martedì 23 maggio 2017

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Sicilia en primeur 2017 tra memoria e futuro

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Per la prima volta la kermesse enologica di Assovini sarà ospitata a Giarre, l'appuntamento è dal 25 al 29 aprile al parco polifunzionale di Radicepura dove si sono dati appuntamento 49 aziende siciliane che proporranno in degustazione oltre 350 etichette. Sono attesi i giornalisti di 22 Paesi e i buyer di Canada, Germania e Gran Bretagna


di Giusy Messina

E’ tempo di primavera, è tempo di Sicilia en primeur. La 14esima edizione della kermesse enologica promossa ed organizzata da Assovini Sicilia che dal 25 al 29 aprile quest'anno è ancora più "green" perché immergerà in un contest dal mood floreale: il primo evento internazionale sul Garden Design del Mediterraneo di Radicepura. Un parco polifunzionale di circa 5 ettari con 3mila specie di piante incastonato a Giarre, in provincia di Catania.
Protagonisti a Sicilia en primeur i vini della vendemmia 2016 di 49 aziende siciliane, con oltre 350 etichette, che saranno degustati, in anteprima mondiale, da professionisti del settore e da oltre 100 giornalisti provenienti da 22 Paesi e, per la prima volta, saranno presenti alcuni buyer istituzionali del Canada, della Germania, della Gran Bretagna.

Radicepura a Giarre - ph Matteo Carassale

Un evento nell’evento che per la prima volta farà tappa a Catania. «Poter organizzare il nostro evento sullo sfondo di Radicepura Garden Festival, è un’opportunità irrinunciabile che ci permette di trasmettere valori di responsabilità ambientale su scala internazionale» dice , presidente di Assovini Sicilia, sottolineando la mission delle 79 aziende storiche e giovani, di piccole e grandi dimensioni che aderiscono all’associazione.
«Uniti dalla qualità, dal controllo totale della filiera vitivinicola, dal vigneto alla bottiglia, condividiamo l’obiettivo di rendere la Sicilia del vino un grande classico dell’enologia internazionale- aggiunge Ferreri- senza tralasciare di salvaguardare il patrimonio di biodiversità, di custodire le proprie radici e di consegnarlo alle generazioni future».
Ed è proprio l’importanza del paesaggio siciliano quale unicum dell’intreccio tra la storia degli uomini e la cultura dei luoghi, il leit motiv di Sicilia en primeur 2017.
Anche quest’anno si conferma il binomio “vini & terroir” con educational tour nelle aziende, per far vivere a giornalisti della stampa specializzata e di life style, l’emozione del vino in Sicilia. Tra le novità alcune master class, riservate ai partecipanti dalla manifestazione, che saranno guidate da 5 master of wine che «avranno il compito di raccontare- spiega Francesco Ferreri- il vino siciliano dal punto di vista dei più importanti studiosi di vino al mondo, anche per far conoscere su quanto è stato fatto negli anni per la qualità e la territorialità dei nostri vini».

Francesco Ferreri presidente Assovini Sicilia

Ambasciatore delle eccellenze del made in Sicily, il nettare di Bacco cresce nell’export. «La Sicilia, al quarto posto in Italia per produzione vitivinicola, è, insieme alla Puglia, la regione che è cresciuta di più nel 2016. In ordine di peso percentuale, i mercati dove il vino siciliano viene esportato sono: Usa (18,6%), Germania (16,7%), UK (9,4%), Svizzera, Svezia, Canada, Francia, Giappone, Cina, Russia. Usa e Cina sono i paesi dove l’esportazione è in crescita». Ad affermarlo, Salvatore Malandrino, direttore regionale Sicilia di UniCredit, main sponsor della kermesse. Ferreri ha confermato dal suo osservatorio le cifre positive dell'export dei vini siciliani: «Nel 2017 prevediamo un aumento del trend di vendite del 5-6%. I dati in nostro possesso ci dicono che del vino prodotto nelle aziende di Assovini, per un valore di quasi 300 milioni di euro, il 60% è destinato ai mercati esteri».
E’ il volto di una Sicilia vincente che punta alla qualità ed alla sicurezza alimentare. «Stiamo promuovendo politiche mirate per incrementare la capacità di imbottigliamento e per rafforzare il valore aggiunto della produzione- ha detto Antonello Cracolici, assessore regionale all’agricoltura- La valorizzazione dei nostri vitigni autoctoni e le sperimentazioni sui vitigni antichi rappresentano altre due grandi opportunità per il settore».

Ottimismo anche nelle parole di Antonio Rallo, presidente di Unione Italiana Vini e del Consorzio di tutela vini DOC Sicilia. «L'imbottigliato di vini Igt e Doc, in Sicilia, è in aumento. Si registra un +11,05% nell'anno 2016 senza che ciò abbia avuto riflessi negativi sui vini Igt Terre Siciliane e Doc territoriali che, al contrario, vedono aumentato il volume della loro produzione. La Doc Sicilia, nel 2016, ha raggiunto il numero di 26,8 milioni di bottiglie».
Il brand “Sicilia” suscita interesse e curiosità anche tra gli enonauti. «C’è un aumento del 70% delle presenze registrate in Sicilia-ha detto Anthony Barbagallo, assessore regionale al Turismo- che sono riconducibili al segmento del circuito enogastronomico».
Il vino abbinato all’arte e alla cultura diventa un asset strategico per la promozione della Sicilia. Il valore aggiunto viene dato proprio dall’esperienza e dall’emozione che solo il contesto di produzione sa offrire al consumo del prodotto. Un contesto che, va ricordato, è soprattutto storico e culturale del territorio in cui affonda le radici la sua tradizione produttiva.
L’immagine di Sicilia en primeur 2017 è emblematica: il grande albero con le foglie di viti sulla sommità e le radici che, snodandosi, disegnano l’Isola, sottolineano il profondo legame tra memoria e futuro.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 18 aprile 2017
Aggiornato il 27 aprile 2017 alle 21:05





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