lunedì 21 agosto 2017

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Ritorno alle radici, tour inglese per Sergio Beercock

Musica

Il cantautore anglo-siciliano da oggi fino al 24 maggio suonerà tra Londra, Liverpool, Oxford e la sua natìa Hull, nello Yorkshire, per presentare l'album d'esordio "Wollow"


di Redazione SicilyMag

Il cantautore italo-inglese Sergio Beercock (anglo-siciliano per essere più precisi visto che è inglese di nascita e da parte di padre e ennese da parte di madre e palermitano d'adozione) ritorna in quelli che sono i luoghi della sua infanzia: oggi avrà inizio da Londra il tour inglese di Beercock con un compagno di viaggio speciale, il disco d’esordio “Wollow” (800A Records/Audioglobe/Believe Digital) che verrà per la prima volta presentato Oltremanica. Ecco le date: 16 maggio - The Nest Collective - morning live Radio Session– Londra; 16 maggio - Tuesday Tunes – 81 Renshaw Street Cafe - Liverpool; 17 maggio - Mellowtone Records night - Liverpool; 18 maggio - The Albion Beatnik w/Sebastian Reynolds - Oxford; 19 maggio - The Nest Collective - Campfire Club Fridays - Londra; 20 maggio - Wood Festival - Oxfordshire; 24 maggio - The Adelphi - Hull.

Sergio Beercock, foto Matteo Casilli

“Wollow” è stato accolto in modo molto positivo dalla stampa in Italia e ora verrà presentato nel Regno Unito, in questi 7 appuntamenti che vedranno Beercock partecipare alla nota trasmissione radiofonica “The Nest Collective” di Sam Lee, premiato cantante e musicista folk e creatore del programma radiofonico nonché di una serie di innovativi eventi e concerti in giro per Londra, tra i quali le notti Unplugged CAMPFIRE NIGHTS, e si concluderanno nella città natale del cantautore italo-inglese, Hull, evento che risveglia in lui le innumerevoli storie invisibili legate luoghi, i suoni e i colori che più lo hanno influenzato: i borghi dello Yorkshire, insieme ai casolari rurali della Sicilia in cui è cresciuto e al riverbero delle Ande sudamericane che ha scoperto da adolescente.

Tim Buckley, Nina Simone, Pedro Aznar e Bert Jansch sono i primi riferimenti a cui si pensa ascoltando questo disco, nel quale gemme folk minimali come Reason, PenniesoBattle For Attention,convivono con episodi più direttamente collegati alla tradizione inglese come The Barley And The RyeoCentury, passando per le atmosfere nordiche di Naked eBeauty Of The Dirt e quelle più sudamericane di An Exaggerated Song, Jester eSilencio. Tutto questo è mescolato in un sogno in cui la voce a volte narra, a volte crea, a volte si comporta da strumento musicale per accompagnare l’ascoltatore verso un racconto intimo che in più di un’occasione all’interno del disco vira sorprendentemente verso la psichedelia.

L’album è stato anticipato dal videoclip del brano “Battle for Attention”, disponibile su YouTube.

Sergio Beercock è un artista poliedrico che, nonostante la giovane età, si muove con disinvoltura tra musica e teatro. “Wollow” è nato al culmine di un periodo intenso che lo ha visto impegnato prima in tour teatrali con spettacoli molto apprezzati da pubblico e critica, e poi in una full immersion artistica, durante un periodo di residenza artistica all’interno del nuovo spazio Indigo Music, che lo ha portato a concepire questo primo album.

Ha scritto i testi e suonato pressoché tutti gli strumenti coinvolti nell’album: è arrivato in studio armato di guitalele e voce con l’intenzione di “fotografare” ciò che era avvenuto dal vivo nell’ultimo anno. L’incontro artistico con il produttore Fabio Rizzo (già al lavoro con Alessio Bondì, Nicolò Carnesi, Dimartino, il Pan del Diavolo, Fabrizio Cammarata e altri) ha però generato scintille inaspettate, che hanno rivelato un Beercock formidabile polistrumentista in grado di suonare dal charango al pianoforte, dal flauto boliviano ai synth, fino a percussioni di ogni tipo, compreso il proprio corpo.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 16 maggio 2017





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