lunedì 21 agosto 2017

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Terranova: «Dopo u Cunigghiu sarò Scannacristiani al cinema»

Sugnu sicilianu

Stasera su Rai Uno l'ultima puntata di "Maltese. Il romanzo del commissario" la mini serie dagli ascolti record alla quale ha partecipato, nei panni del poliziotto Ernesto Lo Giudice, anche l'attore palermitano che a giorni sarà al cinema in "Sicilian ghost story" di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, questa volta nei panni di un personaggio cattivissimo


di Lavinia D'Agostino

Sarà un finale particolarmente intrigante e intricato quello che stasera, martedì 16 maggio alle ore 21.15, attende il pubblico di Rai Uno per l’ultima puntata di “Maltese. Il romanzo del commissario” la mini serie diretta da Gianluca Maria Tavarelli che ha schierato, accanto a Kim Rossi Stuart, un cast ad "alta sicilianità".
Oltre ai più noti Francesco Scianna, Valeria Solarino, Pippo Pattavina, Filippo Luna, Lollo Franco e Liborio Natali, solo per citarne alcuni, la mini serie che ha registrato ascolti da capogiro (dai 7.433.000 spettatori con uno share pari al 30.26% per la prima puntata, ai 6.226.000 spettatori con uno share del 26.5% di ieri sera) ha schierato in campo anche Rosario Terranova, attore palermitano classe 1975, che dopo una carriera tra i palcoscenici d’Italia e tante piccole parti in film e fiction tv, ha finalmente ottenuto un ruolo da comprimario.

In “Maltese. Il romanzo del commissario” Rosario Terranova è Ernesto Lo Giudice, U Cunigghiu, il poliziotto “scantulino” della quadra di Maltese – composta da Alessandro Schiavo (U’ chiovu), Antonio Milo (Saverio Mandrà) e Marco Leonardi (U’ normanno) - che preferirebbe stare dietro una scrivania piuttosto che per strada con la pistola in mano.
«Tavarelli è riuscito a misurarmi – dice Terranova - perché sarebbe bastato poco per far diventare U Cunigghiu una macchietta. Il personaggio che interpreto, anche se a prima impressione può sembrare un indolente che non vuole lavorare, in realtà è una persona vera, umana. Tavarelli, infatti, ha voluto far uscire il lato umano dei personaggi: i poliziotti non sono supereroi palestrati, ma persone vere. Siamo come i poliziotti di quegli anni, padri di famiglia con la pancia, e neanche troppo belli. Lavorare a questa mini serie è stata un’esperienza straordinaria, anzitutto a livello umano. Ho conosciuto Gianluca Maria Tavarelli sul set de “Il Giovane Montalbano” (la seconda serie in cui Terranova interpreta in un episodio il "cornuto" Vincenzo Padalino) e mi ha subito colpito per la sua dedizione nel dirigere gli attori, riesce a ottenere ciò che vuole dando piccole indicazioni ma lasciando, al tempo stesso, piena libertà, soprattutto d’espressione».

Una scena di Maltese. Il romanzo del commissario

I punti in comune tra Il giovane Montalbano e Maltese sono tanti: oltre al fatto che entrambe le serie tv sono ambientate in Sicilia e narrano le vicende di un commissario di polizia, identico è il regista e anche la produzione (Palomar). Ma Maltese è ambientato negli anni 70 e, pur essendo un racconto di fantasia, si ispira a persone realmente esistite e fatti realmente accaduti.
«Durante la preparazione – continua Terranova - guardavamo le foto d’epoca per preparare i personaggi, e mi sono emozionato quando mi è capitata tra le mani la foto dello zio Cesare (il magistrato Cesare Terranova ucciso a Palermo in un agguato mafioso nel 1979, nda) e per il mio personaggio ho preso spunto da uno dei suoi uomini di scorta. Ai tempi dell’agguato io avevo solo 4 anni, ma ricordo bene il trambusto di quei giorni…. sono vicende che sconvolgono la vita delle famiglie e lasciano una traccia indelebile per sempre».

Marco leonardi, Antonio Milo, Rosario Terranova e Alessandro Schiavo in Maltese

Domani l’esperienza di “Maltese. Il romanzo del commissario” sarà già archiviata, a meno che non si decida di girare un sequel, ma Rosario Terranova sarà presto al cinema, questa volta in un ruolo da “cattivo”. Dopo aver lavorato per registi del calibro di Leonardo Pieraccioni, Alessandro Siani e Carlo Vanzina, Terranova è stato scelto da una delle coppie più promettenti del cinema italiano, e il 18 maggio lo vedremo in “Sicilian Ghost Story” dei registi palermitani Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, chiamati ad aprire con il loro nuovo film la Semaine de la critique a Cannes.
«
Nel film di Grassadonia e Piazza sarò più che cattivo, cattivissimo – anticipa Terranova - . Il mio personaggio si chiama Scannacristiani ed è il capo dei cattivi, un uomo che non parla mai, ma si interfaccia con un bambino. “Sicilian Ghost story” per me è un film bellissimo, mi è piaciuto molto soprattutto perché, a differenza dei soliti film, non è una storia nuda e cruda di mafia, piuttosto è il racconto fantasy del mondo degli orchi, visto dagli occhi di un bambino. E’ stata la mia prima volta sul set al fianco di un bambino, e devo ammettere che non è stato facile».

Rosario Terranova, Giuseppe Sorgi e Fabio Troiano in Rinaldo in Campo

Non solo tv e cinema nella vita di Rosario Terranova, ma anche teatro. Perché è dalle tavole di un palcoscenico che ha preso il via la sua vita artistica, tenuta a battesimo dal compianto Pippo Spicuzza, e continuata per lunghi anni con Il Gruppetto, la formazione di teatro comico che vedeva insieme Terranova con Giuseppe Sorgi, Giorgia Lo Grasso ed Emanuele D’Antoni, arrivata fino alla ribalta televisiva di Zelig e del Maurizio Costanzo Show. Nel 2011 è la volta di “Rinaldo in Campo” la commedia musicale di Garinei e Giovannini ripresa da Massimo Romeo Piparo, che ha scelto Terranova per “Prorunasu”, ruolo che nel 1962 ricoprì Franco Franchi, da sempre uno dei punti di riferimento artistici di Rosario Terranova. E il prossimo spettacolo teatrale di Rosario Terranova sarà dedicato proprio a Franco Franchi, l’attore comico di origini palermitane che insieme a Ciccio Ingrassia ha formato il duo comico entrato nella storia del cinema italiano, in occasione del 25° anniversario della scomparsa.
«Sarà uno spettacolo musical teatrale dedicato a Franco Franchi – anticipa Rosario Terranova -, ma non l’attore comico, semmai il cantante, quello meno conosciuto. Franco Franchi amava cantare e nel corso della sua vita ha scritto circa 70 canzoni, come la famosa “Sono l’ultimo dei belli” che interpretrò sul palco dell’Ariston, al Festival di Sanremo. Questo è un aspetto di Franco Franchi che mi ha sempre affascinato, così ho scritto un racconto della sua vita attraverso le sue canzoni. Conto di debuttare entro la fine dell’anno, e mi piacerebbe poterlo fare a Palermo, la nostra città».


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 16 maggio 2017
Aggiornato il 19 maggio 2017 alle 13:48





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