martedì 23 maggio 2017

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A Taormina fa più bene il Giro d'Italia che il G7

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Il recente attraversamento, in diretta tv e web, della cittadina capitale del turismo siciliano da parte della carovana rosa del Giro edizione 100, nel percorso in due tappe Cefalù-Etna-Messina, è stata la vera cartolina promozionale della bella Sicilia. Compenserà le pene dell'inferno che la Perla dello Jonio vivrà dal 22 al 27 maggio causa blindatura per tutelare il G7 del nulla di fatto?


di Gianni Nicola Caracoglia

La tappa dell’Etna del 9 maggio scorso, la Cefalù-Etna, ha registrato 1 milione 826 mila spettatori, il 17% dello share pomeridiano davanti alla tv. La tappa del giorno dopo, la Pedara-Messina ne ha registrati 1 milione 464 mila, il 14,1% dello share. Tanto per fare un minimo di confronto, la tappa calabra dell’11 maggio di spettatori televisivi ne ha fatti “solo” 1 milione 036 mila. Sarà grazie al fascino dell’Etna, l’arrivo era stato pensato al Rifugio Sapienza, sarà stata l’attesa, poi vanificata, di un exploit sportivo dello Squalo dello Stretto, il messinese Vincenzo Nibali, la Sicilia al Giro d’Italia, edizione speciale numero cento, televisivamente fino ad ora è piaciuta mediaticamente. E non parliamo del web: dati attuali non ce ne sono ma lo scorso anno, edizione vinta da Nibali, sono state 50 milioni le pagine visualizzate di tutto il Giro. Televisivamente il gran lavoro svolto da Rai Sport, ha mostrato al seguito dei ciclisti le bellezze dei nostri paesaggi, dalle sciare lunari dell’Etna all’ascesa e attraversamento della Perla dello Jonio Taormina.
Non c’è dubbio che il Giro d’Italia, ancora oggi in un’era in cui lo sport è supertecnologico, rende un ottimo servizio alla promozione dell’intero Bel Paese. E guarda caso, Umberto Cairo, che attraverso Rcs è editore della Gazzetta dello Sport che organizza il giro dalla sua fondazione, è uscito proprio in questi giorni con un numero speciale di “Bell’Italia” dedicato proprio all’Italia del Giro.

Giro d'Italia 100, l'ascesa a Taormina del 10 maggio, clicca e vedi il video

Taormina, dicevamo, parte attiva del Giro numero 100, viva di gente accorsa a salutare i beniamini sulle due ruote. Un’ultima parentesi di vita per la Perla dello Jonio che ora si appresta a chiudersi in sé stessa per accogliere, ahinoi, il prossimo G7 del 26 e 27 maggio, il forum politico tra Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Canada. Sulla carta si parlerà di argomenti importanti, delle crisi mondiali, di sfide energetiche, di cultura (nel logo c’è proprio il Teatro Antico di Taormina), di dell'ambiente, di clima, di migranti, di profughi, della Siria, dell’Isis, della Brexit etc. etc.

Ad una prima lettura, quindi, il sacrificio enorme che Taormina soffrirà nei prossimi giorni dovrebbe essere giustificato dalla ragion di Stato vista in chiave globale. Se non fosse che poi, a conti fatti, da questi mega-summit mondiali non ne esce mai nulla di concreto, buono o cattivo che sia, quindi il sacrificio di Taormina sarà doppio e oserei dire dannoso. Durante il G7 a Taormina, per esempio, sarà vietato ammalarsi. Saranno sospesi, infatti, dal 24 al 28 maggio, i ricoveri ordinari all’ospedale San Vincenzo di contrada Sirina. Lo ha reso noto la direzione generale dell’Asp Messina. In quei giorni, l’ospedale tratterà, dunque, soltanto le emergenze. Si spera che i familiari dei pazienti di lunga degenza già ricoverati non debbano penare le pene dell’inferno per raggiungere il nosocomio.

Taormina come Fort Knox. Tutto in ragione della sicurezza dei capi di Stato e di governo. In pratica in quei giorni, per essere precisi dal 22 maggio e fino alla mezzanotte del 27 maggio, nell’area riservata, o zona rossa, si entra solo con l’autorizzazione rilasciata dall’Autorità di Pubblica sicurezza. Per poter posteggiare in quei giorni i residenti si deve affidare al sindaco che deve individuare aree apposite. Durante il G7 anche il bagno a mare sarà limitato ai 50 metri dalla costa ed è previsto anche lo stop per i pescatori e per le navi da crociera da Roccalumera ad Acireale. Non si può usare neanche la barca privata nello specchio d'acqua subito davanti il promontorio di Taormina, per 5 miglia nautiche tra l'Hotel San Pietro di Letojanni e lo stabilimento balneare Lido Recanati Beach a Giardini Naxos. Accesso controllato, invece, per 10 miglia nautiche nella zona compresa tra l’Elihotel di Sant’Alessio Siculo a nord e il Lido del Sole lungo mare Cottone di Fiumefreddo a sud. A 23 miglia dalla costa, l’area compresa tra il Main Palace Hotel di Roccalumera a nord e il Porto di Pozzillo di Acireale a sud sarà considerata area di sorveglianza e allarme.

Il Teatro Antico di Taormina

Non finisce qui. Da mercoledì scorso e fino alla fine del mese il Ministero degli Interni ha sospeso il Trattato di Schengen sulla libera circolazione, per prevenire e limitare l’ingresso in Italia di esponenti di gruppi antagonisti in occasione del vertice. Questo significherà controlli alle frontiere terrestri, nei porti e negli aeroporti, oltre a un rafforzamento della sicurezza interna che si concentrerà soprattutto nei luoghi sensibili anche fuori dalla città che ospiterà i sette capi di Stato e di Governo. Possibili code ai valichi di frontiera terrestri, quindi, ma anche negli aeroporti. Per questo l’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha invitato chi deve partire da un aeroporto italiano ad anticipare il proprio arrivo per evitare di perdere il volo. Nei venti giorni di sospensione, i turisti e gli autotrasportatori diretti in Italia saranno costretti a sopportare le code alle frontiere a causa del controllo dei documenti e delle merci trasportate.

Taormina in quei giorni sarà ad uso e consumo delle delegazioni del G7. Neanche il nuovo presidente americano Trump, però, dormirà a Taormina per motivi di sicurezza ma nella base americana di Sigonella, vicino Catania. Il gioco per Taormina, alla fine, non vale la candela. E se da una parte ( e fortunatamente) non si potrà gridare allo scandalo per i 500 milioni buttati alla Maddalena per un G8 mai fatto ed un G7 "scippato" che è andato all'altra grande isola italiana, dall’altra non si potrà manco contare su lavori importanti e permanenti a mo' di risarcimento. Due eliporti che non sembrano poi così permanenti e un Palacongressi che non avrà mai un’agibilità definitiva non sembrano un buon prezzo per Taormina per trasformarsi in una cittadella fortificata per una settimana scarsa. Avessero rifatto l'autostrada Catania-Messina, ancora ancora si piangeva con un occhio. E invece no, resterà anche la strettoia di Letojanni. Tanto i capi di Stato e di governo viaggiano in elicottero. L'arroccarsi di Taormina non servirà a fortificarne l’immagine turistica, già debilitata dal rinvio sine die del festival del cinema, causa annullamento della gara per varie irregolarità dei pretendenti all'appalto. Meglio il Giro d’Italia, allora, con la vitalità della gente a bordo strada che vedere il ciuffo arancione di Trump svettare al teatro Antico dirimpetto all’Etna. Se proprio un americano sullo Jonio lascerà il segno questi sarà il leader dei Pearl Jam Eddie Vedder che porterà 10 mila persone al Teatro Antico il 26 e 27 giugno per i suoi concerti.

Ah, dimenticavo. Per i comuni mortali una buona alternativa al G7 c’è, e si chiama G37: 3.000 alunni e studenti, 20 scuole tra elementari, medie e istituti superiori, 6 comuni, 5 reading di poesia e un bosco, quello delle betulle bianche, da proteggere. È il G37 – Summit della poesia ideato dal mecenate Antonio Presti, quello di Fiumara d'Arte, che in contemporanea al G7 di Taormina parlerà al mondo per ribadire che la sola, vera potenza è quella della conoscenza e per contribuire a far rinascere e a rafforzare l’identità dei paesi del comprensorio taorminese con l’arte e la cultura. L’evento si svolgerà tra Savoca, Castiglione di Sicilia, Linguaglossa e il Bosco delle Betulle, sui Monti sartorius in territorio di Piedimonte Etneo, alberi endemici unici al mondo, un pezzo di Scandinavia in Sicilia per un percorso culturale e naturalistico chiamato "Io vedo l'invisibile".

Bosco delle betulle dei Monti Sartorius sull'Etna



© Riproduzione riservata
Pubblicato il 12 maggio 2017




Gianni Nicola Caracoglia

Una laurea in Scienze Politiche, una vecchia passione (mai sviluppata) per la carriera internazionale e una grande passione (poi sviluppata) per il giornalismo, in particolare per la musica e gli spettacoli. Ho diretto per 16 anni l'agenzia Blu Media, adesso dirigo SicilyMag.it. E coltivo un sogno: prima o poi andare in Brasile. "Socialmente" sono presente su Twitter, Facebook e Instagram.


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