A Sant’Agata li Battiati con i libri di Domenico Trischitta e il jazz del Marcello Arrabbito Trio
Si terrà mercoledì 13 agosto, dalle ore 20, nei Giardini del Polo culturale “Giovanni Verga”, in via dello Stadio 19 a Sant’Agata Li Battiati, il sesto incontro del format Jazz@Library prodotto da #Battiatijazz e Associazione Musikante, fondata dal batterista Antonio Petralia. Per un ferragosto che si rispetti chiudere le giornate calde e lavorative con Domenico Trischitta che sarà intervistato dall’intellettuale Giovanni Coppola in occasione del nuovo libro “1999” pubblicato da FuoriAsse Edizioni. Dopo l’incontro seguirà il concerto del trio del batterista Marcello Arrabito con Rosario Di Leo alle tastiere e Riccardo Grosso al contrabbasso.
Undici anni di format creato da Antonio Petralia con la collaborazione di Salvatore Massimo Fazio, oggi assessore alla Cultura e allo spettacolo del Comune di Sant’Agata li Battiati, e del compianto Gianluca Vittori0, che è stato richiesto e portato in tante altre piazze ma che non tradisce mai la ‘base’ di Battiati, come l’appellano i fondatori. Sempre alti livelli, basta ricordare negli anni la maggiore studiosa di Dostoevskij, Nina Nocera o i candidati allo Strega Elena Marini e Vladimir Di Prima o la sorpresa Danilo Mauro Castiglione per la letteratura o gli iconici jazzisti di fama mondiale Simona Trentacoste, Giorgia Crimi o Angelo Di Leonforte. Un bellissimo format che riempie le caldi estati di frescura estiva presso la floreale cornice dei giardini del Polo Culturale voluto fortemente dal sindaco Marco Rubino.
Domenico Trischitta

Domenico Trischitta, foto di Salvo Garozzo
Nel 1995 è aiuto regista di Franco Battiato nel “Socrate impazzito” di Manlio Sgalambro andato in scena nell’Estate Catanese. Esordisce come autore teatrale nel 1999 al Teatro Quirino di Roma con il testo “Sabbie Mobili”, interpretato da Guia Jelo ed Eugenio Marinelli, con la regia di Ennio Coltorti e prodotto da Rai International, è andato in onda in America Latina e Australia. Nel dicembre del 2001 è andato in scena con il suo testo “Autunno a Puteaux” con la regia di Alessandro Di Robilant, prodotto dall’Azienda Provinciale Turismo di Catania, e interpretato da Donatella Finocchiaro, Giovanni Carta e Giovanni Moschella. Nell’ottobre 2002 è andato in scena al Teatro Greco di Roma il suo “Bellini a Puteaux” (pubblicato dalle “EI” edizioni di Roma) con la regia di Ennio Coltorti ed interpretato da Paolo Briguglia. Dal maggio del 2003 il monologo è stato trasmesso dal canale televisivo Cult. Nel maggio 2004 è andato in scena a Catania (sala Magma) il suo monologo “Notte a Catania”, interpretato da Alessandro Quasimodo (figlio del Premio Nobel Salvatore). Nell’ottobre del 2005 è andato in scena in prima assoluta, prodotto dal Teatro del Canovaccio di Catania, “La Vendetta del Gattopardo”. E nel novembre dello stesso anno, nell’ambito della rassegna “Percorsi” di Catania, è stato ripreso il suo “Bellini a Puteaux” con Donatella Finocchiaro protagonista e sempre diretto da Alessandro Di Robilant, nella cornice ottocentesca del Palazzo del Toscano. Nel luglio 2007 è stato uno degli autori inseriti nel recital “Addio San Berillo” per la rassegna di Etnafest e con la regia di Guglielmo Ferro. A novembre 2009 è stato ripreso il suo “Notte a Catania” che ha debuttato al Teatro della Posta Vecchia di Agrigento, con la regia di Francesco Di Vincenzo. Nel 2014 viene rappresentato il suo monologo “Della pornostar” ne “La confessione” del regista Walter Manfrè. Nell’aprile del 2016 è andato in scena il suo lavoro teatrale “Sabbie mobili”, prodotto dal Teatro Stabile di Catania, con la regia di Massimiliano Perrotta e con Guia Jelo protagonista nei panni di Daniela Rocca, la sfortunata attrice catanese di “Divorzio all’italiana” di Pietro Germi. In occasione della rappresentazione è stato pubblicato il libretto del dramma “Sabbie mobili” (Algra editore), con la prefazione di Lorenzo Perrona e la postfazione di Giuseppe Manfridi. Nel 2017 debutta lo spettacolo teatrale “Glam city” tratto dall’omonimo romanzo, con la regia di Nicola Alberto Orofino e l’interpretazione di Silvio Laviano, rappresentato anche al Nuovo teatro della Sanità di Napoli e al Teatro di Sant’Agostino di Genova.
Nel 2020 il portale di Rai Cultura dedica uno speciale allo scrittore catanese, con interventi di Maria Attanasio, Silvio Laviano, Daniela Marcheschi, Silvio Perrella e Lorenzo Perrona.
Nel 2025, Rai Cultura pubblica un dialogo tra lo scrittore catanese Domenico Trischitta e l’oprante e cuntista palermitano Mimmo Cuticchio, i quali raccontano la trasformazione di Palermo e Catania, attraverso la propria esperienza artistica e letteraria.

Marcello Arrabito Trio
Il 42enne batterista jazz sciclitano Marcello Arrabito, con esperienza nazionale ed internazionale, si è affacciato in questo ambiente in giovanissima età ed ha avuto modo sin da subito di farsi apprezzare per le doti tecniche e la sensibilità musicale. Con alle spalle tanti seminari comincia a calcare gradualmente palchi di rassegne jazz e festival importanti fino a guadagnarsi la collaborazione con grandi nomi del jazz. Tra questi: Giovanni Mazzarino, Andrea Beneventano, Dino Rubino, Seby Burgio, Alessandro Presti, Orazio Maugeri, il chitarrista francese Sandro Zerafa, la cantante americana Joy Garrison, il trombettista di fama mondiale Stjepko Gut, il grande chitarrista milanese Gigi Cifarelli e tanti altri.
Riccardo Grosso
Semplice, diretto, asciutto e bravissimo, così si presenta: “sono un contrabbassista di Catania”.
Rosario Di Leo
La sua musica è una sintesi di sonorità jazzistiche, elementi di prog-rock, textures sonore cinematografiche e linee classicheggianti. Recente è la specializzazione in film scoring e production, con il maestro Francesco De Donatis (Berklee) e il sound Engineer Sergio Prezioso, dove ha approfondito lo studio della composizione e orchestrazione classico-contemporanea, oltre che mixing, mastering, midi mockup e music production in generale. L’ingresso di Rosario nell’universo della musica avviene intorno ai 10 anni, per via di un regalo – la diamonica Bontempi – da parte del papà, musicista cronico anche se per diletto. Su quella tastiera inizia già a comporre i primi frastuoni. Folgorato da Chick Corea, Keith Jarrett, Bill Evans, Michel Petrucciani e Bach, Rosario si iscrive all’Università della musica e dopo al Saint Louis college of music di Roma, dove studierà pianoforte jazz e arrangiamento con Riccardo Fassi, Andrea Beneventano, Pierpaolo Principato, Claudio Colasazza e Roberto Spadoni, oltre che musiche da film con Gianluca Podio. Musicista appassionato e studioso versatile, diviso tra la pratica e lo studio delle “ragioni” della musica, Rosario si è da sempre approcciato alla musica e all’arte in generale in maniera trasversale, con uno spirito libero e curioso e con la sola idea che questi ambiti non conoscono limiti né barriere di nessun tipo. Nel 2017 Rosario si trasferisce a Parigi, dove consegue il Master in Musique et musicologie, oltre che un enorme bagaglio di conoscenze sul piano musical-performativo. Significativi, tra gli altri, gli incontri con Laurent Cugny (musicista e prof. Sorbonne) e Vincenzo Caporaletti (musicologo) che aprono un varco verso nuove strade e nuovi significati della musica.




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