“Le volpi”, a Catania va in scena la piccola corruzione quotidiana della provincia italiana

Da venerdì 20 a domenica 22 febbraio il Teatro Stabile ospita alla Sala Futura lo spettacolo scritto da Lucia Franchi e Luca Ricci, con la regia di Luca Ricci. In scena Giorgio Colangeli, Manuela Mandracchia e Federica Ombrato, protagonisti di un testo finalista ai Premi Ubu 2024. La provincia è un microcosmo in cui osservare, con ironia, le dinamiche del potere e i desideri che lo alimentano

“Le volpi”, a Catania va in scena la piccola corruzione quotidiana della provincia italiana

Il Teatro Stabile di Catania ospita alla Sala Futura, da venerdì 20 a domenica 22 febbraio, lo spettacolo “Le volpi” scritto da Lucia Franchi e Luca Ricci, con la regia di Luca Ricci (produzione CapoTrave – Infinito srl con il supporto di Regione Toscana, Ministero della Cultura, Argot Studio Roma, Biblioteca Al Cortile Roma). In scena Giorgio ColangeliManuela Mandracchia e Federica Ombrato, protagonisti di un testo che è stato nella terna dei finalisti ai Premi Ubu 2024 nella categoria “nuovo testo italiano/scrittura drammaturgica”. I costumi sono di Marina Schindler, il suono è di Michele Boreggi e di Lorenzo Danesin, le luci sono di Stefan Schweitzer, le foto sono di Luca Del Pia e di Elisa Nocentini.

Ambientato nell’ombra di una sala da pranzo, in una domenica di agosto assolata e immobile, “Le volpi” mette a fuoco un incontro apparentemente ordinario: due piccoli notabili della politica locale e la figlia di una di loro si ritrovano all’ora del caffè, mentre tutto intorno il pensiero corre già al mare e alle vacanze. Ma restano ancora da sistemare alcune faccende, accordi da stringere e favori da distribuire. Davanti a un vassoio di biscotti vegani, tra parole misurate e sottintesi, emergono appetiti legittimi, interessi privati e strategie di potere: incarichi, concessioni, piccoli compromessi che lentamente compongono la trama di una corruzione quotidiana, fatta di eccezioni minime e autoassoluzioni silenziose.

La provincia italiana diventa così protagonista assoluta: un microcosmo in cui osservare, con ironia e precisione chirurgica, le dinamiche del potere e i desideri che lo alimentano. “Le volpi” racconta quel meccanismo sottile per cui è sempre possibile concedersi un vantaggio personale, dopo essersi tanto spesi nella gestione della cosa pubblica. Come scrive Leonardo Sciascia in “Todo modo”: “I grandi guadagni fanno scomparire i grandi principi, e i piccoli fanno scomparire i piccoli fanatismi”.

Federica Ombrato, Giorgio Colangeli e Manuela Mandracchia in una scena de “Le volpi”

Giorgio Colangeli è uno degli attori più richiesti e amati del cinema d’autore italiano: ha vinto il Nastro d’Argento nel 1999 per “La cena” di Ettore Sola e il David di Donatello nel 2007 per “L’aria salata” di Alessandro Angelini. Sempre sullo schermo ha interpretato Salvo Lima ne “Il divo” di Paolo Sorrentino e ha lavorato con Rubini, Muccino, Luchetti, Genovese, tra i moltissimi altri. Partecipa al film “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, nel ruolo di Sor Ottorino Santucci. In teatro ha recentemente interpretato Papa Ratzinger ne “I due papi” di Anthony McCarten.

Manuela Mandracchia è una delle interpreti più affermate del teatro italiano, attrice per storici allestimenti di Luca Ronconi e Massimo Castri, vincitrice del Premio Ubu (2 volte), del Premio ANCT dell’Associazione dei Critici di Teatro e del Premio Le Maschere del Teatro Italiano, sempre per il suo lavoro di attrice. Per il cinema ha lavorato in “Habemus Papam” di Nanni Moretti, oltre che con Cristina Comencini, Francesca Archibugi, Marco Bellocchio e, di recente, con Pietro Castellitto. Per Radio Tre ha letto numerosissimi classici della letteratura nella trasmissione Ad alta voce.

Federica Ombrato si diploma attrice, nel 2011, all’Accademia Nico Pepe di Udine e si perfeziona con la Compagnia Atir e S. Sinigaglia. Esordisce con “La Mosca, almeno un milione di scale” di C. Tessiore, per la regia di Jean-Paul Denizon. Ha lavorato, tra gli altri, con C. Rifici, L. Lidi, M.Maccieri, A. Ruozzi, G. Dall’Aglio e G. Cărbunariu. Debutta in ambito cinematografico, diretta da Marco Bellocchio, in “Se posso permettermi”, selezionato dal 74° Festival di Locarno Corti d’autore.

Biglietti: € 12, ridotto € 10 (under 25, universitari e abbonati Sala Verga).

Schedula per Ore

Le repliche

h 20.45 - h 22
Venerdì 20/2/2026
h 20.45 - h 22
Sabato 21/2/2026
h 18 - h 19.15
Domenica 22/2/2026

Data

22 Feb 2026
Expired!

Ora

20:45 - 22:45

Costo

€12.00

Maggiori informazioni

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Luogo

Sala Futura Catania
via Macallè 3 Catania

Categoria

Organizzatore

Teatro Stabile Catania
Telefono
0957310856
Sito web
http://www.teatrostabilecatania.it/

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