martedì 25 aprile 2017

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Sicilian Ghost Story di Grassadonia e Piazza apre la 56ª Semaine de la Critique di Cannes

Visioni

I registi palermitani reduci dal successo di "Salvo" sono stati invitati personalmente dal direttore Charles Tessonad ad aprire la prestigiosa edizione, ed è la prima volta per un film italiano. Interamente girato nel Parco regionale dei Nebrodi e a Troina «il film è una favola nera - dicono i registi -, una ghost story siciliana, sul piano fantastico è favola d’amore»


di Redazione SicilyMag

I registi palermitani Fabio Grassadonia e Antonio Piazza volano sempre più in alto. Dopo il successo ottenuto con “Salvo” nel 2013, sarà il loro nuovo film “Sicilian Ghost Story” ad aprire la 56esima edizione della Semaine de la Critique al Festival di Cannes. Dopo aver vinto con con la loro opera prima il Gran Premio della Semaine e il Premio Rivelazione al 66° Festival di Cannes, i due registi sono stati invitati dal direttore Charles Tessonad aprire la prestigiosa sezione, ed è la prima volta per un film italiano.

Antonio Piazza Fabio Grassadonia - ph Giulia Parlato

«Antonio Piazza e Fabio Grassadonia aprono la Semaine de la Critique del Festival di Cannes con un incredibile film – ha detto il direttore Tesson- incrocio di generi diversi, che combina sguardo politico, fantasia e storia d’amore, con potente maestria».
“Sicilian Ghost Story” è il primo film interamente girato tra i laghi e le foreste del Parco regionale dei Nebrodi e nel Comune di Troina, nel cuore della Sicilia, un set di straordinaria bellezza naturalistica, valorizzato dalla maestria del direttore della fotografia, Luca Bigazzi. La storia gira intorno alla scomparsa di Giuseppe un ragazzino di tredici anni. Luna, una compagna di classe innamorata di lui, non si rassegna alla sua misteriosa sparizione. Si ribella al silenzio e alla complicità che la circondano e pur di ritrovarlo, discende nel mondo oscuro che lo ha inghiottito e che ha in un lago una misteriosa via d’accesso.
«Come diceva Leonardo Sciascia, "La Sicilia è tutta una fantastica dimensione e non ci si può star dentro senza fantasia". La collisione fra un piano di realtà e un piano fantastico ci ha fatto riconoscere gli elementi che da tempo avevamo davanti agli occhi: un fantasma e la colpa di un mondo che sopprime bambini - raccontano i registi - . Elementi per una ghost story. Una ghost story siciliana e, in quanto tale, sul piano di realtà, favola nera. Una ghost story siciliana e, in quanto tale, sul piano fantastico, favola d’amore».

Julia Jedlikowska in Sicilian Ghost Story - ph Giulia Parlato

Protagonisti del film sono i tredicenni Julia Jedlikowska (Luna), polacca palermitana, e Gaetano Fernandez (Giuseppe) del quartiere Zisa di Palermo, entrambi per la prima volta sul grande schermo, incontrati dopo un lungo casting di nove mesi in Sicilia. Al loro esordio anche gli altri quattro ragazzi coprotagonisti: Corinne Musallari, Lorenzo Curcio, Andrea Falzone, Federico Finocchiaro. Al loro fianco gli attori SabineTimoteo, Vincenzo Amato, Filippo Luna e Nino Prester. Durante l’estate e prima delle riprese, sotto la guida dei registi, i ragazzi hanno partecipato a un laboratorio di preparazione, articolato in più fasi, che poco per volta li ha condotti dentro la storia e nei luoghi in cui si sono svolte le riprese.
«Siamo particolarmente contenti di un riconoscimento così importante: inaugurare la Semaine de la Critique è un onore solitamente destinato a film francesi» ha detto Anthony Emanuele Barbagallo, Assessore al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana che ha cofinanziato il film attraverso la Sicilia Film Commission, nell'ambito del programma Sensi Contemporanei.
«Per la prima volta nella storia del Festival - aggiunge Alessandro Rais, direttore dell’Ufficio Speciale per il cinema e l’audiovisivo di Sicilia Film Commission - questo primato è riservato ad un film italiano e questa importante e qualificata presenza è ancor più rilevante in una edizione che vede invece l'assenza di titoli italiani nel concorso ufficiale»
“Sicilian Ghost Story” ha ottenuto anche il primo posto nella graduatoria di finanziamento dei lungometraggi valutati dalla commissione della Regione Siciliana, a conferma della funzione di ricerca e valorizzazione dei migliori talenti siciliani svolta dall’Assessorato e dagli uffici preposti. Così come era già accaduto in passato per "Salvo", il film d’esordio di Piazza e Grassadonia, o per "L’attesa" di Piero Messina, per "Più buio di mezzanotte" di Sebastiano Riso o "I fantasmi di San Berillo" di Edoardo Morabito, premiati in seguito dai festival cinematografici internazionali più importanti.


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Pubblicato il 21 aprile 2017





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