lunedì 29 maggio 2017

lunedì 29 maggio 2017

MENU

Il Sicilia Queer filmfest punta sul cinema sensuale di Abrantes

Visioni

Il festival diretto da Andrea Inzerillo, in programma a Palermo dal 25 maggio all'1 giugno, proporrà la prima retrospettiva integrale di uno dei più promettenti registi contemporanei


di Redazione SicilyMag

Sarà dedicata a Gabriel Abrantes, uno dei più promettenti registi contemporanei, la sezione "Presenze" della settima edizione del Sicilia Queer filmfest che si svolgerà dal 25 maggio all’1 giugno ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo. Ancora una volta il Festival, diretto da Andrea Inzerillo, punta su un giovane talento di cui proporrà in anteprima europea la primaretrospettiva integrale e si conferma un avamposto del cinema d’autore.

Gabriel Abrantes (classe 1984), ha vissuto e studiato negli Stati Uniti, in Francia e in Portogallo. Ha già realizzato 18 lavori tra corti e mediometraggi (presentati nei più importanti festival del mondo: Locarno, Berlino, Venezia, Lisbona) e sta finendo di montare il suo primo lungometraggio, dal titolo Tristes Monroes.

Il regista Gabriel Abrantes

Autore di un cinema irriverente e provocatorio che esplora i linguaggi della comicità prestando attenzione al grande pubblico, i suoi interessi spaziano dall'arte contemporanea (che attraversa in film come A Brief History of Princess X – dove tratta di una scultura di Constantin Brancusi – e Olympia I & II – dove il dipinto di Manet diventa una storia incestuosa e ancor più scandalosa) alla politica (con Ennui ennui – in cui Barack Obama è addirittura il padre di un drone inviato a bombardare in Afghanistan –, Visionary Iraq – dove fratello e sorella sono amanti e si arruolano per andare a combattere in Iraq –, Too Many Daddies, Mommies and Babies – in cui due attivisti decidono di salvare la foresta amazzonica, finché non si annoiano), dall'architettura e l'urbanistica (tra gli scheletri degli edifici di Liberdade, i castelli fatati di Palacios de pena passando per la Brasilia di A History of Mutual Respect) al teatro (Aristofane in Ornithes; Shakespeare in Fratelli), dalla sperimentazione (i primi film, girati da autodidatta in 16mm) alla commedia pura (Os humores artificiais, il suo ultimo lavoro, è la storia d'amore tra un robot che decide di fare lo stand up comedian e una ragazza proveniente dalle comunità indigene brasiliane; Freud und Friends un mockumentary in cui Herzog, Woody Allen e un’immagine stereotipata del Portogallo sono messi alla berlina).

Dal film Olympia

Un cinema apolide (Portogallo, USA, Haiti, Brasile, Italia, Francia, Angola sono solo alcuni dei paesi in cui ambienta i suoi film) e profondamente sensuale, in cui la dimensione del desiderio – vero e proprio fil rouge che attraversa tutta la sua produzione – si misura direttamente con la tradizione letteraria (Taprobana è un irriverente omaggio al padre nobile della letteratura portoghese, Luís de Camões) in un confronto costante con i maestri del cinema queer: da Pasolini a Kenneth Anger, da Warhol a João Pedro Rodrigues.
I suoi film sono estremamente ironici, mettono in questione i generi (cinematografici, sessuali, identitari, politici) e Abrantes ne è autore, interprete, regista. Le sue collaborazioni con registi come Benjamin Crotty, Daniel Schmidt, Ben Rivers lo posizionano al centro di un gruppo di autori di talento di grande interesse la cui poetica verrà esplorata a Palermo durante la settima edizione del Sicilia Queer filmfest.

Il Sicilia Queer Filmfest è realizzato grazie al contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo - Direzione Generale per il Cinema; della Regione Siciliana – Assessorato Turismo Sport e Spettacolo – Ufficio Speciale per il Cinema e l'Audiovisivo/Sicilia FilmCommission, nell'ambito del progetto “Sensi Contemporanei”; del Comune di Palermo, Assessorato alla Cultura; di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

E con il sostegno dell'Institut français Palermo, del Goethe-Institut Palermo, dell’Instituto Cervantes Palermo e del Forum Austriaco di Cultura.

© Riproduzione riservata
Pubblicato il 13 aprile 2017
Aggiornato il 28 aprile 2017 alle 16:48





TI POTREBBE INTERESSARE

«Sicilian Ghost Story è il nostro atto d'amore per Giuseppe Di Matteo»

I registi Antonio Piazza e Fabio Grassadonia non si definiscono "registi antimafia" ma ci spiegano il loro atto politico: «Riteniamo intollerabile che la storia di questo bambino non abbia lo spazio che merita nella nostra memoria collettiva, col nostro film lo riportiamo alla luce del sole». In calendario presentazioni a Catania, a Sciacca e a Troina

Alessandro Aronadio: «Orecchie, viaggio nella quotidianità di un tragicomico Ulisse»

Nelle sale dal 18 maggio "Orecchie", il nuovo film del regista palermitano Alessandro Aronadio, è una produzione low-budget che è piaciuta ed ha coinvolto, a paga sindacale, attori di rango, da Pamela Villoresi a Rocco Papaleo, da Piera degli Esposti a Massimo Wertmuller: «Orecchie è una commedia obliqua, con gusto cinico si pone domande altissime»

Luca Vullo: «Lampedusa è un'isola in attesa»

Il regista e produttore siciliano si trova sull'isola al centro del Mediterraneo per girare un documentario con l'antropologa Adele Galipò e la sociologa Michela Franceschelli dell'University College di Londra indagando le trasformazioni sociali in contesti di emergenza: al centro della loro ricerca la comunità lampedusana

Il Cinema di Frontiera di Marzamemi a Torino per parlare di "confine"

Il Festival internazionale Cinema di Frontiera di Marzamemi ha aderito al progetto Superfestival del Salone del libro, il meglio delle manifestazioni che "producono cultura" in Italia. Il festival siciliano sarà presentato il 20 maggio, tra gli ospiti Pif e Maurizio Nichetti. Il direttore artistico Nello Correale: «Noi tra i primi in Italia ad occuparci di esplorare e declinare con il cinema il tema del confine»

Luca Vullo porta il Texas a Prizzi

Il regista e produttore siciliano sta documentando "Dallas in Prizzi" il progetto artistico dello psichiatra americano Dave Atkinson per il quale sono stati coinvolti tre famosi writers: Olivia Cole, Maria Haag e Frank Campagna

Cannes, Sicilian Ghost Story di Grassadonia e Piazza apre la Semaine de la critique

I registi palermitani reduci dal successo di "Salvo" sono stati invitati personalmente dal direttore Charles Tessonad ad aprire il 18 maggio la prestigiosa edizione, ed è la prima volta per un film italiano. Interamente girato nel Parco regionale dei Nebrodi e a Troina «il film è una favola nera - dicono i registi -, una ghost story siciliana, sul piano fantastico è favola d’amore»