mercoledì 23 agosto 2017

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Metamorfosi. Altre storie oltre il Mito

Teatro

Martedì 15 agosto a Segesta il debutto di Enrico Lo Verso, moderno Ovidio da cui è tratto il testo


Quattro miti classici per raccontare quattro storie di tutti i giorni: Narciso, Amore e Psiche, Apollo e Dafne e il Ratto di Prosespina. E' così che si snoda "Metamorfosi – Altre storie oltre il mito", tratto da Ovidio – in occasione del bimillenario della sua morte - in scena al Teatro Antico di Segesta il 15 agosto alle 19.15. Ancora un appuntamento di prestigio al “Calatafimi Segesta Festival - Dionisiache 2017”, la manifestazione organizzata dal comune di Calatafimi Segesta in sinergia con il Parco Archeologico di Segesta e la direzione artistica di Nicasio Anzelmo. Un evento destinato a sole 10 repliche su territorio nazionale.

Enrico Lo Verso - ph Margherita Mirabella

Un cast di eccezione costituito da un grande “mattatore” Enrico Lo Verso, da un coro di 8 straordinari attori – performer e da “ospiti” speciali, che per ogni spettacolo evento, porteranno il loro omaggio al poeta. La regia è di Alessandra Pizzi. Una compagnia in itinere che cambia ogni sera grazie al contributo di artisti, personaggi della cultura e dello spettacolo. Di classico resta, dunque, il valore del mito, che supera il tempo e resta integro nella validità del suo messaggio. I racconti sono affidati ogni sera ad Enrico Lo Verso, moderno Ovidio che tesse le fila delle Metamorfosi, e agli ospiti di ogni serata. Lo spettacolo così diventa in ogni replica “altra cosa”, si trasforma grazie ai diversi talent che si avvicendano e alla sinergia che si crea fra le diverse interpretazioni. La struttura narrativa semplice e schietta, fa “sfilare” sul palcoscenico le storie di vita “vissute ed interpretate” da Lo Verso e dagli attori che compongono il cast. Quasi fosse un incontro tra amici che riflettono ad alta voce sugli aspetti e le contraddizioni della natura, dell’uomo e della società, il Mito non nasce forse proprio dall’esigenza di spiegare la realtà?
Le 4 storie, apparentemente senza nesso tra loro, diventano parti integranti di un'unica vicenda che converge su un finale unico: la possibilità concessa agli individui di essere oltre loro stessi, dentro il cambiamento, dentro la potenza del mito che è evoluzione. Lo spettacolo racconta, attraverso 4 quadri, quattro storie di tutti i giorni, ispirate a 4 miti classici, riprendendone solo il senso e la validità del messaggio. Così il mito di Narciso, diventa la difficoltà dell’individuo moderno di accettarsi ed essere accettato, quello di Amore e Psiche il presupposto per parlare dell’amore e delle relazioni nella società 4.0. E ancora il mito di Apollo e Dafne sono la base di un racconto sui temi della integrazione uomo - natura e della sostenibilità, e sul Ratto di Proserpina si instaura la riflessione sul rapporto di genere.
Uno spettacolo mutevole è senza dubbio il paradigma del cambiamento. Come si può parlare di metamorfosi, stanno fermi ed ancorati a copioni e messe in scena? Del resto cosa è il mito se non un pretesto per riflessioni e conseguenti azioni. Lo Verso è un moderno Giove che, dove non genera miti, ne imprime con forza interpretativa il messaggio.
Per il debutto di Segesta, Enrico Lo Verso sarà accompagnato da Francesco Mancarella e dai musicisti Lorenzo Mancarella e Filippo Scrimeri. Le musiche sono di Francesco Mancarella, i testi di Nicola Pice e Alessandra Pizzi. La Produzione Ergo Sum.

"Il punto è che le Metamorfosi sono, sotto i panni della poesia epica, la prima opera narrativa di grande respiro della letteratura occidentale", come sostiene Piero Bernardini Marzolla. Ecco, dunque, che la poesia diventa storia, che il mito diventa contemporaneo, sveste i panni del racconto epico e diventa cronaca. Parla della vita, lascia le gesta di eroi e racconta i fatti vissuti di un reale, in cui la sofferenza di Euridice diventa quotidianità dell'essere e il culto della bellezza di Narciso, strumento di identificazione sociale. Storie ri-lette con un linguaggio contemporaneo, efficace ed essenziale, riattualizzano il mito, individuandone i tratti essenziali della validità nella società contemporanea. Eroi ed eroine diventano il presupposto per raccontare un mondo, in cui nella ricerca del sé, ognuno affonda nelle radici del proprio vissuto che spesso è collettivo. Ecco che il mito diventa "sociale", crea stereotipi, produce modelli. La messa in scena essenziale, rompe la quarta parete, e invita il pubblico a ricercare dentro sé stesso matrici autentiche di un IO , che per troppo ha soggiaciuto a stratificazioni sociali. Ogni attore interpreta l' “uomo contemporaneo”, nella sua straordinaria volontà di comprendere l'essenza autentica di sé stesso, in relazione con gli altri. Gli ospiti occupano lo spazio scenico, i racconti ripescano nella classicità, le storie portano il mito nella quotidianità, i percorsi aiutano il pubblico a cercare oltre. Perché il mito persiste solo oltre la storia, se il suo potere è senza tempo, se il suo valore è universale.


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Pubblicato il 10 agosto 2017




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15 agosto 2017Teatro Antico - Calatafimi (TP)
Area archeologica Segesta
19.15Da 22 a 18 euro