mercoledì 23 agosto 2017

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Zanne Festival, il rock internazionale emigra dall'Etna alla Plaia

Musica

Sarà il Parco del Castello D'Urso Somma di Catania e non più la pineta Monti Rossi di Nicolosi ad ospitare la quarta edizione della kermesse rock che vanta nomi internazionali tra gli headliner del calibro di Einstürzende Neubauten, Air, e Soulwax


di Redazione SicilyMag

Dal 21 al 23 luglio torna dopo un anno di pausa Zanne Festival, festival rock catanese, che a pochi giorni dall'avvio è costretta a cambiare location. "Sì, avete capito bene e siamo certi ci perdonerete per la notizia che giunge come un fulmine a ciel sereno. Anche per noi - hanno scritto sul sito gli organizzatori -, una scelta così repentina e difficile non dipende, come potete immaginare, dall’organizzazione del Festival. Eravamo davvero entusiasti della nuova “casa”, la pineta Monti Rossi di Nicolosi, e abbiamo cercato di farvi invaghire di quel luogo esattamente come era successo a noi quando abbiamo detto “sì, l’abbiamo trovato”. Purtroppo le improvvise misure di sicurezza introdotte dalla circolare Gabrielli hanno reso la location inagibile a poco meno di 12 giorni dall’evento. I concerti serali di Zanne Festival 2017 si svolgeranno presso il suggestivo parco del Castello D’Urso Somma, a qualche centinaio di metri dal litorale della Plaja di Catania, in via San Francesco La Rena 15».

Cambio di location a parte, sono sempre nomi di grande rilievo quelli che può vantare il festival. Il 21 luglio gli headliner saranno i tedeschi Einstürzende Neubauten di Blixa Bargeld, tra i pionieri dell’industrial rock. Nella stessa serata il pop psichedeleico degli americani of Montreal, il post-punk degli islandesi Fufanu, e dei londinesi H.Grimace. Il 22 luglio gli headliner è il duo elettronico francese Air composto da Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel. Nella stessa serata il quartetto elettronico inglese Fujiya & Miyagi e il garage pop del duo francese The Limiñanas formato da Lio and Marie Limiñana. Il festival si chiude il 22 luglio con il rock elettronico dei belgi Soulwax, headliner della serata che ospiterà anche il rock lisergico degli inglesi Ulrika Spacek e i garage rock’n’roll dei newyorkesi The Mystery Lights.

La line up del 21 luglio
Einstürzende Neubauten
. Sono il carisma, l’oscurità e l’austerità. Rappresentano una chiave di lettura della storia – passata, presente e futura – delle contraddizioni occidentali, grazie, ma non solo, alla fisicità di Blixa Bargeld. La formazione berlinese ha indagato e analizzato i temi che ossessionano la vita moderna vissuta al confine e, per molti anni, all’ombra del famigerato muro. Inizialmente caratterizzati da un fortissimo impatto comunicativo e teatrale, hanno (ri)formato il concetto di “musica industriale”, del post-punk, del noise con testi audaci e claustrofobici ed una strumentazione di fortuna, fatta di martelli pneumatici e compressori. Crollati i muri e le divisioni, degli Einstürzende Neubaten ci rimangono una dozzina di album in studio e innumerevoli lavori tra EP, dischi live e raccolte. In una sola parola: monumentali. Il loro live a Zanne ricalcherà fedelmente il “Greatest Hits” uscito a novembre 2016 per l’etichetta Potomak.

Einstürzende Neubauten

of Montreal. La band fondata da Kevin Barnes – originario, come i REM, di Athens in Georgia – cavalca l’onda indie da vent’anni e da altrettanti album, rimanendo sempre un passo indietro rispetto ad una consacrazione che sarebbe stata più che meritata. Sfuggenti, fantasiosi, provocatori, eppure straordinariamente geniali nel loro saltare con disinvoltura dal synth-pop al funky, dal progressive al glam alla psichedelia. Hanno accumulato negli anni una discografia ipertrofica, il cui penultimo episodio, “Innocence Reaches” del 2016, pur essendo stato concepito in sole due settimane, è uno dei vertici della parabola artistica di Barnes, un fondale ampio davanti al quale scorrono elettronica, pop notturno, testi lacera(n)ti. Il loro ultimo EP “Rune Husk” (uscito a gennaio 2017), se possibile, è il momento più alto della loro produzione. Sarebbe infatti giusto definirlo un capolavoro!

of Montreal

Fufanu. Il post-punk sperimentale dei Fufanu nasce dalle ceneri del loro precedente progetto techno. Strano, vero? Eppure, una volta svestiti i panni del duo tipicamente elettronico, il destino li porta in un lampo dalla natìa Islanda alla fama mondiale. Kaktus Einarsson lavorava a Londra con Damon Albarn durante la registrazione di Everyday Robots e scriveva i testi, mentre Guðlaugur Einarsson a Reykjavik studiava nuovi paesaggi sonori. Diventano un trio e debuttano all’Iceland Airwaves nel 2014. Nel corso della rocambolesca settimana successiva aprono il live di Albarn alla Royal Albert Hall e si guadagnano la stima di Brian Eno. In seguito Blur e Radiohead li scelgono per aprire i loro live di fronte a folle oceaniche. Kaktus è un novello Ian Curtis, algido e incantevole dal vivo così come in studio. Il loro ultimo album “Sports” è il miglior compendio alternative indie pop ascoltato negli ultimi anni. The next big thing!

Fufanu

H.Grimace. Il quartetto londinese H.Grimace è una delle scommesse dell’edizione 2017 di Zanne: incoraggiati dai riscontri raccolti dai primi singoli, la band ha inciso l’album “Self Architect”, un debutto grezzo e raffinato insieme, che svela una sorprendentemente maturità nel cucire trame post-punk e rimandi al suono USA di fine anni ‘80/primi anni ’90, Sonic Youth e Pixies su tutti. La chitarra tagliente di Marcus Brown e la voce increspata dell’australiana Hannah Gledhill fanno ipotizzare una versione “futuribile” di celebri coppie indie come Thurston Moore e Kim Gordon, Black Francis e Kim Deal.

H.Grimace

La line up del 22 luglio
AIR.
Nascono a Versailles nel 1995 e trovano immediato successo planetario grazie alla colonna sonora de “Il Giardino delle Vergini Suicide”, l’esordio cinematografico di Sofia Coppola. Tra i massimi esempi di electro-pop europeo, la band è composta dal duo Nicolas Godin e Jean-Benoit Dunckel, l’uno professore di matematica, l’altro con un background più classico, i quali decidono di unire le rispettive ambizioni musicali e artistiche nel progetto AIR (rigorosamente tutto maiuscolo), acronimo di “Amour, Imagination, Rêve” (“Amore, Immaginazione, Sogno”). Fondatori del “French touch”, tornano dopo una lunga assenza dalla scena durata 10 anni. Il concerto sul palco di Zanne, ai piedi dell’Etna, rappresenta la migliore delle possibili celebrazioni alla loro carriera. Vent’anni di musica e sperimentazione: elettronica elegante che gioca con le più variegate sfumature del pop, creando un sound originale e, ad oggi, del tutto ineguagliato. Il 10 giugno 2016 è uscito il loro ultimo disco “Twentyears”, una sorta di antologia doppia che racchiude le loro più celebri composizioni, oltre a collaborazioni inedite e registrazioni live. Il 22 aprile, in occasione del Record Store Day 2017 e del 20° Anniversario della band, è stato pubblicata la ristampa di “Le Soleil Est Pres de Moi”, uno dei migliori singoli degli AIR, uscito originariamente nel 1997.

Air

Fujiya & Miyagi. La band di Brighton ha preso in prestito il nome da un personaggio del film Karate Kid, la loro ritmica metronomica ha la stessa inconfondibile matrice motorik dei gruppi tedeschi anni ’70, l’autoironia è quella tipica della scena IDM del nuovo millennio, i loro album sono un omaggio raffinato ad un tempo che è già stato, eppure è ancora perfettamente presente. Possono vantare un pubblico che li adora, cinque album nel curriculum, un brano (“Uh”) nella colonna sonora di un episodio di Breaking Bad, un bottino di recensioni positive sulla stampa di entrambi i lati dell’oceano, da NME a Pitchfork. Tu chiamalo, se vuoi, kraut-pop.

Fujiya & Miyagi

The Limiñanas. I francesi Lionel e Marie, in arte Limiñanas, possiedono il fascino immediato di chi sa giocare con mano ferma con gli accostamenti impossibili: gli Stereolab in studio con Serge Gainsbourg, lo yéyé solare degli anni ’60 shakerato con le colonne sonore firmate da Piero Umiliani, Ennio Morricone e John Barry, l’imperitura eleganza del cinema noir francese e gli eroi sconfitti dei romanzi hard-boiled americani. Cinque album, una raffica di singoli, collaborazioni con anime affini come Pascal Comelade e Peter Hook dei New Order, che ha suonato il basso nel brano “Garden Of Love” del 2016. La seduzione è garantita.

The Limiñanas

La line up del 23 luglio
Soulwax. Il 2017 sancisce l’ennesima trasformazione di una band dalle mille identità, sempre in bilico tra musica e arti multimediali. Grazie alla band belga, il palco di Zanne si trasformerà in un set sci-fi: tre cubi luminosi, tre batterie futuristiche e un armamentario di synth analogici in grado di rendere obsoleto persino il pannello di controllo del Millennium Falcon. Il nuovo album, “From Deewee”, prende il nome dal parco giochi sonoro in cui la band crea le proprie magie electro-rock, per poi traslarle dalla dimensione privata a quella live. Con una formazione allargata, ricca di nomi ben conosciuti del panorama alternative mondiale,i Soulwax incanteranno il pubblico di Zanne con alcune delle più sorprendenti magie electro-rock.

Soulwax

Ulrika Spacek. Il 2017 potrebbe essere l’anno della definitiva consacrazione per gli Ulrika Spacek, il quintetto fondato dai tedeschi Rhys Edwards e Rhys Williams. Un nome efficace, ispirato da Ulrika Meinhof (giornalista e rivoluzionaria tedesca, co-fondatrice della R.A.F.) e dall’attrice americana Sissy Spacek, un disco alle spalle (“The Album Paranoia”) accolto dalla stampa inglese come uno dei migliori del 2016, un nuovo album in uscita per la Tough Love (“Modern English Decoration”). La band spinge a fondo sull’acceleratore del krautrock tedesco, dello shoegaze inglese e dell’indie rock americano degli anni ’90, dando vita ad un ibrido tra NEU, Horrors, Sonic Youth e Deerhunter. Imperdibili dal vivo e su disco. A giugno uscirà il loro secondo album. Noi di Zanne lo abbiamo già ascoltato e possiamo assicurarvi che farà proseliti ovunque.

Ulrika Spacek

The Mystery Lights. I Mystery Lights sono una “mosca bianca” nell’altrimenti nerissimo universo della Daptone Records, l’etichetta R&B con base a Brooklyn che ha lanciato, tra gli altri, Sharon Jones, Naomi Shelton e la Budos Band. Ispirati dall’immaginario delle band garage-rock degli anni ’60 e da quel mondo in bassa fedeltà fatto di chitarre fuzz e ritmi primitivi immortalato su raccolte di culto come “Nuggets”, “Back From The Grave” e “Texas Flashbacks”, il quartetto californiano trapiantato a NYC ha spezzato molti cuori con l’omonimo album del 2016 – prima uscita del catalogo della Wick, etichetta satellite della Daptone – e con una sequenza di live show incendiari in giro per gli USA. Sono nel cartellone del Primavera Sound di quest’anno e a luglio calcheranno il palco di Zanne.

The Mistery Lights

Nuove Zanne 2017
Il contest riservato alle band emergenti giunto alla quarta edizione ha premiato i salernitani törst i quali saliranno sul palco in apertura dei Soulwax il 23 luglio. Ma c’è di più. Sono state selezionate ben 10 band, oltre ai vincitori, che faranno parte di “La Femme Noir: a Tribute Compilation to Zanne 2017”. La musicassetta, dedicata alla line-up del Festival e prodotta in tiratura limitata di sole 123 copie, conterrà una rivisitazione dei brani degli artisti in cartellone. Questi i nomi che comporranno la track listing della cassettina: 12BBR; Carlo Barbagallo; Goød Falafel; Human Colonies; Not a Sad Story; PennylesS; Rubber Eggs; Suzanne’Silver; törst; When Due.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 14 luglio 2017
Aggiornato il 16 luglio 2017 alle 13:05





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