martedì 23 maggio 2017

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Recensioni

Sicilian Ghost Story, una fiaba nera dalle troppe pretese (mancate)

L'opera seconda dei registi palermitani Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, nelle sale dal 18 maggio, narra le vicende di uno dei fatti di cronaca più insostenibili orchestrati da Cosa Nostra, il rapimento e l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio di un collaboratore di giustizia. Le encomiabili intenzioni dei cineasti di rifiutare il manierismo tipico del cinema di mafia però, si scontrano con le legittime ma inespresse ambizioni autoriali

Ultima modifica 21 maggio 2017 11:52

Mangalavite, Servillo e Girotto, Italia-Argentina andata e ritorno

Il concerto del trio italo-argentino al Centro Zo di Catania è stato un viaggio stratificato, denso, fascinoso, a cavallo di due culture - italiana e argentina - e di tanti modi di interpretarle

Ultima modifica 15 maggio 2017 13:34

La democrazia di oggi è salva grazie ad Antigone, vera eroina di Tebe

Chi è dalla parte dei tebani, sopravissuti alla carneficina fratricida fra Eteocle e Polinice? E' la giovane Antigone (la brava Giordana Faggiano) che si affida alla spiritualità delle straniere, le Fenicie che assistono alle faide familiari. Ecco la contemporanea sensibilità di "Fenicie" di Valerio Binasco, seconda opera del 53° ciclo dell'Inda, dialogo multilingue (non senza pecche) ma costruttivo

Ultima modifica 16 maggio 2017 11:55

La solitudine di Eteocle, lasciato al suo destino dal fato e dal teatro

Richiama le attuali tragedie mediorentali, "Sette contro Tebe" di Eschilo, con la regia di Marco Baliani, che ha aperto il LIII ciclo di rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa. C'è un solo vero attore in scena (Marco Foschi/Eteocle), accerchiato da effetti sonori da cinema in 3D, e con un coro che non riesce a superare il muro di suoni

Ultima modifica 12 maggio 2017 21:36

Glam City, la rivoluzione abortita di Catania, città santa un po' puttana

"Glam City", in scena al Piscator di Catania fino a domenica 30aprile, non è solo la trasposizione teatrale del libro di Domenico Trischitta. Le ambizioni senza futuro di un gay catanese innamorato della vita e del palcoscenico, grazie alla regia di Nicola Alberto Orofino e alla intereptazione senza sconti di Silvio Laviano, vero mattatore in scena, è l'immagine di una città, al pari delle metropoli mondiali, che non ha saputo rendere le trasgressioni linfa vitale di una cultura senza limiti

Ultima modifica 29 aprile 2017 18:56

L'orgoglio pop di Mario Venuti e il sano edonismo 2.0

“Il dolce pensiero di vivere tutto” del cantautore siciliano alla base dell'ultimo album "Motore di vita"

Ultima modifica 12 aprile 2017 13:10
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