A Catania il “Primo amore” di Mannarino
Dopo il successo del suo primo tour internazionale con cui lo scorso anno ha incantato l’Europa intera, Alessandro Mannarino torna live nel 2026 con nuovi appuntamenti che da giugno a settembre lo vedranno calcare i palchi dei più importanti festival, a 3 anni di distanza dal suo ultimo tour estivo in Italia.
Il tour, prodotto da Vivo Concerti in collaborazione con Concerto Music e VignaPR, partirà il 25 giugno dallo Sherwood Festival di Padova, per poi proseguire il 27 giugno al Flowers Festival di Collegno (Torino), il 4 luglio al Musart Festival di Pratolino (Firenze), il 10 luglio al Rock in Roma, l’11 luglio a Napoli, il 15 luglio al Summer Knights a Pisa, il 17 luglio all’Altraonda Festival di Genova, il 24 luglio al Sound Lake Park Festival di Cernobbio (Como), l’1 agosto a Suoni Controvento ad Assisi (Peregia), il 2 agosto all’Acieloaperto Festival di Santa Sofia (Forli-Cesena), il 9 agosto al Locus Festival di Locorotondo (Bari), l’11 agosto all’Alguer Summer Festival di Alghero (Sassari), il 13 agosto al Roccella Summer Festival di Roccella Jonica (Reggio Calabria), il 22 agosto al Terrasound Festival di Pescara, il 5 settembre a Catania (Villa Bellini), l’11 settembre al Parco della Musica di Milano e terminerà il 4 ottobre al Musicastelle di Antey-Saint-Andrè (Aosta). L’unico appuntamento siciliano è inserito nel cartellone del Wave Summer Music, il festival itinerante promosso da Giuseppe Rapisarda Management e fa parte del cartellone del Catania Summer Fest del Comune di Catania.
I biglietti per Catania – posto unico € 43,70, sono disponibili online su Ticketone.it e nei punti vendita autorizzati.

Mannarino 2026 live, foto Fabio Marchiaro
E l’8 maggio Mannarino lancia il nuovo progetto discografico “Primo amore”, album che segna una nuova fase del suo percorso artistico e conferma l’artista tra le voci più incisive del panorama italiano contemporaneo, interprete di un cantautorato popolare e non convenzionale. “Primo amore” è un mondo sonoro in cui c’è un uomo sospeso tra cielo e terra, vita e morte, luce e oscurità. Il disco nasce da una profonda ricerca di senso e si sviluppa attorno a una domanda essenziale: chi siamo davvero? Il titolo “Primo amore” rimanda al momento in cui qualcosa nasce e, allo stesso tempo, muore per sempre. È lì che tutto diventa eterno. Il disco prende forma come un viaggio circolare, una traiettoria emotiva che inizia e si conclude da dove era iniziato. Dopo un’apertura più luminosa e impulsiva, il racconto si addentra progressivamente in una dimensione più interiore e immersiva. Anche nella scrittura, Mannarino sceglie di sottrarre piuttosto che aggiungere, cercando parole necessarie, capaci di restituire senso più che costruzione. Da questo smarrimento prende vita un lavoro attraversato dalla consapevolezza del dolore, ma sostenuto da energia, movimento e ritmo, vissuti come atto di celebrazione della vita.
Da qui nasce l’anima del disco: un continuo oscillare tra opposti che convivono e si rincorrono. Bene e male, vita e morte, essere e non essere, contrazione ed espansione. “Primo amore” si muove dentro questa danza continua sospesa tra realtà e immaginazione, istinto e visione, in un equilibrio instabile in cui ogni brano dialoga con l’altro. Le canzoni diventano così frammenti di un unico racconto emotivo e spirituale, attraversato da immagini quotidiane, slanci visionari e tensioni profondamente umane. C’è molto di Mannarino dentro questo album: nelle domande che pone, nelle contraddizioni che accetta, nella ricerca di una forma di verità che non sia una risposta definitiva, ma l’attraversamento delle cose.
Sul palco il cantautore alternerà i brani del nuovo progetto ai grandi classici del suo repertorio, da “Me so’ mbriacato” a “Statte zitta”, passando per “Serenata lacrimosa”, “Scetate vajo'”, “Cantaré” e “Fatte bacià”, in uno spettacolo costruito come un unico flusso musicale, senza interruzioni, capace di attraversare le diverse tappe della sua carriera. Il live nasce da un approfondito lavoro sugli arrangiamenti e dalla scelta di una formazione composta da Alessandro Chimenti, Matteo Pezzolet, Francesco Santalucia, Cesare Petulicchio, Lavinia Mancusi e Simona Sciacca, pensata per creare un’esperienza immersiva, sostenuta da una forte componente ritmica e da un’energia costante che accompagna il pubblico dall’inizio alla fine.
Una visione che affonda le radici nelle influenze musicali sudamericane e brasiliane, dove musica e fisicità convivono in un linguaggio comune e il concerto diventa un’esperienza da vivere anche attraverso il corpo, il movimento e la partecipazione. Il risultato è uno spettacolo che rilegge il repertorio di Mannarino attraverso nuovi arrangiamenti e una rinnovata dimensione sonora, in cui il confine tra palco e pubblico si fa sempre più sottile.



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