Blog Maggio per tutti, maggio di tutti. Maggio mese dei libri, maggio festa e onore per il lavoro. Maggio di tante novità e ritorni. Maggio come sempre il nostro rigoroso rispetto per chi lavora, per chi non trova lavoro, per chi non si arrende. Maggio per la copertina dove tutti sono #librocopertina
Come ogni anno il nostro maggio è dedicato ai lavoratori: a chi lavora, e a chi non lavora, le difficoltà sono per ambedue le facce della stessa medaglia e come ogni anno per il 1° maggio la copertina è per tutti quegli editori – piccoli, medi o grandi che siano che escono con le loro pubblicazioni anche nel giorno dei lavoratori. Segnaliamo, comunque, qualche ritorno e qualche novità e ricordiamo che non mancano eccellenti flashback di fine aprile: Roberto Mistretta con “Rosario Livatino. Un angelo in volo”, per la siciliana Algra; Sal Costa con “Colla“, ancora una volta per i tipi di Morellini e Salvo Zappulla con “La perdizione” per i tipi di Ianieri, ma anche Eliana Camaioni che cura un’antologia dal titolo “Messina Crime” per Algra. Cambiando posizione geografica, avevamo perso, per caso, le tracce del “nordico” più amato nel nostro blog? Per nulla! Francesco Permuniam ha lavorato a un progetto spettacolare e noi ve lo consigliamo: giorno 8 maggio esce con “Anime farfuglianti nella notte” per i tipi di Palingenia (lo abbiamo seguito passo dopo passo!).
Siete pronti per la vostra scelta nel mese che per antonomasia celebra la Madonna e il libro? Ancora. Poesia: dopo la fusione di quest’anno che l’ha vista entrare nel Gruppo PAP di Elena Mearini ecco fuori i primi due volumi di maggio della storica casa editrice Marco Saya Edizioni con la direzione editoriale affidata ad Antonio Bux: il 6 maggio con Cinzia Colazzo, “How To Paint A Poem. Come dipingere una poesia”, il 13 maggio con Roberto Masi, “Tutto è dire una parola”. Spettacolo e grande qualità in casa Apalós: la casa editrice di Siracusa torna con una antologia firmata da cinque penne al femminile di alto spessore: Arimatea, Di Grado, Fenicia, Galletta, Mallamo, per “Atlante intimo“, Insomma… avete tanto da scegliere.
Arrivederci alla prossima uscita.
Flashback di fine aprile
Sal Costa, Colla, Morellini
Scegli. Tradisci. Sopravvivi. Nel cuore di Catania anni ‘80, tre amici, una città infestata dalla mafia, e un sogno che si trasforma in incubo. Santino, Arturo e Tano hanno vent’anni e il futuro davanti, ma nella Catania degli anni di piombo, nulla è semplice. Quando accettano di attaccare manifesti elettorali per un oscuro partito politico, credono di aver trovato un modo facile per racimolare qualche soldo. Ma in una città dove mafia, politica corrotta e polizia collusa si intrecciano in una rete mortale, nessuna scelta è innocente. Intrappolati tra boss spietati, agenti senza scrupoli e giochi di potere più grandi di loro, i tre amici scoprono troppo tardi di essere diventati pedine sacrificabili. In un crescendo di violenza e tradimenti, la loro amicizia e i loro sogni si scontrano con la brutalità di un sistema che divora i più deboli. Un romanzo crudo e potente sulla gioventù siciliana degli anni di piombo, dove la “colla” non è solo quella dei manifesti, ma il legame invisibile che intrappola chi nasce dalla parte sbagliata.
Salvo Zappulla, La perdizione, Ianieri
Tiziano Parisi è cresciuto credendo nei valori della giustizia e della dignità del lavoro, ma in una famiglia spezzata: un padre assente e donnaiolo, una madre che da sola prova a tenere insieme i pezzi. Chiuso in sé, Tiziano trova un’unica, inquietante compagna: la sua ombra, con cui impara a dialogare fin da ragazzo. Trasferitosi a Milano, operaio e sindacalista combattivo, si innamora di una collega e sogna una vita onesta. Finché una sera l’ombra gli salva la vita, trattenendolo un attimo prima di un’esplosione. Da quel momento quell’ombra prende corpo, parola, potere: lo consiglia, lo blandisce, lo spinge verso il cinismo. Tiziano abbandona la fabbrica e l’amore, sposa la figlia di un miliardario che non desidera, diventa un uomo potente, persino senatore, ma sempre più lontano da se stesso. Solo, circondato dal vuoto di relazioni spezzate e compromessi morali, scoprirà il segreto che ha rimosso e capirà che quell’ombra è un demone che lo ha guidato alla vera perdizione: una vita sacrificata al successo, che non sa dare felicità.
Adelaide Bernardini, Nel sogno e nella vita. Novelle del mondo occulto, a cura di Dora Marchese, Algra
Desideri inconfessabili, passioni travolgenti, inquietudini segrete: le novelle di Adelaide Bernardini aprono al lettore le porte di un universo narrativo intenso e sorprendentemente moderno. La raccolta “Nel sogno e nella vita” propone una vera rarità: la pubblicazione delle novelle di argomento occulto, dove il desiderio si intreccia al mistero e l’invisibile si fa esperienza narrativa. Al centro, una scrittura coinvolgente e incisiva che intreccia introspezione psicologica e istanze emancipazioniste, scandagliando le zone d’ombra della coscienza. Voce audace e autonoma, Bernardini testimonia una sorprendente vocazione allo sperimentalismo e un dialogo originale con le suggestioni spiritiste del tempo di cui il marito, Luigi Capuana, fu tra i più autorevoli indagatori. Poche donne si avventurarono nel perturbante: Bernardini lo fa coniugando, con sottile tensione narrativa, Eros, Thanatos e soprasensibile.
Roberto Mistretta, Rosario Livatino. Un angelo in volo, Algra
Rosario Livatino, il giudice assassinato in un agguato da quattro giovani killer della stidda il 21 settembre 1990 e beatificato dalla Chiesa il 9 maggio 2021, quale martire della giustizia e della fede, visse fin da bambino un’esistenza piena ed edificante, in cui rispetto per gli altri, mitezza, dedizione e fede furono per lui compagni di un cammino lineare e coerente con quei principi che mai lo abbandoneranno, neppure quando, da magistrato, dovrà giudicare gli altri. In questa biografia romanzata, ricca di aneddoti e testimonianze di vita vissuta, il lettore, pagina dopo pagina, farà la conoscenza del mondo interiore di Rosario Livatino e, insieme a lui, conoscerà gli amatissimi genitori, mamma Rosalia e papà Vincenzo, il nonno sindaco con cui giocava a scopa, gli amici e i compagni di scuola, ma anche la sua città, Canicattì, dove visse un’infanzia serena e dove, conclusi gli studi classici, maturò la scelta di entrare in magistratura. L’opera è divisa in quattro parti: Infanzia; Adolescenza e giovinezza; Magistratura e il diario di ogni giorno; 1990.
Patrizia Debicke van der Noot, L’inglese di Tiziano, AltreVoci edizioni
Dicembre 1545. Un’Europa lacerata dallo scontro tra cattolici e protestanti guarda a Trento, dove il Concilio è destinato a cambiare il destino della cristianità. Dietro le solenni vesti cardinalizie si muovono però ambizioni e intrighi, mentre Enrico VIII, sovrano crudele e ormai instabile, trama contro i suoi nemici. In questo clima di sospetto parte per l’Italia Lord Templeton, giovane e brillante inviato segreto della corona inglese. La sua prima tappa è Venezia, città di maschere e inganni, dove sotto la copertura di un ritratto di Tiziano sventerà un complotto mortale durante un fastoso ricevimento di Carnevale, salvando la vita al cardinale Alessandro Farnese. Giunto a Roma, Templeton conquista fiducia e potere, ma nella città eterna, dove fede e corruzione si intrecciano, cadrà in una rete di desiderio e tradimento. Quale segreto nasconde davvero? E qual è il vero obiettivo della sua missione? Il tempo stringe: un piano infernale è in atto e il destino dell’Europa è appeso a un filo.
Gabriele Parpiglia, Dalla discoteca si esce senza voce, non senza vita. Corinaldo: una strage senza risposte, Mursia
«Mia sorella ci ha rimesso la vita per una sola parola: superficialità»
Il libro inchiesta “Dalla discoteca si esce senza voce, non senza vita” di Gabriele Parpiglia analizza e ricostruisce la tragedia avvenuta nella discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona) nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 2018. Durante l’attesa per un’esibizione di Sfera Ebbasta, una “banda dello spray” ha spruzzato sostanza urticante tra la folla per compiere furti, scatenando il panico. Nella fuga precipitosa verso l’uscita di sicurezza numero 3, la pressione della calca ha fatto cedere una balaustra metallica corrosa, causando la caduta di decine di persone in un fossato sottostante e la morte per schiacciamento e asfissia di sei persone. Il libro ricorda le sei vite spezzate: i cinque adolescenti Asia Nasoni, Benedetta Vitali, Daniele Pongetti, Emma Fabini, Mattia Orlandi e una madre, Eleonora Girolimini, che aveva accompagnato la figlia undicenne. L’inchiesta evidenzia che la discoteca era in realtà accatastata come “magazzino agricolo” e non aveva certificati di agibilità adeguati. Viene denunciata l’economia del “sold out” (vendere più biglietti della capienza consentita per coprire i costi elevati degli artisti) e la mancanza di controlli da parte delle autorità. Francesco Vitali, fratello di una delle vittime, identifica nella superficialità culturale e amministrativa la vera causa della strage. Sottolinea come la tragedia fosse evitabile se le norme di sicurezza e i controlli fossero stati applicati rigorosamente. Il racconto mette a confronto questo evento con altre tragedie simili, come quella di Crans-Montana del 2026, per evidenziare come la mancanza di prevenzione continui a causare morti evitabili nei luoghi di divertimento. Dalla discoteca si esce senza voce, non senza vita è uno strumento di sensibilizzazione, specialmente per i giovani nelle scuole, affinché la memoria di quanto accaduto si trasformi in una maggiore consapevolezza sulla sicurezza e impedisca il ripetersi di simili eventi. Questo libro nasce dalle voci di chi c’era quella notte, di chi ha visto, vissuto, sofferto, di chi ha perso sorelle, fratelli, figli, amici, e di chi è sopravvissuto portandosi dentro il peso di quella sopravvivenza. Non è un libro sulla morte: è un libro sulla vita, su come si va avanti quando tutto crolla, su come il dolore può generare forza, la memoria può trasformarsi in giustizia, e sei nomi possono diventare un faro per le nuove generazioni. Questa è la loro storia. È la storia di quella notte maledetta e di tutto ciò che è venuto dopo. Ed è anche la storia di chi resta, lotta, non si arrende, continua a farsi domande. È tempo di ascoltare, è tempo di ricordare, è tempo di cambiare.
Le uscite di venerdì 1 maggio
Mary Shelley, Racconti italiani, Bibliotheka

I personaggi che si muovono in queste pagine, monache e fanciulle rinchiuse, viaggiatori malinconici, eroine sospese tra devozione e desiderio, vivono in una tensione costante tra ciò che li trattiene e ciò che li respinge. La fuga è il vero filo conduttore dell’intera raccolta. Lontani dalle atmosfere gotiche di “Frankenstein” e dalle riflessioni filosofiche dei romanzi maggiori, questi “Racconti italiani” rivelano una scrittrice attenta alle sfumature psicologiche, ai sentimenti e alle contraddizioni. I racconti sono ambientati a: Roma, Gaeta, Napoli, Paestum, Sorrento e al Passo del San Gottardo.
Dall’introduzione di Giulia Di Biagio: “L’Italia di Shelley non è solo uno scenario pittoresco o romantico, ma un laboratorio di sentimenti e di contrasti morali. L’autrice vi proietta le tensioni della propria epoca e della propria esperienza: la fragilità della donna in una società che la costringe, l’oscillazione tra fede e dubbio, la distanza tra l’ideale e la realtà. Attraverso lo sguardo di personaggi inglesi, stranieri o erranti, l’Italia appare come un Paese di splendore e corruzione, di fede ardente e ipocrisia, di passione e violenza: un vero e proprio microcosmo in cui si riflette il destino umano nella sua interezza. Ma l’elemento più affascinante di questi racconti è la loro modernità. Shelley vi intreccia introspezione e osservazione sociale, affetto e ironia, fino a delineare figure femminili complesse, animate da desideri e paure che non conoscono tempo”.
Le uscite di sabato 2 maggio
Stefan Zweig, Un debito pagato in ritardo, Palingenia

Mai pubblicato prima in Italia, uno degli ultimi – e dei più indimenticabili – racconti di Stefan Zweig. Quando in una locanda di paese del Tirolo, dove Margaret si è ritirata per un periodo di riposo rigenerante, all’improvviso fa ingresso un anziano male in arnese, che si dirige barcollando verso il bancone e in uno «strano tono magniloquente » ordina una birra, lei ha un sussulto: «Fin dal primo momento in cui entrò e sentii la sua voce, qualcosa in lui – non sapevo che cosa – mi aveva reso inquieta» racconta in una lunga lettera all’amica di gioventù Ellen. E quando, dopo essersi informata, viene a sapere che quel « vecchio decrepito, ubriaco, semiparalizzato, che viveva all’ospizio dei poveri », oggetto del disprezzo generale, altri non è se non Peter Sturzentaler, l’attore di teatro che lei e l’amica, da adolescenti, avevano venerato come « la quintessenza dell’elevato e del sublime, ammirato come pazze, amato alla follia », una pagina di un passato dimenticato riemerge con prepotenza. Ma non solo. Anche qualcos’altro, occultato da lungo tempo nei recessi più nascosti del suo intimo, riaffiora con lancinante nitidezza alla sua coscienza: « uno di quei segreti profondi che si nascondono, con aria di sfida, persino a sé stessi ». Il segreto di un debito morale che, in un « pericoloso minuto » della sua vita, ha contratto con quell’uomo. E un debito che ora può finalmente saldare – alleandosi con lui, per un momento, contro la volgarità e la crudeltà del mondo.
Le uscite di martedì 5 maggio
Liz Moore, Le canzoni di New York, NN Editore

New York, anni Duemila. Jax è la direttrice della famosa etichetta Titan Records, che gestisce in maniera inflessibile e competitiva, sempre alla caccia di nuovi cantanti da mettere sotto contratto. Finora la Titan ha potuto contare sul successo di Tommy Mays e la sua band, ma le mode musicali cambiano in fretta e bisogna essere pronti a intercettare i gusti del pubblico. Lo sa bene Theo, il talent scout che ha appena scommesso su un nuovo gruppo, i Burn, a cui ha chiesto di aprire gli ultimi concerti di Tommy Mays. Ma il cammino verso la fama è un continuo saliscendi, e Jax dubita che i Burn abbiano le carte in regola per farcela. Lei punta tutto, invece, sulla giovane, bella e talentuosa Lenore Lamont, che sembra immune da dubbi e paure. Finché il peso delle aspettative e una delusione d’amore risvegliano le fragilità della ragazza, proprio alla vigilia della sua occasione per conquistare il grande pubblico. Le canzoni di New York alterna le voci di protagonisti e comprimari sullo sfondo della città dei sogni, e ci rivela il lato nascosto dell’industria musicale, tra slanci, debolezze, compromessi, e i colpi di scena che, in un istante, possono trasformare un fallimento in una leggenda. Con il suo sguardo carico di umanità, Liz Moore ci riporta a quell’attimo inebriante in cui le luci si abbassano, cala il silenzio ed è tempo di esibirsi sul palcoscenico della propria vita.
Le uscite di mercoledì 6 maggio
Cinzia Colazzo, How to paint a poem. Come dipingere una poesia, Marco Saya Edizioni

“How to paint a poem – Come dipingere una poesia” di Cinzia Colazzo pare essere una vera e propria dichiarazione di poetica dell’autrice, giacché qui la scrittura, anche translinguistica, si fa soprattutto pittura verbale che ritrae personaggi e paesaggi, nature morte, scene di battaglia, vedute, collocando sulla pagina resti di vivande, bicchieri, interni bui, scaffali di supermercato. Questo poemetto sembra essere dunque un dispositivo che argina le derive emotive o le ambizioni dell’io e attribuisce alle scene un’oggettiva tinta, a partire dal terrifico non-colore bianco. Trovano così spazio poesie nate in lingua che si mescolano ad altre scritte direttamente in inglese e in tedesco, rigorosamente presentate con traduzione a fronte, dando vita a una raccolta polifonica dove non mancano punte dissacranti e caustiche, ma dove soprattutto non manca la ricerca di una polarità esistenziale che declina il proprio processo cognitivo attraverso un bosco di simboli altamente originali e spiazzanti.
Cinzia Colazzo, nata nel 1976, è vissuta in Salento, Liguria, Toscana e quindici anni a Berlino. Ha pubblicato le sillogi Il mare brucia (Pequod, 2023) e Luce al neon (Vita Activa Nuova, 2024, Premio Rilke). Nel 2024 è risultata finalista dei Premi letterari Arcipelago Itaca, Poesia del Mezzogiorno e Poesia di Strada; nel 2025 è stata finalista nella selezione di Bologna in Lettere, mentre la sua silloge breve 10 grammi di soda caustica è stata selezionata dal Premio editoriale di Arcipelago Itaca. Ancora nel 2025 è stata invitata a Bologna da RicercaBO, Dialoghi e Officina Roversi, a Lecce da Letture Prossime e a Berlino dalla Haus für Poesie.
Le uscite di venerdì 8 maggio
AA. VV., Atlante intimo, Apalós

Giusi Arimatea, Viola Di Grado, Bianca Fenizia, Veronica Galletta, Anna Mallamo, sono queste le cinque autrici della nuova antologia della siracusana Apalós, dove focus è la casa. La casa non è un insieme di mura, ma l’”Atlante intimo” della nostra psiche. Cinque tra le voci più acute della narrativa italiana tracciano la mappa delle dimore interiori, elevando gli spazi a catalizzatori di memorie radicate e di reverie (sogno ad occhi aperti). Qui, il concetto bachelardiano di spazio si svela. Dalla Cucina, focolare dell’ancestrale, al Salotto, gabbia di convenzioni. Dalla Stanza da Letto, culla di intimità, al Bagno, luogo di confronto con l’oscuro. A queste si aggiunge il Giardino, lo spazio esterno che simboleggia la tenacia, la crescita interiore e il legame con le proprie radici. Un’antologia sofisticata che invita a cercare la verità oltre le porte chiuse, nel rifugio della propria essenza. “Atlante Intimo” è un’opera potente e necessaria, che fa della casa la metafora della psiche.
Francesco Permunian, Anime farfuglianti nella notte, Palingenia Venezia
«In Permunian sembra di riconoscere ancora intatto il potere della scrittura letteraria come era inteso dai grandi maestri moderni, da Kafka a Céline a Beckett» (Emanuele Trevi)

Larve di scrittori, romanzieri e poeti che ballano gli ultimi passi di un valzer malinconico in certe stanze dell’editoria italiana e alla Fiera del libro di Francoforte; un direttore editoriale accusato di plagio che finisce dentro un ospizio a registrare i sogni e gli incubi degli altri ospiti; gruppi di lettura e circoli culturali di provincia simili a pollai di galline petulanti; una combriccola di professori a riposo che all’ora dell’aperitivo spolpano ossa di maiale in ricordo di quei poeti e scrittori di cui hanno filologicamente succhiato le ossa per fini accademici; nazifemministe che per protesta contro gli uomini incitano altre donne alla zoofilia con accoppiamenti non proprio giudiziosi; una cena a base di bolliti in un ristorante di Verona, con annesso pediluvio, che si trasforma in una trappola mortale; un’ingenua pulzella che spera di guarire dalla foruncolosi affidandosi alle cure di una santona celtica; un giovane e velleitario medico mancato che, sull’esempio di Antonin Artaud, apre un atelier teatrale in manicomio pur di continuare a mettere sempre in scena la stessa pièce di Tadeusz Kantor… E via di questo passo, pagina dopo pagina, in una rovinosa e grottesca discesa agli inferi che non risparmia niente e nessuno, immaginata e scritta da una delle menti letterariamente più visionarie e trasgressive d’Italia.
Gabriella Congiu, Maria Attanasio. Il tempo raccontato, Algra

Il libro, lettura tematica dell’universo letterario di Maria Attanasio, privilegia il tema della marginalità in cui la storia maiuscola e minuscola ha collocato alcuni personaggi che finiscono per essere fraintesi e alla fine ignorati. Accanto, il tema della forza mai urlata, della figura femminile che proviene dal desiderio di dare voce al proprio pensiero, dissolvendo la sensazione di marginalità, l’unica cifra concessa. Il saggio ripercorre, attraverso le analizzate forme di scrittura in prosa e in poesia, la centralità della Sicilia, momento di avvio della scrittura della Attanasio, e il suo superamento grazie al recupero della memoria proiettata oltre ogni forma di nostalgia. È articolato in sei capitoli dedicati a personaggi segnalati per la forza del pensiero e dell’azione: Paolo Ciulla, Catarina, Rose, Concetta, Rita di cui si segue il recupero, scavando al fondo dell’operazione della scrittrice e potessa calatina, sia che si tratti di figure prese in prestito dalla storia sia che, originali, diano corpo alle paure irrisolte di una società distopica.
AA. VV., Messina crime, Algra (a cura di Eliana Camaioni)

Otto racconti, otto delitti efferati all’ombra della città dello Stretto. Una discesa vertiginosa nel buio dell’animo umano, dove il territorio messinese, dalla costa ionica a quella tirrenica, si trasforma nel palcoscenico ideale per il male. Gli autori del Collettivo Messina Scrive firmano un’antologia crime mozzafiato, indagando ombre e misteri di una terra intrisa di sangue e segreti. Dall’esecuzione sotto la rocca di Tindari per una libertà estrema, all’omicidio di una scrittrice in corsa per lo Strega; dallo scheletro che riemerge dal solaio di una chiesa, ai delitti seriali che tormentano giovani donne. La violenza esplode tra ossessioni tossiche in sale d’attesa e visioni oniriche di vedove e idraulici maledetti, fino agli intrecci tra giornalismo e massoneria, per chiudersi con il tragico epilogo di amori mai finiti. Ogni pillola nera è un colpo al cuore, un viaggio visionario e spietato tra le pieghe di una Messina mai vista, dove ogni angolo nasconde un colpevole e ogni vittima urla la sua verità. Riuscirete a guardare nell’abisso senza vacillare?
Il soldato e il professore. I testi integrali degli interrogatori della dittatura brasiliana a Paulo Freire, a cura di Joana Salém Vasconcelos, Bibliotheka

Dopo il colpo golpe del 1964 che si concluse con la deposizione del presidente Goulart e inaugurò la dittatura militare, il pedagogista e teorico dell’educazione Paulo Freire (1921-1997) viene arrestato per oltre settanta giorni e interrogato due volte. La sua attività, orientata a liberare gli oppressi attraverso l’educazione, è vista con sospetto dal regime militare, che lo considera un sovversivo. Gli interrogatori del tenente colonnello Hélio Ibiapina si svolgono il primo luglio, due settimane dopo l’arresto, e il 16 settembre. I due uomini si ritrovano nella stessa stanza. Uno interroga l’altro. L’incontro è teso. E non potrebbe essere altrimenti perché sono in gioco due opposte visioni del mondo. I documenti dell’inchiesta, noti agli storici e agli specialisti, vengono ora pubblicati integralmente, annotati e contestualizzati nel libro Il soldato e il professore a cura della storica brasiliana Joana Salém Vasconcelos.
Marta Palazzesi, L’occhio di Gaudì, Vallecchi

Barcellona, 12 giugno 1926. Mentre la città è ferma per l’ultimo saluto ad Antoni Gaudí, tra la folla in lutto una giovane donna osserva il feretro con uno sguardo intriso di odio. Cosa lega il genio dell’architettura a quel rancore silenzioso? Per rispondere, bisogna tornare indietro di sei mesi. Nel novembre del 1925, il ventiduenne Gabriel Fàbregas arriva a Barcellona da Valencia con una sacca in spalla e un segreto nel cuore. Figlio di un uomo morto tragicamente durante la Semana Trágica del 1909, Gabriel ha sfidato il volere materno per inseguire l’ossessione che aveva consumato suo padre: la bellezza ribelle dell’architettura modernista. In una città vibrante ma oppressa dalla dittatura di Primo de Rivera, Gabriel trova lavoro nel cantiere della Sagrada Familia. Qui, tra la polvere e la maestosità del trencadís, il ragazzo entra in contatto con l’universo di Gaudí, ma la sua ricerca della verità lo trascina presto in un labirinto di sparizioni e passioni proibite. L’incontro con la misteriosa Irene e il legame con l’eccentrico professor Eusebio Camps y López lo porteranno a scoprire che dietro le facciate impeccabili del Paseo de Gracia si celano ombre inquietanti e segreti inconfessabili. Marta Palazzesi ricostruisce l’atmosfera di un’epoca sospesa tra sfarzo e rivolta, dalle taverne di calle Sardenya ai salotti dell’alta borghesia. “L’occhio di Gaudí” è un viaggio emozionante nel cuore di una Barcellona che, nel momento in cui saluta il suo genio più grande, si scopre nuda davanti alle proprie contraddizioni.
Le uscite di martedì 12 maggio
Oliviero Arzuffi, Indagine sul sacro, Oltre

Questo libro è un’introduzione al mondo del sacro nelle sue molteplici manifestazioni e un’indagine sulle origini delle grandi religioni universali, fatte attraverso la lettura dei rispettivi testi sacri e con un occhio attento allo stato attuale della ricerca storica, delle evidenze archeologiche e dei più recenti reperti paleografici che possono rendere credibili o problematici alcuni aspetti del Buddismo, dell’Ebraismo, del Cristianesimo e dell’Islam. Scoperte decisive in proposito sono state fatte in questi ultimi anni, ma confinate impropriamente nella ristretta cerchia degli addetti ai lavori, perché hanno avuto pochissima risonanza negli organi di informazione di massa, come fossero trascurabili notizie di cronaca, quando invece riguardano le scelte di vita di miliardi di persone. Senza il concetto di sacralità della vita, prevale il diritto della forza, aprendo la strada a nuovi stermini e alla perdita delle libertà personali. Il libro non è solo un saggio storico, ma un appello al rigore scientifico e alla riflessione critica. L’autore invita a non cedere alle “cialtronate” del web e a riscoprire il sacro come argine contro la deriva etica e intellettuale del mondo moderno.
Omar Di Monopoli, Il santo degli assetati, NN Editore

Salento, anni Novanta. Alberto, tecnico idrico della Regione, è in viaggio fra Taranto e Brindisi con il figlio Nicola per convincere gli abitanti a cedere i terreni necessari per la costruzione di un dissalatore, opera decisiva per portare acqua potabile in una terra arsa da una siccità antica e inesorabile come una maledizione. Arrivati a Torre Languorina, però, l’accoglienza è tutt’altro che cordiale: il paese è dominato dal boss locale, Pà Nasi, e gli abitanti vedono l’esproprio come l’ennesima promessa tradita dallo Stato. Tra polizia, mafia e Chiesa emergono chiaramente connivenze e interessi, finché, all’improvviso, un incidente stradale segna l’inizio del caos: Alberto viene rapito, Nicola, braccato dagli scagnozzi, stringe un’insolita alleanza con Piera, la figlia di Pà Nasi, decisa a fuggire da casa e dal padre. Mentre il giorno volge al termine e la guerra tra i clan si consuma, una tempesta improvvisa si rovescia sulle terre aride, richiamando la sinistra leggenda di San Nepomuceno, punito da Dio per aver preteso la fine della sete. Un romanzo nero, ironico e folgorante: Omar Di Monopoli racconta un Sud arcaico e ferito, governato dalla sete d’acqua e di redenzione. In una lingua barocca e abbagliante, Il santo degli assetati è una tragedia contemporanea dove la salvezza è un miraggio e la verità un lampo nel mezzo della tempesta.
Le uscite di mercoledì 13 maggio
Roberto Masi, Tutto è dire una parola, Marco Saya Edizioni

In “Tutto è dire una parola” di Roberto Masi un nitore soggiacente alla scrittura muove in sordina i fili di una trama d’amore che del tragico fa ammenda riannodando nei cocci della storia un ponte, apparentemente incrollabile, tra due sentimenti. È la storia di una casa fantasma dunque il pretesto che muove le intenzioni dell’intero poemetto, svolto in versi liberi ma consapevoli della propria metrica interna, che si accende e detona a seconda del movimento imposto di volta in volta dalle istanze interiori del poeta. Masi chiama a raccolta infatti molti degli echi delle fratture quotidiane non cercando però sanazione, piuttosto una specie di mimesi con tale senescenza. Ed è così che l’opera viaggia parallela con quella sensazione di abbandono che per tutto lo scorrere dei testi ricorda al lettore che la forza della poesia risiede proprio nella sua virtù più precipua, ovvero saper dire molto con poco o, meglio detto, avverando quel poco che in realtà è tutto ciò che veramente conta.
Roberto Masi (Firenze, 1975) si muove tra filosofia e poesia. Suoi testi sono apparsi su riviste di settore e collettanee legate all’Istituto Italiano Studi Filosofici di Napoli. Un estratto della sua raccolta, Si dissolva l’opaco (Ensemble) è stato tradotto in lingua serba e pubblicato nell’annuario della Matika srpska. Ha pubblicato inoltre: Eccitare l’abisso – Viaggio sentimentale nella logica del dubbio (Homo Scrivens; Premio Città del Galateo); Fuga dalla ragione – Il pensiero del gorilla (Homo Scrivens; Premio Nazionale di Filosofia le figure del pensiero). Nel 2024 è uscita la sua seconda raccolta poetica Specie domestica (Terra d’ulivi Edizioni).
Le uscite di venerdì 15 maggio
Emilio Manzotti e Luciano Zampese, Il testo poetico. Metodi, strumenti esempi d’analisi linguistica, Vallecchi

Il manuale si rivolge al pubblico degli specialisti in divenire (gli studenti universitari di lettere e di lingue) e a quello degli specialisti in atto: i docenti di italiano della scuola superiore. Ma nelle intenzioni il manuale si rivolge a tutti i lettori di poesia sensibili agli aspetti formali, espressivi del testo poetico, e interessati a una sua comprensione analitica e approfondita, la sola che assicuri e moltiplichi il piacere della lettura. L’ambito teorico e gli strumenti metodologici e concettuali saranno quelli della linguistica testuale contemporanea, che riconosce nelle proprietà di coerenza articolate ai vari livelli (referenziale, tematico, logico-argomentativo e illocutivo) e nelle manifestazioni puntuali della coesione il proprium della testualità. Non un panorama di tutti gli strumenti, ma selezioni, assaggi e approfondimenti puntuali che il lettore potrà poi estendere analogicamente.
Fabrizio Binacchi, Sorprese in tv. Luoghi e personaggi visti da molto vicino, CN (Gruppo Oligo)

Memorabile il balletto in strada, proprio in Via Teulada, con Loretta Goggi e tutto il corpo di ballo. Era la sigla della trasmissione “Via Teulada 66”, storico indirizzo della Tv a Roma. Ed essendoci in quelle palazzine anche i telegiornali, ecco che un giornalista si trova coinvolto nello spettacolo: prima sorpresa in Tv. Dal primo giorno al Tg1 alla direzione Rai Emilia-Romagna, passando per Linea Verde e per il centro di produzione di Milano, con oltre mille dipendenti: quarant’anni in Tv in cui Fabrizio Binacchi, mantovano di Suzzara, ha incontrato persone e personaggi e ha organizzato trasmissioni ed eventi come lo “Zecchino d’Oro” e i due Festival di Sanremo di Fabio Fazio; e ancora “Pavarotti and Friends” e il rientro di Adriano Celentano con “Francamente me ne infischio”, sempre con sorprese dopo sorprese, retroscena e aneddoti con protagonisti, spesso a loro insaputa, personalità del calibro di Giuliano Amato, Bruno Vespa, Francesco Cossiga, Enrico Mentana.




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