“Le nozze dell’orso”, a Catania la prima dell’opera da camera di Joe Schittino e Alessandro Idonea
L’amore quando meno te lo aspetti: è allora che irrompe come un uragano. Può nascere da un debito, da un malinteso, dall’orgoglio ferito, da un duello mancato. Finendo per travolgere ogni certezza. È l’universo imprevedibile di Anton Pavlovič Čechov a rivivere in musica nell’inedita opera da camera “Le nozze dell’orso”, commissionata dal Teatro Massimo Bellini di Catania che prosegue così nel proprio impegno a sostegno della nuova lirica, affidandosi in questo caso alle firme autorevoli del compositore Joe Schittino e del librettista Alessandro Idonea.
Il lavoro è liberamente tratto da due atti unici del drammaturgo russo, “Una domanda di matrimonio” e “L’orso”, qui unificate nel sottotitolo “Tempeste da salotto”, le stesse che agitano una partitura strutturata in due atti e nove quadri. La prima esecuzione assoluta andrà in scena al Teatro Sangiorgi di Catania il 13 (alle 11), il 14 (alle 17.30) e il 15 marzo (alle 17.30), dopo il successo riscosso in febbraio dalla première di un’altra dall’impostazione cameristica, “Il quinto moschettiere”, musicata da Matteo Musumeci su libretto di Vincenzo Vivo, altro prestigioso tandem. Così l’ente riporta la lirica nella storica sala Liberty del Sangiorgi in via Sangiuliano, divenuto spazio privilegiato per veicolare gli odierni linguaggi del teatro musicale, con una inclusiva politica dei prezzi (posto unico a € 7).

Teatro Sangiorgi a Catania, icona liberty degli anni del primo ‘900
Come sottolinea il sovrintendente Giovanni Cultrera di Montesano: «Con “Le nozze dell’orso” il Teatro Massimo Bellini conferma la propria scelta di investire nella creatività dei compositori che animano l’agone contemporaneo, una prospettiva già avviata da qualche stagione per la musica sinfonica e da quest’anno aperta anche alla lirica. Una progettualità che promuove il nuovo e si affianca all’ampia selezione del repertorio esistente. Così, mentre nella ottocentesca sala del Bellini proponiamo in linea di massima il passato più o meno recente del melodramma, al Sangiorgi assolviamo alla diversa e precipua missione di essere scenario del futuro».
E prosegue: «Si tratta dunque di un’offerta simultanea di lirica effettuata su due sedi, circostanza più unica che rara anche a livello nazionale. In altre parole, la rivoluzione – per certi aspetti epocale – è proprio questa: parallelamente alle opere allestite nel Massimo catanese, sull’altro palcoscenico di via Sangiuliano si programmano partiture inedite per continuare ad alimentare il teatro musicale attraverso incarichi ad hoc. La nostra programmazione interseca così tradizione e innovazione, allestendo nel medesimo periodo due titoli lirici, come in questo momento che vede in calendario sia “La vedova allegra” di Lehár che “Le nozze dell’orso” di Schittino. A riprova della variegata e intensa attività dell’ente, anche l’opera da camera “Il quinto moschettiere”, rappresentata anch’essa in prima mondiale al Sangiorgi lo scorso febbraio, seguiva di poco l’”Aida” verdiana, per poi intrecciarsi all’offerta musicale di concerti e recital. È questo uno dei punti di maggior forza di un teatro che non si ferma mai. Un altro dato particolarmente rilevante, in entrambe le sale, è la presenza dei giovani e dei giovanissimi, in particolare studenti, attratti sia dai classici che dalle nuove frontiere».

Giovanni Cultrera di Montesano
Tra le sorprese della stagione si annovera dunque l’opera da camera d’impianto cechoviano. Sul palcoscenico una compagnia di alto livello. L’Orchestra è quella del Bellini, sul podio Domenico Famà, mentre la regia è affidata a Davide Garattini Raimondi. Nel ruolo di Natal’ja Stepanovna si succederanno i mezzosoprani Lara Rotili al primo atto e Sofia Janelidze al secondo. Il baritono Italo Proferisce interpreta i personaggi di Ivan Vasil’evič Lomov e di Luka, il tenore Ivan Tanushi veste i panni di Stepan Stepanovič Čubukov e Grigòrij Stepànovič Smirnòv. Il nuovo allestimento dell’entreè realizzato con le scene e le luci di Paolo Vitale e i costumi di Giovanna Giorgianni.
Nel salotto borghese immaginato da Čechov – luogo ufficiale della casa ma anche teatro di confessioni e schermaglie – ecco che orgoglio, ipocondria e desiderio si trasformano in materia incandescente. Scrive Schittino nella sua nota di sala: «Ogni tempesta che si rispetti non è mai uniforme, men che meno prevedibile; se poi a essere coinvolti sono i sentimenti umani e se l’azione è un “salotto”, il dramma si potenzia, si concentra e diventa esplosivo come la pallottola che i due protagonisti non spareranno mai l’uno contro l’altra. La musica non vuole prevedere niente, perciò li segue passo passo, godendosi l’imprevedibilità delle loro reazioni senza commentare mai pedissequamente l’azione».

Joe Schittino
Sulla costruzione drammaturgia si sofferma Alessandro Idonea, che come in altre occasioni, depone le vesti del regista per assumere quelle del librettista: «“Le nozze dell’orso” nasce dall’incontro di due celebri atti unici di Anton Čechov, “La domanda di matrimonio” e “L’orso”, riletti in chiave contemporanea e fusi in un unico meccanismo scenico ironico e brillante. Tra caratteri esasperati, orgoglio ferito, solitudini e improvvisi slanci d’amore, i personaggi si muovono in una spirale di dialoghi serrati, litigi e malintesi. In un vortice comico che trasforma conflitti e convenzioni sociali in pura energia teatrale, lo spettacolo restituisce con intelligenza l’eterno caos dei sentimenti e delle relazioni umane».

Alessandro Idonea
Lo conferma il regista Davide Garattini Raimondi: «Ogni volta che ho la fortuna di lavorare sui testi di Anton Čechov è per me un grande piacere, ma soprattutto un’importante occasione di crescita. In un periodo storico in cui tutto viene preso troppo sul serio, spesso nel modo sbagliato, confrontarsi con la sua ironia sottile diventa un esercizio prezioso di leggerezza, quella capacità profonda che ci aiuta ad affrontare anche le difficoltà con lucidità. È ancora più stimolante farlo in un linguaggio lirico, dove la musica amplifica atmosfere e caratteri. Gli atti unici, oggi, sembrano uno specchio della nostra società: i loro personaggi grotteschi ci appaiono incredibilmente vicini, al punto che la realtà sembra talvolta più teatrale del teatro stesso».
Gli autori di questa novità non hanno bisogno di presentazioni. Al siracusano Joe Schittino si devono opere liriche e lavori sinfonico-corali eseguiti in prestigiosi teatri e festival italiani ed esteri. Alessandro Idonea, figlio d’arte, si è a sua volta imposto come regista e drammaturgo di importanti produzioni in ambito nazionale. Con “Le nozze dell’orso” hanno sviluppato un gioco di ironia e desiderio, che trasforma la quotidianità in un teatro dell’assurdo, pervaso di una comicità grottesca e irresistibile, in cui i voti nuziali sbocciano tra paradossi, malintesi e piccole manie. Un raffinato congegno musicale, capace di restituire l’imprevedibile tsunami dei sentimenti umani.
Schedula per Ore
Le repliche
- h 11 - h 13
- Venerdì 13/3/2026
- h 17.30 - h 19.30
- Sabato 14/3/2026
- h 17.30 - h 19.30
- Domenica 15/3/2026



Commenti