Agrigento, il neo cardinale Montenegro: «Il Papa mi ha chiesto di lavorare in povertà»

«Inizialmente pensavo ad uno scherzo. Poi in sacrestia ho scoperto che era tutto vero e la cosa mi ha un po’ stordito anche perché, ve lo assicuro, non ne sapevo nulla». Così il vescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, ha commentato stamani la sua nomina a Cardinale annunciata ieri, nel corso dell’Angelus, da Papa Fracesco. «Non è uno scatto di gradi – ha detto il presule incontrando i giornalisti – ma un servizio in più che si chiede e che devo continuare a svolgere così come ho fatto fino ad ora. Con la nomina a Cardinale non cambierò per nulla registro né batterò il pugno sul tavolo. Non aspettatevi cambiamenti, il mio impegno sarà quello di sempre. Quello che ho fatto e continuerò a fare è solo il mio dovere che è legato al Vangelo».

Monsignor Montenegro ha poi rivelato di avere telefonato al Papa «ringraziandolo per la fiducia che mi ha accordato; Lui mi ha chiesto di lavorare in povertà. Non mi ha fatto alcuna raccomandazione se non quella frase “vivi in povertà” e credo che questo sia la chiave di tutto».

Monsignor Montenegro, che è anche presidente della Commissione episcopale per le migrazioni, della Fondazione Migrantes della Cei e ex presidente di Caritas italiana (dal 2003 al 2008) ha anche ricevuto gli auguri della Caritas «con l’auspicio – rileva l’organizzazione in una nota – di proseguire nell’impegno a servizio del Vangelo, della Chiesa e dei poveri e nel promuovere un’autentica pastorale delle relazioni per rendere le comunità sempre più capaci di vivere l’ordinarietà a partire dagli ultimi».

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