attraverso i vestiti” (Vallardi), Susanna Ausoni (21 giugno) riflette sulla moda come strumento di espressione individuale e sullo styling come forma di interpretazione di sé e del proprio tempo attraverso immagini, simboli e abiti che parlano senza parole. Modera l’incontro Eva Spampinato.

3. Il patto sociale

Ogni comunità si regge, implicitamente ma necessariamente, su un insieme condiviso di regole, diritti e responsabilità, che rende possibile la convivenza civile e la definisce. È nella credibilità delle istituzioni, nell’equità delle norme e nella giustizia come garanzia concreta che prende forma lo spazio condiviso in cui si riconosce il patto sociale. A sostenerlo è la fiducia: quando si indebolisce, si incrina il legame tra cittadini e ordine collettivo, mettendo in tensione un equilibrio spesso fragile. Che cosa rende ancora vitale questo assetto? E in quali forme può essere rinnovato? Attraverso libri, testimonianze ed esperienze che attraversano il Novecento e interrogano il presente, il festival esplora le condizioni su cui si regge la vita comune.
Con “Questa Costituzione è uno spettacolo”, Giulio Biino e Fabrizio Olivero (18 giugno) portano in scena la Costituzione non come documento ma come atto fondativo. Lo spettacolo è introdotto da Antonio Saitta. Il Ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, in dialogo con Elvira Terranova, introduce da un punto di vista istituzionale il tema del rapporto tra Stato e cittadini (19 giugno) e dialoga con gli studenti a partire dalla fiducia nella pubblica amministrazione come domanda trasversale alle generazioni (20 giugno). Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi dialoga con Elvira Terranova sulle sfide che il mondo contemporaneo pone alla sicurezza: dalla tutela dell’ordine pubblico alla protezione delle infrastrutture critiche, fino alla difesa dagli attacchi informatici (22 giugno). Con l’intervento del cardinale Gianfranco Ravasi, in dialogo con Caterina Andò (18 giugno), la parola assume la sua dimensione più antica e necessaria per farsi forma spirituale e simbolica. Il linguaggio custodisce, trasmette, organizza il senso di una comunità. L’incontro è introdotto da Giovanna Spatari, rettrice dell’Università di Messina, che consegnerà il Taobuk Award al cardinale Ravasi.

Il cardinale Gianfranco Ravasi

La longevità di un’istituzione editoriale si misura sulla capacità di rinnovare, generazione dopo generazione il patto di credibilità con i propri lettori: nel centocinquantesimo anniversario
della fondazione del “Corriere della Sera”, Urbano Cairo (19 giugno), in dialogo con Antonella Ferrara, riflette sul significato di preservare un giornale di riferimento in un ecosistema dell’informazione profondamente trasformato. Massimo Bray (21 giugno) nell’ambito dell’Atlante della fiducia, curato da Stefano Salis, testimonia come il lavoro culturale sia una delle più alte espressioni di cura del bene comune: la parola come infrastruttura civile, come organizzazione del sapere collettivo. Con “Rifare il mondo. Le età dell’avanguardia” (Einaudi), Vincenzo Trione (19 giugno, in dialogo con Leonardo Colombati) sposta la riflessione sul territorio dell’arte e della rottura formale: il gesto radicale come atto di fiducia nel nuovo, la forma come linguaggio capace di trasformare il mondo.

Urbano Cairo

In “Alfio Russo. Il Gran Siciliano alla direzione del Corriere della Sera” (Carocci) Alfio Bonaccorso (21 giugno, in dialogo con Andrea Cerra) richiama una concezione esigente del giornalismo, fondata su rigore e responsabilità culturale. La ricostruzione di una fase nodale della Prima Repubblica restituisce il ruolo della parola pubblica, la cui credibilità si fonda sulla capacità di tenere insieme fatti, opinioni e rapporto con i lettori. Massimo Gaggi e Tamara Jadrejcic in “America dentro” (Laterza) portano questi stessi temi su scala globale, offrendo uno sguardo sugli Stati Uniti segnati dalla crisi delle mediazioni e dalla frammentazione delle narrazioni, che mettono alla prova la tenuta della parola pubblica in uno scenario sempre più complesso (20 giugno). Modera l’incontro Paolo Valentino.
La credibilità stessa di un Paese poggia sulla fiducia che lega istituzioni, cittadini e comunità. A pochi mesi dai Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina ne discutono (18 giugno) l’ex presidente del Coni Giovanni Malagò e il direttore del “Corriere della Sera” Luciano Fontana. Modera l’incontro Paolo Valentino.

Sul versante internazionale, l’Europa affronta diversi ordini di sfide che saranno al centro di un dibattito (19 giugno), curato da Paolo Valentino, con il contributo dell’ex premier francese Manuel Valls, dell’ex Commissario europeo Paolo Gentiloni, dell’economista Federico Fubini e il presidente della Fondazione De Gasperi Angelino Alfano. Oggetto del confronto le condizioni politiche, economiche e istituzionali attraverso cui il continente potrebbe ricostruire la fiducia necessaria per agire come un attore coeso.
Non meno complesso lo scenario tra le due sponde dell’Atlantico, a cui sarà dedicato un appuntamento, curato da Paolo Valentino, con l’obiettivo di esplorare se e come sia possibile ricostruire un quadro di fiducia condivisa tra Europa e Stati Uniti, a partire dagli equilibri interni alla Nato. Ne discutono (21 giugno) il sociologo Marc Lazar, Innocenzo Cipolletta, autore di “Dopo Trump, il futuro della globalizzazione” (Laterza), Massimo Gaggi, editorialista del Corriere della Sera, Luigi Gianniti, docente di Diritto parlamentare europeo alla Luiss di Roma, e Maurizio Molinari, editorialista di “La Repubblica”. Il filosofo e giornalista Bernard-Henri Lévy dialoga con Paolo Valentino su ciò che resta della fiducia nelle democrazie liberali, messe alla prova da disinformazione, violenza politica ed erosione di un linguaggio pubblico condiviso (21 giugno).

Bernard Henri-Lévy

Gherardo Colombo (22 giugno) dialoga con Alessio Lo Giudice mosso da un’idea su cui ha costruito la sua voce pubblica: la giustizia diventa credibile quando i suoi meccanismi vengono raccontati con chiarezza. Ne fornisce un quadro preciso in La giustizia italiana in 10 risposte (Garzanti). Paola La Salvia (22 giugno), con “I Malacarni. Come le mafie sono diventate globali” (Gambini), mostra invece la trasformazione delle mafie da fenomeno locale a potenza globale, invisibile e ramificata: le organizzazioni criminali come sistema distorto di fiducia. Introduce Maria Teresa Collica, modera Mario Barresi.
Miguel Gotor, in una conversazione con Elvira Terranova e introdotto da Luigi Chiara (18 giugno), riflette sui nodi irrisolti dell’Italia contemporanea: “L’omicidio di Piersanti Mattarella” (Einaudi) racconta uno dei delitti più oscuri della Repubblica italiana, scavando in una zona in cui verità storica e responsabilità politica si intrecciano. Sul rapimento e l’uccisione di Aldo Moro si concentra invece Federico Zatti (18 giugno), che in “Il disegno” (Piemme) rimette in discussione decenni di verità consolidate sul luogo della prigionia del presidente della Democrazia Cristiana. Modera l’incontro Emilio Pintaldi. Sempre sul filo della memoria, in “Ebrei senza saperlo” (Raffaello Cortina) Lucetta Scaraffia (18 giugno) riflette su identità e fiducia come obbligo morale verso il passato, verso le vite che non devono essere dimenticate. L’incontro è moderato da Maria Sole Testuzza.
La lectio di Matteo Collura (19 giugno) approfondisce la crisi del linguaggio democratico che si fa anche crisi di fiducia, perché quando la parola “popolo” si svuota o si distorce, si incrina il patto semantico che regge la convivenza civile. Antonio Balsamo e Chiara Colosimo (21 giugno) dialogano con Elvira Terranova sul rapporto tra consenso e fiducia a fondamento della vita democratica: se il primo fa appello alla volontà popolare, la seconda garantisce il rapporto tra cittadini e istituzioni.

Matteo Collura

4. Il futuro è una promessa?

Ogni progetto di futuro è un atto di fiducia. Ma la fiducia nel futuro non è uno stato d’animo: è una costruzione che richiede condizioni concrete, strutture in grado di offrire opportunità, politiche capaci di ridurre le disuguaglianze, istituzioni che proteggano i più vulnerabili, visioni ampie e condivise. Questo percorso accende i riflettori su economia, diritti, governance e responsabilità intergenerazionale.
Il Premio Nobel per l’Economia Esther Duflo (21 giugno) interviene nel contesto dell’Atlante della fiducia – curato da Stefano Salis – sul tema: “Esiste un’economia della fiducia?”. La risposta è sì, esiste, ma si costruisce con rigore, sperimentazione, misurazione dell’impatto reale. Con un’economia che non è solo scienza delle previsioni ma anche strumento di intervento verificabile sulle vite. Francesco Cicione, fondatore e presidente di Harmonic Innovation Group, (19 giugno), e Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia, ospiti dello spazio Bper Agorà con la moderazione di Eva Giovannini, intendono l’innovazione come strettamente correlata alla fiducia, perché solo relazioni collaborative e trasparenti tra partner, istituzioni e comunità permettono di costruire soluzioni condivise e di generare valore sociale durevole. Il futuro si misura, in fondo, su chi rischia di esserne escluso.

Esther Duflo

Andrea Iacomini (22 giugno), in dialogo con Francesco Pira, trasporta questa misura nella sua forma più diretta: in “La forza sia con te: cronaca di una missione in Ucraina” (People), il portavoce Unicef racconta la propria esperienza in un contesto segnato dalla guerra, restituendo dignità alle storie vissute sul campo. I giovani di Turisma trovano il loro spazio a Taobuk 2026: studenti, startupper e giovani professionisti conducono domande dirette a figure del mondo della cultura – attori, scrittori e artisti. Il dialogo, che esplora la fiducia come tema centrale dell’edizione e il ruolo dei giovani nel futuro della Sicilia, ha come protagoniste l’attrice, comica e cantante Annandrea Vitrano e la ballerina Alessandra Tripoli (18 giugno), in dialogo con Rosario Coppolino, sovrintendente della Fondazione Taormina. La Sicilia come centro del Mediterraneo è protagonista del panel dedicato alle “infrastrutture della fiducia” (19 giugno), moderato da Michela Giuffrida: Elvira Amata, Bernardo Campo, Cateno De Luca e Pietro Franza si confrontano sulla necessità di mettere in dialogo grandi opere e produzione culturale per fare della Sicilia il motore dello sviluppo mediterraneo. L’annuncio dei semifinalisti del Torneo Letterario IoScrittore (20 giugno), in collaborazione con il Gruppo GeMS, Il Libraio e Ubik Librerie, porta in scena la vitalità dei talenti emergenti: le voci nuove, gli autori che si mettono in gioco e gli editori che scelgono di investire su di loro. Con Barbara Bellomo, Raffaella Case, Antonella Ferrara, Stefano Mauri e Ludovica Mauri, il panel interroga il punto in cui la letteratura di domani si affaccia sul presente. Modera Barbara Sardella.

5. Umani e macchine

L’intelligenza artificiale è la trasformazione più profonda che il presente stia attraversando. Non soltanto tecnologica, ma antropologica, politica, culturale. Cambiano il lavoro, il linguaggio, la percezione della realtà, il rapporto con il sapere, le forme del potere. La domanda non è più soltanto se possiamo fidarci delle macchine, ma se sappiamo ancora fidarci della nostra capacità di giudicare, scegliere, distinguere il vero dal plausibile, il pensiero dall’automazione.
Davide Casaleggio (21 giugno) stimola la riflessione intorno al rapporto tra intelligenza artificiale e democrazia in “Le 7 rivoluzioni dell’intelligenza artificiale” (Chiarelettere): la partecipazione politica riscritta dagli algoritmi, la mediazione tradizionale in crisi, il rischio di una sovranità delegata all’efficienza del calcolo sono al centro del suo intervento. In dialogo con Francesca Longo.

Davide Casaleggio

Antonella Poce (18 giugno) interviene sulle possibilità che l’intreccio di capacità narrativa e nuove tecnologie apre per raccontare un territorio: è questo il caso del progetto PNNR SPARK, che usa il digital storytelling per valorizzare il patrimonio culturale del Parco dell’Etna. Il progetto PNRR SPARK usa il digital storytelling per raccontare il patrimonio culturale etneo a partire da “Cabiria”, capolavoro del cinema muto italiano. Una mostra virtuale e un percorso geo-localizzato nel Parco dell’Etna – sviluppati da EHT e Università di Roma Tor Vergata – trasformano il territorio in una geografia culturale da attraversare e interpretare. In dialogo con il tema della fiducia, l’incontro presenta anche la collana Studi Educativi Sperimentali e la rivista Empirical Museum Studies.
La sezione Taobuk Tech Edition, a cura di Massimo Sideri, riflette su tre snodi concettuali: il primato dell’intelligenza umana nell’era degli algoritmi; i confini sempre più labili tra umanità e tecnologia, in un mondo in cui la macchina non è più utensile ma parte integrante della nostra nicchia ecologica; i limiti del conoscibile, quella soglia oltre la quale ogni atto di conoscenza diventa atto di fiducia nella scienza, nel metodo, nel coraggio di spingersi verso l’ignoto. Ne discutono Cosimo Accoto, Massimo Gulisano, Giorgio Metta e Giuliana Panieri (21 giugno).

6. Geografie della fiducia

Il punto di partenza di questa area non sono i luoghi in quanto tali, ma il modo in cui i luoghi formano l’identità delle persone, sottraendole o restituendole a loro stesse. La fiducia, qui, prende una forma geografica e narrativa insieme: appartiene ai paesaggi, alle genealogie, agli sradicamenti, ai ritorni. Appartiene alla Sicilia – non solo come cornice del festival, ma come isola-mondo, struttura di pensiero, sistema di simboli. E si allarga al Mediterraneo, ai temi dell’esilio, del viaggio, del ritorno: tre movimenti che compongono una delle costellazioni concettualmente più ricche dell’intero programma.
Maria Attanasio (20 giugno) propone ai lettori una Sicilia storica e politica, incisa con una scrittura aspra: in “La rosa inversa” (Sellerio), libro candidato al Premio Strega, si attraversa il Settecento europeo tra Illuminismo, tensioni libertarie, pratiche di controllo e l’urgenza di rinnovare la fiducia nella trasmissione del sapere. Modera l’incontro Andrea Cerra.

Maria Attanasio

Stefania Auci (19 giugno), in dialogo con Elvira Terranova, torna alle radici della saga dei Florio con “L’alba dei Leoni” (Editrice Nord): prima dell’ascesa e del trionfo, l’inizio del viaggio dalla Calabria a Palermo, tra lotta quotidiana, amore, ambizione e destino. “La fede in un destino”, titolo del suo incontro, dice esattamente questo: un’intera genealogia si mostra come atto di fiducia nel futuro. Elvira Seminara (19 giugno) trasforma il paesaggio siciliano in stato interiore: in “Lunario dei giorni insonni” (Einaudi) l’insonnia diventa uno spazio di osservazione in cui il tempo si rovescia e la realtà si rivela più nitida – la Sicilia come paesaggio della mente prima che del corpo. L’incontro è moderato da Patrizia Danzè e introdotto da Stefania Rimini. Luogo metafisico è, invece, l’Europa di Leonardo Colombati, in dialogo con Anna Giurickovic Dato (19 Giugno, in collaborazione con Fondazione De Sanctis): Colombati ambienta il suo “Non vi sarà più notte” (Mondadori) in un Novecento alternativo, tra San Pietroburgo e Parigi, in cui la fiducia nella bontà umana resiste all’urto della storia. Per Antonio Spadaro (18 giugno) “La Sicilia è un sentimento! (Touring Club Italiano), un’esperienza interiore e di pensiero prima ancora che geografica, in cui il rapporto tra memoria e appartenenza sfugge a qualunque descrizione oggettiva. Modera l’incontro Anna Mallamo. Giuseppe Sottile (19 giugno) restituisce Palermo alla sua complessità irriducibile: in “Palermo di chitarra e coltello” (Einaudi) la città emerge come luogo simbolico attraversato da bellezza e violenza, metafora del Mediterraneo e del suo rapporto con la storia e il potere. L’incontro sarà introdotto da Mauro Geraci e moderato da Antonello Piraneo.

Stefania Auci

Barbara Bellomo (18 giugno) racconta una Catania che è paesaggio morale oltre che storico: in “L’incartatrice di arance” (Garzanti) la Catania del 1906 diventa il luogo in cui si misura la fiducia in sé stesse di donne che la storia ufficiale aveva escluso – una storia di emancipazione narrata attraverso il profumo degli agrumi e il coraggio quotidiano di chi costruisce il proprio futuro dal basso. Modera l’incontro Natalia La Rosa. Maria Elisa Aloisi e Virginia Spanò (21 giugno, in dialogo con Antonio Siracusano), ritraggono invece una Sicilia arcipelago, più arcaica e misteriosa a partire dai loro rispettivi romanzi “L’isola degli inganni” (Mondadori) e “Profumi e graffi” (Giulio Perrone editore), in un viaggio tra geografia, memoria e narrazione in cui realtà e mito si intrecciano. Lorena Spampinato ed Eleonora Lombardo (18 giugno) propongono una sintesi potente, attraverso due libri pubblicati da Giulio Perrone Editore che compongono insieme un ritratto della Sicilia come isola-mondo. Spampinato, in “A Catania con Goliarda Sapienza”, traccia il ritratto di una scrittrice fuori da ogni cliché; Lombardo, in “A Palermo con Letizia Battaglia”, ripercorre la vita e lo sguardo della straordinaria fotoreporter palermitana. Modera Rosa Maria Di Natale.

Il Mediterraneo entra nel festival attraverso il volume corale pubblicato da Giulio Perrone Editore: una raccolta di voci che esplorano le narrazioni e la profondità semantica del mare come spazio culturale. Insieme a Giulio Perrone e Tea Falco, Anna Giurickovic Dato (18 giugno) racconta il Mare nostrum come confine e miraggio insieme, ferita e simbolo collettivo, orizzonte che cambia senso a seconda del punto di osservazione, in occasione dell’uscita di “Mediterraneo” (Perrone editore). Nicola Gardini (22 giugno), protagonista di uno degli incontri ambientati in BPER Agorà in dialogo con Barbara Bellomo, chiude il cerchio con uno dei racconti fondativi della civiltà occidentale: in “Il più bel romanzo del mondo. L’Odissea” (Garzanti) il ritorno di Ulisse è una messa alla prova della propria identità, della fedeltà al proprio nome e al proprio desiderio. La poetessa Shamma Al Bastaki porta a Taormina la sua poesia multilingue, che raccoglie le voci dei vicoli del Dubai Creek e custodisce la memoria viva di una città in trasformazione. La sua performance (21 giugno) inaugura il gemellaggio tra Taobuk e l’Emirates Airline Festival of Literature, rappresentato per l’occasione da Carmel Rosato. Modera Ruggero Aricò.

Shamma Al Bastaki

Massimiliano Ossini (19 giugno) racconta due imprese agli antipodi, a cui ha dedicato il libro “Oltre i limiti” (Rai Libri): la scalata all’Elbrus e la traversata a nuoto dello Stretto di Messina. Due tappe che compongono un’unica riflessione in cui lo sport diventa un atto di fiducia nel proprio corpo, negli altri e in ciò che sembrava impossibile. Modera l’incontro Valeria Brancato.
Dal canto suo, l’opera di Anish Kapoor (20 e 21 giugno) non occupa lo spazio ma lo trasforma. In questo abbandono alla materia risiede una forma antica di fiducia, quella di chi accetta di essere attraversato da ciò che non può né controllare né comprendere del tutto. Intorno a questi temi, l’artista dialoga con Arturo Galansino (21 giugno), direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi. Valeria Bruni Tedeschi, in dialogo con Paolo Mereghetti, ripercorre la sua carriera sotto il segno della fiducia: quella nei personaggi che interpreta, nelle storie che racconta e nel pubblico a cui si rivolge (20 giugno). Sul rapporto tra territori e realtà culturali – fondazioni, festival, rassegne, saloni del libro – interverranno Fabio Del Giudice, Stefano Mauri, Lino Morgante, Nino Rizzo Nervo, Gaetano Savatteri, Giulio Perrone e Silvio Viale (21 giugno), per discutere dell’ecosistema culturale italiano e delle sfide aperte per ridurre le diseguaglianze nell’accesso alla lettura e costruire comunità culturali durature.

Valeria Bruni Tedeschi

Il manifesto di Taobuk

Il Manifesto di Taobuk 2026 traduce il tema della fiducia in una grammatica visiva fatta di forma, colore e segno: un’immagine che non soltanto accompagna il festival, ma ne interpreta il senso. A Valerio Adami, autore dell’opera da cui è stato tratto il Manifesto, è dedicato l’intervento della critica e storica dell’arte Vera Agosti (21 giugno), che insieme a Vincenzo Trione ricostruisce i tratti salienti di un’esperienza artistica, in cui l’immagine acquista uno statuto autonomo, capace di affiancare e interrogare la parola. Modera l’incontro Stefano Salis.

Il Manifesto di Taobuk 2026 realizzato da Vittorio Adami

Arte

Spazio all’arte contemporanea sarà dato anche dalla mostra “Bellessere è Benessere. Il cavallo nell’opera di Jean Calogero”, a cura di Tiziana Rasà, allestita dal 18 al 22 giugno presso il Palazzo Duchi di Santo Stefano. Le opere di Calogero, pittore di fama internazionale vissuto tra Parigi e la Sicilia: un’immersione nell’universo immaginifico di un artista che affida al cavallo il sogno di vivere, restituendo attraverso l’icona classica le radici greche della terra di Sicilia. La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Maimone Editore. Intervengono all’inaugurazione Tiziana Rasà, Daniela Costa, Giuseppe Ettore, Marco Falcone, Giuseppe Maimone e Luigi Nicolosi. Modera Ruggero Sardo.

A 240 anni dal Viaggio in Italia di Goethe, il Premio Internazionale Wilhelm von Gloeden (20 giugno), fondato e diretto da Riccardo Tomasello, porta avanti una tradizione dello sguardo che unisce arte e memoria. I premiati – Giovanni Caccamo, Giuseppe Messina e Maria Attanasio – ne offrono una declinazione contemporanea, attraverso linguaggi diversi ma accomunati dalla capacità di restituire alla Sicilia una forma riconoscibile di bellezza e pensiero.

Il premio Strega Saggistica

L’annuncio della cinquina del Premio Strega Saggistica (19 giugno) – promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, Strega Alberti Benevento e Taobuk – Taormina Book Festival, in collaborazione con BPER– rappresenta un momento di rilievo per il panorama culturale italiano. L’iniziativa celebra il valore della saggistica contemporanea, promuovendo il dialogo tra idee, ricerca e impegno civile nel cuore di Taormina. Intervengono Giovanni Solimine, Antonella Ferrara e Stefano Petrocchi. Modera Eva Giovannini. Il Comitato scientifico – composto da Carlo Felice Casula, Alfonso Celotto, Antonella Ferrara, Simonetta Fiori, Anna Foa, Paolo Giordano, Francesca Mannocchi, Melania G. Mazzucco, Matteo Motolese, Nico Pitrelli, Lucrezia Reichlin, Nino Rizzo Nervo e Giovanni Solimine (presidente) – ha selezionato i seguenti titoli: Giuseppe Antonelli, “Alfabit. L’italiano digitale dagli SMS all’IA”, il Mulino; Miguel Gotor, “L’omicidio di Piersanti Mattarella. L’Italia nel mirino: Palermo Ustica Bologna 1979-1980”, Einaudi; Tonia Mastrobuoni, “La peste. Indagine sulla destra in Germania”, Feltrinelli; Beatrice Mautino, “Vertigine. Storie di chi si affida alla scienza e di chi impara a farlo”, Mondadori; Alessandro Vanoli, “Oriente. Una storia”, Laterza.

La Cinquina Strega Saggistica: da sinistra Alessandro Vanoli, Beatrice Mautino, Tonia Mastrobuoni, Miguel Gotor, Giuseppe Antonelli

Nel corso presentazione della cinquina che si è tenuta a Taobuk, a cui sono intervenuti Antonella Ferrara, presidente e direttrice artistica di Taobuk, Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci, Stefano Petrocchi direttore della Fondazione Bellonci e Lorena De Vita, Ufficio Sponsorships di BPER Banca, è stato reso noto il vincitore del Premio Strega Saggistica Internazionale, assegnato dal Comitato promotore. È Luciano Floridi, una delle voci più autorevoli della filosofia contemporanea, autore tra l’altro dei saggi “La differenza fondamentale. Artificial Agency: una nuova filosofia dell’intelligenza artificiale” (tradotto da Massimo Durante, Mondadori 2025) e “Il nodo etico. Informazione e valori nella società digitale (sempre a cura di Massimo Durante, Raffaello Cortina Editore 2026), che propongono in edizione italiana i suoi recenti studi sull’AI e sull’etica dell’informazione.

TaobukTeen, il programma per le nuove generazioni, è uno spazio dedicato agli studenti delle scuole superiori: ogni anno gli istituti scolastici possono aderire a un ventaglio di iniziative dedicate, che spaziano dalla lettura all’elaborazione creativa, dall’orientamento professionale al dialogo diretto con le voci più autorevoli della scena editoriale. Taobuk dedica uno spazio specifico anche alle scuole primarie e secondarie di primo grado: TaoKids è la sezione pensata per bambini e ragazzi fino ai dodici anni, un percorso articolato in laboratori interattivi, progetti di lettura e contest, costruito per avvicinare alla letteratura attraverso forme partecipative e linguaggi contemporanei. Tra gli ospiti di Taokids Laura Toscano (18 giugno), Katrin Ann Orbeta, Vincenzo Merenda, Andrea Pau (19 giugno), Margherita Sgarlata e Riccardo Francaviglia (21 giugno), Sabina Mancini, Paola Soccorso, Alessia Ferreri (22 giugno).

Banca popolare Emilia Romagna rinnova il suo impegno al fianco della cultura con BPER Agorà, spazio di incontro e condivisione di idee all’interno della XVI edizione di Taobuk e nel cuore di Taormina, nel Giardino di Palazzo Duchi di Santo Stefano. Tra gli eventi che si terranno in Bper Agorà, anche una programmazione di incontri interattivi, in cui il pubblico sarà invitato a intervenire e porre domande agli ospiti. Avranno questo formato gli appuntamenti con Matteo Saudino, Francesco Cicione, Pierluigi Sassi, Jonathan Coe, Monica Calcagni e Nicola Gardini.

Silent Book Party. Taobuk inaugura la sezione taorminese del Silent Book Club con una selezione di titoli costruita attorno al tema di quest’anno: la Fiducia. Ogni pomeriggio alle 17, dal 19 al 22 giugno, nella suggestiva Sala Colonna di Palazzo Duchi di Santo Stefano, trenta lettori si ritrovano in silenzio con un libro di uno degli autori presenti al festival. Ogni sessione è dedicata a una voce diversa, secondo il calendario di Taobuk: venerdì 19 giugno Jonathan Coe, sabato 20 Dacia Maraini, domenica 21 Donato Carrisi, lunedì 22 Haruki Murakami. La scelta del titolo è affidata a ciascun partecipante, che potrà portare il proprio libro da casa o acquistarlo presso il bookshop allestito dalla libreria Ubik in Piazza IX Aprile.

Modalità di partecipazione e prenotazioni su Taobuk.it. Lo spazio dei libri in collaborazione con Ubik Librerie, partner ufficiale del Festival Taobuk. Sarà possibile acquistare i titoli degli autori presenti a Taobuk grazie alla collaborazione con la libreria Ubik, che per l’occasione allestirà un bookshop in città, in piazza IX Aprile, cuore pulsante del festival.
La 16° edizione di Taobuk è promossa dalla Regione Siciliana – Assessorato del Turismo, Sport e Spettacolo e Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia, con il sostegno di Parco Archeologico Naxos Taormina, Comune di Taormina, ENI, BPER, Università degli Studi di Messina, Università degli Studi di Catania, Fondazione Bonino Pulejo, Società Aeroporto di Catania, Aeroporto di Catania, Ambasciata di Spagna in Italia, Instituto Cervantes di Palermo, Gruppo Editoriale Mauri Spagnol, Ubik Librerie. E in collaborazione con Fondazione Goffredo e Maria Bellonci, Four Seasons San Domenico Palace, NH Collection Taormina, Casa Cuseni, Dell’Oglio, Atelier Le Colonne, Official Wine Cusumano. Co-Produttore Musicale Teatro Massimo Bellini di Catania.
Gli incontri sono gratuiti e a ingresso libero, con prenotazione sulla piattaforma www.taobuk.it fino a esaurimento posti.

Leggi il programma di Taobuk 2026

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