sabato 27 maggio 2017

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L'orgoglio pop di Mario Venuti e il sano edonismo 2.0

Recensioni

“Il dolce pensiero di vivere tutto” del cantautore siciliano alla base dell'ultimo album "Motore di vita"


di Gianni Nicola Caracoglia

No, Mario Venuti non ha certamente bisogno di Matteo Renzi. Ok, non che Dario Brunori si sia cercato l’endorsement che l’ex premier gli ha fatto dal palco del Lingotto dove per il rilancio del suo Pd in caduta libera ha citato le uniche certezze che “Il costume da torero” del cantautore calabrese può dare: non sono così cinico da dire che il mondo non possa migliorare ma neanche così stupido da pensare che il mondo possa crescere se non parto da me. Una canzone che è il simbolo dei quarantenni di oggi come possono esserlo “La verità” ma soprattutto “Canzone contro la paura”.

No, per il cantautore siciliano (siracusano di nascita, messinese da parte di padre, catanese di adozione da 45 anni), sarà una questione anagrafica (di anni ne ha 53), questo è il tempo delle certezze, e il suo ultimo album “Motore di vita”, autoprodotto dalla sua Microclima e dalla Puntoeacapo del suo manager Nuccio La Ferlita (distribuzione Believe), può diventare non certo l’album simbolo dei cinquantenni che sanno coniugare mens sana in corpore sano ma piuttosto la colonna sonora di chi la vita l’ha sempre affrontata con il piglio deciso dell’uomo sensibile. E’ un controsenso mettere insieme piglio deciso e sensibilità? No, se chi affronta le emozioni lo fa col gusto positivo comunque di uscirne non dico vincitore ma almeno non dematerializzato.

Mario Venuti

Non vuol essere questa una presa di posizione in una ipotetica guerra tra generazioni che fortunatamente non esiste. E’ semplicemente l’apprezzamento per un lavoro discografico che fa della leggerezza il suo punto di orgoglio e per questo si lascia andare ad un gusto un po’ vintage dal punto di vista sonoro che ammicca molto all’elettro pop degli Anni 80. Con la sorpresa, però, che non c’è alcuna operazione nostalgia. Perché Mario Venuti, pur avendo cominciato negli Anni 80 con i Denovo, non suonava quella musica. Anzi, suonava il rock, più istintivo da un lato ma sempre colto e raffinato dall’altro, perché i Denovo non guardavano all’America delle radici ma all’Inghilterra rinnovata della new wave. La sua oggi lunga carriera cantautorale, segnata dalla hit tropicaleggiante “Fortuna” e dai doni d’autore alla Carmen Consoli degli esordi (“Amore di plastica” e “Mai come ieri” su tutte), ha poi lanciato nel firmamento musicale perle pop (“Veramente” è la circolarità perfetta) che ancora brillano.

“E’ la tentazione di un’eterna novità” canta Venuti aprendo il singolo “Caduto dalle stelle” ad una travolgente cascata di percussioni curate dall’orchestra del percussionista Luca Scorziello. La club culture incontra il vecchio Brasile di Venuti ed il mercato ispanico, grazie al produttore catanese Tony Catania da anni trasferitosi a Miami, ha già chiesto la versione tradotta in “Cahito de una estrella”. Il brano, ad alto rischio remix, ha riportato dopo un decennio Venuti nell’heavy rotation radiofonica e con il suo refrain “ballare, ballare, ballare” è la quintessenza di un edonismo 2.0, certo un po’ narciso come evidenzia la fisicità delle foto di copertina, un sano edonismo ben raccontato nel video di Lorenzo Vignolo, realizzato a Catania tra il club Ma e il centro città su uno screenplay dello scrittore Ottavio Cappellani. Anche queste sono "positive vibrations" senza bisogno dell'estasi rastafari. Non è l’edonismo villano degli Anni 80, quello dello yuppismo arrogante che pian piano ha portato alla crisi mondiale del 2008, ma è la curiosità della vita raccontata da chi con la musica ha l’approccio dell’artigiano. “Il dolce pensiero di vivere tutto” non è solo una delle rime più note che Venuti abbia mai composto, è la sua filosofia. In “Alza un po’ il volume” si balla ancora inneggiando ai migliori istinti. Per questo servono canzoni fatte a mano, con l’aiuto di grandi amici, uno su tutti Pippo Rinaldi, il nostro Kaballà ormai autore dei testi delle star che all’amico Mario ha donato negli anni testi di alto valore poetico. “La prima volta” ha la magia del soul. Per “Motore di vita” Venuti ha inaugurato la stretta collaborazione con Seba Barbagallo, il cantautore catanese che insieme a lui, a casa di Venuti, si è divertito a dare “succo”, attingendo molto all’elettronica di base, alla musica di Venuti. Seba diversifica la sua scrittura con Venuti e se “Se avessi altro amore” è la ballata dei sentimenti feriti in “Fuorimondo shop” costruisce con l’ex Denovo un fluido rock su più livelli dove la voce a inserto di Pierpaolo Pasolini, tratta dalla famosa intervista con Enzo Biagi, demonizza il consumismo.

Nella title track musicalmente si sente la mano di Francesco Bianconi dei Baustelle, unica sua presenza in “Motore di vita” e maggiormente protagonista nell’album precedente “Il tramonto dell’Occidente”: grazie ancora a Kaballà il brano è l’esaltazione del sogno come “Motore di vita”, l’unico strumento che ci regala superpoteri. L’album si permette anche due brani “vecchi” sottratti al tempo. Una è “Non è peccato” scritta 10 anni fa per Syria che Venuti considera il manifesto del relativismo: con la storia cambia anche il significato di peccato che circonda le nostre vite. Purché non si faccia male a nessuno. “Tutto questo mare” del 2011 era nata, ai tempi di Arancia Sonora con Toni Canto e Vincenzo Virgillito, come ipotetica colonna sonora di “Immaturi 2 – Il viaggio” ma poi restò nel cassetto. Il disco si chiude con un po’ di rock, quello di “I peccati della luna”, altro brano scritto con Seba.

In questo mondo dove la consapevolezza di sé è il vero “Motore di vita” non poteva mancare il piacer del gusto. La canzone che apre il disco “Conservare in luogo fresco”, scritta a tre con Kaballà e Seba, è un invito a gustare i diversi ingredienti della vita sapendoli dosare: «Lampi di poesia nella cucina, io voglio essere più commestibile, sai che ho la mania della cantina…». Non è un caso quindi che il tour si partito oggi dal Vinitaly and the city di Bardolino (Verona) per poi toccare il 18 aprile il Vittorio Emanuele di Messina, il 28 aprile il Rapsodia di Caserta, il 6 maggio il Blue Note di Milano e il 16 giugno il Platamone di Catania. L'astronave pop dell'uomo caduto dalle stelle è in viaggio.


© Riproduzione riservata
Pubblicato il 11 aprile 2017
Aggiornato il 12 aprile 2017 alle 13:10





Gianni Nicola Caracoglia

Giornalista, amante della musica, rock soprattutto, e amante delle cose buone. Che di questi tempi sono veramente poche...


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